Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!
martedì, 29 agosto 2006
Stare senza internet è dura: non ci sono né
Vanity Fair né
Cronaca Vera che possano supplire alla lettura quotidiana dei miei blog preferiti. Per questo motivo il rientro a casa dopo un po' è gradito e in questa fascia oraria, poi, non mi pesa nemmeno troppo.
Perciò rieccomi qua, in attesa di vedere la seconda parte della briaca triste di Taylor che ieri mi ha fatta schiantare dalle risate. Ma non per via della fine della storia d'amore con Ridge. Ci mancherebbe altro. Vent'anni di altalenante anda e rianda tra Taylor, Ridge e Brooke, mi hanno anestetizzato le sinapsi col risultato che, adesso, me ne frega il giusto dei colpi di scena nelle loro vicende sentimentali.
Invece, mi da parecchio gusto l'agonia amorosa della Taylor attuale, irrimediabilmente sfigurata dal ricorso disinvolto ai lifting e con l'imprescindibile
labbrone canottato che le fa perdere ogni espressività - ma è cosa nota di quanto l'espressione non serva ad un fico secco per lavorare in Beautiful, ndr - che si dispera bevendo calici di prosecchino e ripensa ai bei tempi andati con Ridge.
Ecco, son proprio quei flashback dell'amore che fu - dove si può riconoscere una Taylor
normale, non ancora devastata dall'uso improprio della chirurgia estetica, alternata alla triste attualità di silicone e collagene - che sono spassosissimi e impongono una visione accurata e accorata.
Ma sto divagando... infatti non volevo scrivere di Beautiful, ma di un'altra soap opera: Splinder. Avrei bisogno di un consiglio. È da mesi che su Splinder appare il messaggio dell'immagine e tutto il baraccone funzionicchia a spizzichi e bocconi...
Noto con perplessità che l'atteggiamento dei titolari di Splinder è esattamente lo stesso che assumo
tutte le volte che mi si scassa qualcosa in casa. Perciò un po' capisco le loro reticenze...
Il sedicente blog di servizio (
soluzioni.splinder.com) oramai è diventato un triste sfogatoio delle magagne degli utenti che cercano di darsi conforto tra loro.
Io ci vado a cadenza regolare a lamentarmi del fatto che Technocrati ha smesso da mesi di aggiornare regolarmente i blog di Splinder e ancora non sono riuscita a capirne il motivo. Nel frattempo ho letto notizie inquietanti di
splinder in vendita per cifre miliardarie al gruppo Dada (peraltro suffragate dall'apparizione dei loro banner proprio sulla home page di Splinder). Spero di sbagliarmi, ma ho un brutto presentimento. In effetti i precedenti sono allarmanti: non mi sono dimenticata che in passato Dada
ha ucciso Clarence (non metto il link, mi si stringe il cuore quando ci vado).
È così che negli ultimi tempi mi sono trovata sempre più spesso a spippolare tra le varie piattaforme blog, per non farmi cogliere impreparata se (quando) succederà il guaio grosso e ci sarà da abbandonare la baracca Splinder in tutta fretta.
E ho cominciato a valutare i pro e i contro di
Wordpress,
Blogsome,
Mioblog,
Myspace, ecc. Accetto volentieri suggerimenti su piattafome alternative e quant'altro. Non mi piace
Iobloggo (non mi piace il nome di dominio, ma la piattaforma a quanto ne so è validissima) ed eviterei anche
Blogger perché l'ho usato per un bel po' prima di Splinder e non mi va di ritornarci (anche se nel frattempo è diventato "cosa di Google")...
lunedì, 21 agosto 2006
Parei colorati, cosce al fresco, mercatini di cianfrusaglie, gare di biglie, cellulite, ustioni da overdose solare, notte versiliana, meduse, depilazioni collettive pre-spiaggia, bagni in mare, passeggiate, ciana, shopping compulsivo, infradito glitterate, birra e pizza, fave di fuca®, pallavolo in acqua, giornali, ottimi libri, ricette veloci, lattine di birra, spaghettate col sugo già pronto, tempo di merda, una maratona notturna di Twin Peaks e un incontro molto gradito…
Teorema delle ferie di Gattasorniona: Il numero ottimale di compagni di viaggio è inversamente proporzionale alla distanza da percorrere.
Giorni belli e rilassanti quelli della settimana scorsa. Talmente belli che stiamo riorganizzando un bis a breve. Di per sé Lido di Camaiore è mera terra di conquista di pensionati e la maggior parte degli eventi sociali che propone sono concertati a loro immagine e somiglianza. Tuttavia quando si è con la compagnia giusta anche un luogo così assume un sapore diverso e ci si diverte un monte. E poi è molto vicino a Firenze ed a Prato, così gli amici rimasti in città per lavoro hanno potuto raggiungerci facilmente, animando la situazione ancor di più. Inoltre erano alcuni anni che non ci mettevo piede: una volta a lustro, infatti, mi pare una frequenza più che sufficiente per il Lido. Perciò ci sono andata volentieri e ci ho trovato un solo cambiamento dall'ultima volta che mi ha fatto rimanere male: il mitico
Cristallo - il cinema dove ho visto il primo film di fantascienza della mia vita e che tuttora rimane tra i miei preferiti,
Incontri ravvicinati del terzo tipo - è stato convertito in una squallida sala Bingo, probabilmente più gradita alla fauna di vacanzieri, per la maggior parte over sixty, che bazzica da quelle parti.
Allora un po' per vendetta un po' perché Lido di Camaiore è il posto ideale per questo genere d'attività, mi sono dedicata con perizia all'
umarello and
zdaura uotching (sic!). E sono riuscita a "catturare" dei
begliesemplari. Purtroppo mi è sfuggita la "preda" più ambita, ovvero un vecchietto di un'ottantina d'anni abbondanti, che pattinava sulla passeggiata a torso nudo, con musica in cuffia e rollerblade. Ho fatto diversi appostamenti mirati, ciabattando velocemente, con le mie infradito modaiole e piene di strass, per guadagnare la posizione giusta, ma non sono riuscita a fotografarlo. Peccato.
Il giorno migliore è stato Ferragosto in cui si sono verificati due eventi che hanno rianimato la sonnolenta Versilia nonché le cronache balneari locali: la
megarissa e
l'orda di vandali al Twiga, lo stabilimento dei vip di Forte dei Marmi, di proprietà di quel poker di simpaticoni: Briatore, Santaché, Lippi e Brosio (mi sa poca roba, perché ho letto solo due righe su
La Nazione il giorno dopo). Noi eravamo in spiaggia, tutti presi dal passatempo della foto, però ad averlo saputo prima, una capatina al Forte per unirmi, anche in modo simbolico, all'orda devastatrice l'avrei fatta volentieri. Solo per la soddisfazione di poter dire un giorno: "Io c'ero" e poter partecipare a discussioni di un
certo tipo:
- Carino questo posacenere.
- Sì ci siamo affezionati. E' un ricordo del saccheggio dell'appartamento di Vecchioni negli anni novanta, che serata…
- Ah sì? Interessante… Ah già, sapete, io ho partecipato alla devastazione nell'estate del 2006 dello stabilimento di Briatore.
-Ma dai, figo, racconta…
Vabbè, un'occasione persa ed
in società continuerò ad utilizzare i miei soliti, banali argomenti di conversazione. Pazienza.
In compenso ho letto un paio di bei libri, tutti i Vanity Fair su cui sono riuscita a mettere le mani e un sacco d'articoli sulla
Pulsatilla romanziera. Le faccio i miei complimenti: leggo il suo blog da quando l'ha aperto ed è davvero brava. C'era un articolo della Natalia Aspesi nella pagina della cultura di Repubblica del 15 agosto, dove le "prugne secche" eclissavano senza pietà il coming out nazista di Günter Grass: mica pizzi e fichi! E poi l'ho ribeccata anche in un pezzo sul Venerdì, diluita tra i nuovi autori che vengono dal mondo dei blog e che sono stati scoperti dall'editoria. Soliti discorsi. Comunque tutto questo parlarne mi ha fatto venir voglia di leggere il suo libro. Non l'avevo ancora fatto perché, tempo fa, sfogliandolo in libreria, c'avevo trovato diverse cose che avevo già letto sul suo blog e lì per lì mi era passata la voglia. Vabbè.
Adesso ho una routine cittadina da riprendere. Pulire la casa, fare alcuni inviti a cena prioritari, e, soprattutto, ho una terrazza invasa dai piccioni da bonificare.
Ma ci penserò perbene la settimana prossima al ritorno dal secondo round di mare.
PS sul tema a me caro del lavoro precario (anche se ormai sarebbe meglio definirlo "lavoro estremo") segnalo un post di
Kekule e uno di
Beppe Grillo che mi son piaciuti parecchio...
venerdì, 11 agosto 2006
Rieccomi a casa dopo qualche giorno di vacanza e sono contenta di essere ritornata in città proprio oggi, giornata in cui ricorre il sessantaduesimo anniversario della Liberazione di Firenze.
Stamani appena sono scesa dal treno, infatti, ho visto una bella manifestazione con tanti arzilli ex-partigiani e oggi pomeriggio tornerò in centro a vedere quali altre iniziative ci sono in giro. Ho intenzione di rimanere qui fino a domenica e poi andrò a passare altri giorni fuori città.
La settimana scorsa ho dovuto staccare e prendermi qualche giorno di riposo, perché non ce la facevo più e cominciavo a dare segni di squilibrio mentale piuttosto evidenti e imbarazzanti. Così sono andata via all'improvviso, saltando su un treno che mi ha portata non molto lontana da qui, ma quel tanto che basta per cambiare aria e riprendersi un attimo.
È così che gli ultimi giorni sono stati un susseguirsi caleidoscopico di: sagre, passeggiate su sentieri di campagna panoramici, parecchi tramonti in pineta, una bellissima alba sul mare (anche se il sole sorgeva dalla parte opposta, ndr), alcuni bei libri letti e un paio d'immancabili mercatini in cui mi rompo sempre le palle (che ci posso fare: lo shopping non mi piace...). Tutto bene.
Quando poco fa sono rientata a casa, ho trovato due cose molto sgradevoli: la terrazza colonizzata in modo definitivo dai piccioni scagazzatori e nel frigorifero un pentolino che in origine conteneva chissà cosa (lenticchie? ragu? zucchine trifolate? boh...) sommerso dalla coltura di muffa più rigogliosa che mi sia mai capitato di vedere: finissimi cristalli lanugginosi dal bianco al giallo cromo, con sfumature verdi e grigiastre, che riempivano il contenitore fin quasi all'orlo. Ho dovuto buttare via tutto nella pattumiera, inutile qualsiasi tentativo di recupero.
Adesso mi godrò Firenze fino a Domenica quando, col sacco a pelo e lo zaino carico di urania, mi dirigerò verso altri lidi, non molto lontani ma provvidenziali e amichevoli, dove esporrò le mie ciccie al sole e mi dedicherò ad alcuni tra i miei hobby preferiti: il nuoto, la ciana e la fantascienza. L'unica cosa che mi mancherà sarà la mia bicicletta, ma in fondo è per pochi giorni e cercherò di resistere...
venerdì, 04 agosto 2006
Stamani ero in giro per commissioni di lavoro. In questo periodo i miei incontri di lavoro sono loffi e si limitano a: due appunti scribacchiati dove capita, un fugace scambio di biglietti da visita, seguito a ruota da un "se ne riparla a settembre" e un sospiro di sollievo reciproco, perché l'incontro è durato poco e senza beghe (che verranno puntualmente tutte fuori tra un mese). Volemose bene.
Una delle ditte in cui dovevo andare stamani si trova all'Antella, località appena fuori Firenze, e così ne ho approfittato, dopo una vita che non lo facevo, per andare a far colazione all'Autogrill, passando dal cancello girevole riservato ai dipendenti.
Mi piace un casino andare all'Autogrill, c'ho scritto un
sacco di post in passato, anche se oggi era affollato all'inverosimile di vacanzieri. Ho notato che i villeggianti in Autogrill sono sempre molto più nervosi di chi è lì perché sta viaggiando per lavoro.
C'era, per esempio, un omino milanese con: marsupio, scarpe marroni e calzoncini corti che gli scoprivano le zampette da merlo, che sbriaitava incavolatissimo per non so quale motivo, cercando il consenso degli altri clienti, ma nessuno se lo filava.
Nel mio piccolo, ho fatto tutto quello che si può fare in un Autogrill per passare cinque minuti in perfetto relax: caffè, brioscia, percorso obbligato tra cibarie calorose, balocchi, esposizione di blockbuster e bestseller. Uscita. Ah, che bellezza.
Poi ho continuato i miei giri per la città, sempre con i Blur in cuffia, godendomi il sole e l'aria tersa (oggi è così, godiamocela), stringendo mani appiccicose, raccomandandomi per avere preventivi entro la fine del mese (mi gioco non so cosa che non ne riceverò manco uno puntualmente), chiaccherando in loop sempre delle stesse cose e sudando in modo anomalo tra le tette.
Adesso: caprese, birra,
Beautiful e caffè.
giovedì, 03 agosto 2006

Dopo una dura (!?) giornata di lavoro, un'ottima birretta ristoratrice in compagnia di un'amica ad un circolino
comunista della città.
Sarà stato il caldo, oppure il fatto che a pranzo avessi mangiato poco, boh, comunque sia i 33 cl di Becks ci hanno dato immediatamente alla testa. Du' briache allegre quasi quarantenni (oddio la mia amica sì io ancora no, ndr) che ridacchiano scomposte al tavolino di una casa del popolo, popolata da umarelli e zdaure in cerca di socialità.
Poi sono cominciati i discorsi seri e abbiamo iniziato a parlare del passato e dei bei vecchi tempi andati. Infine ci siamo messe a disquisire su quanto fosse figo lo Scrondo. Sì, proprio lo Scrondo. Chi se lo ricorda lo Scrondo?
Tutto questo per una bottiglietta di birra. Quasi quasi ora ne bevo un'altra...
martedì, 01 agosto 2006
«tu eri più competitiva nella tomba di quando sei resuscitata»
[Brooke a Taylor durante una lite]
Era da tantissimo che non andavo a trovare la nonna. E mi avevano detto che era incavolata nera per la mia oltraggiosa latitanza. Così ci sono andata qualche giorno fa. Quando sono arrivata la nonna mi ha cacata il giusto e mi ha detto, senza staccare gli occhi dalla televisione e sventolando in aria la sua mano nodosa:
- va' con la tu' zia, accompagnala.
Durante la strada la zia mi ha svelato il mistero. La nonna, infatti, ha chiesto di acquistarle o prenotarle (non ho ben capito come funzioni) un loculo nel cimitero dove verranno deposte le sue spoglie, speriamo il più tardi possibile.
La nonna è stata chiarissima: non vuole essere sepolta nella nuda terra col nonno, ma preferisce stare per cazzi suoi nel colombario.
Allora la zia ed io siamo andate in missione, obiettivo: il piccolo cimitero del paese. Lì abbiamo esaminato i loculi ancora liberi, protetti solo da alcuni mattoni.
La zia, credo per soddisfare un desiderio più morboso che funzionale, si era portata dietro pure una piccola torcia elettrica con cui ha cercato, dove possibile, di illuminare l'interno dei loculi, sostenendo con convinzione che fosse necessario esaminarli a fondo prima di prendere qualsiasi decisione in merito.
Io ho buttato benzina sul fuoco e le ho raccontato di quando un paio d'anni fa vidi i sacchetti con le ossa umane dentro (ci scrissi anche
questo post). La zia ha ascoltato tutto il mio racconto attentissima a poi è voluta entrare subito nella stanzetta dove avevo fatto la macabra scoperta, ma questa volta l'abbiamo trovata vuota.
Alla fine abbiamo individuato un paio di posti che ci sono piaciuti.
E la nonna, mentre sbocconcellava lo iogurtino pubblicizzato dalla Marcuzzi che le fa tanto bene all'intestino, ascoltava il nostro resoconto della ricognizione con interesse.
Poi ha scelto: le piace un posto non troppo alto né basso, vicino ma non troppo alla tomba del nonno, lontano da quelle degli altri parenti e proprio accanto alla tomba della sua amica e vicina di casa, passata a miglior vita da qualche anno, con cui soleva cianar sulla terrazza tutti i santi giorni.
Infine s'è sparata una nuvola di lacca per capelli sul capo e s'è congedata in tutta fretta, perché la sua passeggiata serale non poteva essere ulteriormente rimandata e il tempo dedicato alla morte e al parentame in visita le pareva già troppo.