Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

lunedì, 30 ottobre 2006

La “Smalt”


«Credo di averla vista soltanto una volta. Proprio ad Afragola mentre stava entrando in un supermarket. Le sue guardiaspalle erano due ragazze. La scortavano seguendola con una Smart, la piccola auto biposto che ogni donna di camorra possiede. Dallo spessore delle porte però quella Smart sembrava blindata.»
[R. Saviano, parlando della boss camorrista Immacolata Capone, Gomorra, p. 161]



Non ho ancora capito se la Smart mi piace o no. In effetti non è un grosso problema e posso continuare a vivere benissimo anche senza avere un opinione in merito.
Mia madre la chiama Smalt, sì, proprio con la elle, perché è convinta che i progettisti nel realizzarla si siano ispirati allo smalto per unghie. Mistero sull'origine di questa sua convinzione che nessuno ha mai avuto il coraggio di smentire e lei, infatti, continua tranquilla e beata a chiamare Smalt ogni macchina bicolore su cui le capiti di posare lo sguardo.
Invece, il mio bolscevismo congenito mi ha fatto sempre guardare la vettura in questione con sospetto. Al contempo, la mia senilità congenita mi ha sempre regalato degli attacchi di panico ogni volta che mi capitava di metterci il culo sopra, anche per brevi tragitti.
Fino all'altra sera. Ecco, ho un'amica molto più giovane di me, più dinamica di me e più magra di me che da poco ha acquistato proprio una Smart che fa pendant con tutti i suoi accessori, come ho notato subito e lei è stata d'accordo con la mia osservazione.
Qualche sera fa, ridendo e scherzando a bordo di quel cubo con le ruote, siamo arrivate fino in Versilia, per poi tornare indietro dopo aver fatto due passi sulla passeggiata e sul molo di Viareggio.
E l'ho pure guidata, la sua Smart, beh, devo dire che mi sono ricreduta: non è malaccio.
Di gattasorniona in punti di vista alle: 13:56 | plink | commenti (12)

sabato, 28 ottobre 2006

Pulsatilla VS Viagra



Su una bancarella ho trovato, allo stesso prezzo di una pillola di Viagra, il libro della Pulsatilla intonso e ancora profumato di stampa. Sicuramente un regalo poco gradito, subito sbolognato al libraio dell'usato. Non ho potuto non raccogliere la provocazione e l'ho comprato. Mi è parso un grosso affare.
Di gattasorniona in cazzeggio alle: 14:44 | plink | commenti (9)

mercoledì, 25 ottobre 2006

Ipotesi di reality 2

Oggi Beautiful mi sta annoiando perciò ho pensato di spendere la mia pausa pranzo per elaborare l'idea di un format TV. Si tratta di un reality e s'intitolerà Condominium, un omaggio al grande, grandissimo James Ballard*.
Il meccanismo del gioco è semplice: in un grande condominio di periferia vengono piazzate un sacco di telecamere, tipo nel film Sliver*, quello con la Sharon Stone.
Poi negli appartamenti ci andranno ad abitare i concorrenti: tanti nuclei familiari di vario genere ed estrazione sociale, magari suddivisi tra abbienti e meno abbienti proprio come nel romanzo di Ballard, perché l'integrazione pacifica non è certo lo scopo del gioco.
Questo reality avrà una durata molto lunga, i concorrenti potranno uscire dal condominio e condurre una vita normale fuori.
Tuttavia, una volta rientrati a casa, verranno sottoposti ad un concentrato di sollecitazioni del tipo: guasto al riscaldamento quando fuori c'è la neve, straripamento della fossa biologica con invasione di acque scure nei garage, rave party organizzato da quelli dell'ultimo piano, invasione di topi e/o zecche, zingari che fanno il sopralluogo per poi tornare a rubare, amministratore disonesto, condomino psicopatico e giustizialista, ascensore che si blocca, inquilini umarelli che dimenticano il gas aperto o fanno qualche casino col fuoco. Insomma: tutta una serie di cose così.
E, naturalmente, il tutto ripreso ventiquattr'ore su ventiquattro dalle telecamere.
Per ravvivare la faccenda - ché, dopo anni, il genere "reality" sta cominciando a stancare e c'è bisogno d'emozioni forti altrimenti che palle - verranno fornite in dotazione agli inquilini di ciascun appartamento delle armi bianche, possibilmente antiche e/o esotiche, come: alabarde, katane, mazze ferrate, tomahawk, cerbottane con aghi paralizzanti, ecc. e l'autorizzazione/incoraggiamento ad usarle durante le discussioni.
Il pubblico sceglierà chi eliminare col televoto. Gli eliminati dovranno traslocare entro le 24 ore successive e un nuovo gruppo subentrerà nell'appartamente lasciato vuoto.
Spero che questa idea giunga alle orecchie di Angelo Ferrari* o di qualcun'altro che s'intende di queste cose. Tra l'altro, proprio stamani ho saputo che finalmente è in preparazione il film tratto dal romanzo di Ballard, non vedo l'ora...

[Per chi proprio non può farne a meno: Ipotesi di reality 1° puntata]
Di gattasorniona in cazzeggio alle: 14:04 | plink | commenti (18)

domenica, 22 ottobre 2006

Breve e stanco diario del week-end in atto


Ieri ho passato l'Appennino per andare a far bagordi fuori Toscana. Non ho più l'età per certe cose. Anzi, non l'ho mai avuta l'età... Vabbè. Oggi sono stanca morta e con un lieve, lievissimo, cerchio alla testa. Perciò mi sono programmata un pomeriggio casalingo e tranquillo, allietato da plaid, tè caldo, una puntata di Lost appena scaricata con E-mule e una ricca, salutare, seppure analcolica (come mi è stato specificato poco fa al telefono, ndr), cena a casa di amici. Meglio di così...
Prima di azionare WinAmp e dare il via alla proiezione mi preme, però, fare una segnalazione importante: in caso qualcuno mi volesse fare un regalo, beh, ciò che desidero ardentemente e con tutte le mie forze è: The Crazy Cat Lady Action Figure (grazie a MMT). Sul serio.
Di gattasorniona in cazzeggio, situazioni alle: 14:21 | plink | commenti (13)

giovedì, 19 ottobre 2006

L'affaire Ceccherini


Stamani, al bar sotto casa, tutti - vabbè, tre anime di numero, ndr - parlavano dell'eliminazione del Ceccherini dall'Isola dei famosi. E anche in ufficio l'argomento principale è stato l'eliminazione del Ceccherini dall'Isola.
Pausa pranzo.
Come al solito sono arrivata dai miei genitori, sognando pastasciutta e cotolette. Invece ho trovato solo tacchino al vapore e verdurame insipido e floscio. Nonostante la delusione mi ci sono avventata sopra famelica mentre, alle mie spalle, la tivvù trasmetteva a tutto volume la "prova del cuoco" con Antonella Clerici.
I miei erano già seduti a tavola e non mi hanno detto nemmeno ciao. In compenso, mio padre ha esordito con:
- il Ceccherini è stato buttato fuori, ha bestemmiato.
mamma: D'altronde ci s'aspettava...
babbo: Ha fatto dimolto bene a bestemmiare.
gatta: In che senso, scusa?
b: Alla prova ricompensa hanno fatto una bischerata.
m: Eh sì, se la potevan risparmiare.
g: Che cosa?
b: La bischerata della prova ricompensa.
g: Va bene, ma di che bischerata state parlando?

Mia mamma si è alzata ed è andata in cucina.

b: Come un tu l'hai visto ieri sera?
g: No, sono uscita...
b: Come tu sei uscita?
g: O babbo: se ti dico che sono uscita e sono uscita...
b: E indottù saresti andata?
g: Mah, solo dall'Anna a prendere un caffè.
b: E l'Anna 'un ce l'ha la televisione?
g: Sì ce l'ha, ma non l'abbiamo accesa.
b, parlando con mia madre ancora in cucina: E un l'ha visto. La un sa nulla. L'è andata fòri ieri sera...
m, rientrando nella stanza: Mah, tu ti sei persa...
g: M'immagino, ma poi leggo i resoconti su internet... Insomma di che bischerata si parlava?
b: La pastasciutta con le polpette!
m, mimando una grossa quantità con le mani: Un piatto così!
b: Infatti. Perché poi tutti quegli altri sono dei caproni, gli ha fatto bene il Ceccherini...
m: T'hai proprio ragione! Potevan dire: io codesta pasta la rifiuto se non la date a tutti, avrebbero fatto una figura migliore.
b: Invece l'hanno data ad alcuni sì e agli altri no... d'icché sa? È sadismo e basta. Così e un ci si diverte punto.
m: E il Ceccherini gli ha fatto dimolto bene.
b: E poi diciamolo: è stato sincero.
m: E poi non capisco: la bestemmia no e tutte le altre sconcezze che si vede sì?
b: Ci pigliano per il culo questi della televisione.
g: Non ho ancora capito la bischerata di cui parlavate.
m: Tu l'avevi a vedere, invece d'andare fuori.
Di gattasorniona in televisione, situazioni alle: 20:56 | plink | commenti (22)

mercoledì, 18 ottobre 2006

Un tocco di classe...

Nella puntata odierna di Beautiful Felicia è risorta ancor prima di morire. Meraviglioso.
Di gattasorniona in beautiful alle: 14:11 | plink | commenti (7)

lunedì, 16 ottobre 2006

Apoxyòmenos

I bronzi di Riace vennero ritrovati nei primi anni Settanta da un sub, Stefano Mariottini - nome che posso citare con disinvoltura soltanto grazie all'indispensabile Wikipedia, ndr - che lì per lì pensò di essersi imbattuto in un cadavere. Mi ricordo perfettamente questo dettaglio macabro perché il sub lo raccontò durante un'intervista al telegiornale e mi colpì tantissimo. Così come mi colpirono le immagini delle due statue ripescate dal mare, tutte incrostate dai secoli passati sotto l'acqua salata.
Il restauro venne eseguito qui a Firenze, dove poi furono esposti per un breve periodo prima di essere riportati a Reggio Calabria dove tuttora stanno.
Io ero una bambina, tuttavia mi ricordo perfettamente l'atmosfera della sala dove furono esposti i due Bronzi di Riace. Rimasi affascinata ma soprattutto impaurita da quelle statue con i denti d'argento. E non poteva essere altrimenti perché sono stupende e impressionati. Sono contenta che i miei genitori mi abbiano portata a vederli: fu un'emozione forte che conservo ancora adesso, nonostante siano passati più di venticinque anni (oddìo, non ci credo).

Nei giorni scorsi mi sono regalata un'emozione analoga e sono andata a vedere l'Apoxyòmenos aka Atleta della Croazia aka Bronzo di Lussino aka 'chiappette sode', in mostra a Palazzo Medici Riccardi (qui il sito internet anche se a mio avviso è piuttosto scarso). Maremma santa che bello. Mi sono venuti i brividi anche per l'allestimento che è davvero suggestivo: una stanza tutta bianca con le pareti retroilluminate che paiono leggermente fosforescenti con al centro la scultura. Ci si arriva da una stanza più buia e l'effetto sorpresa è garantito. Prima ci sono altre due sale piene d'informazioni, foto e reperti vari, tra cui, diversi noccioli di vari tipi di frutta, trovati dentro la statua. Il bronzo dell'atleta, infatti, non solo è un'opera d'arte, ma è stato anche l'appartamento di un topolino che c'ha portato dentro le sue vivande e proprio grazie a quei residui di frutta millenaria è stato possibile datarlo con certezza. Davvero bello. E io e me lo sono guardato e riguardato, senza farmi sfuggire il dettaglio che ha notato anche il Bellacci.
Tanto per fare un po' di polemica gratuita, devo dire che i Bronzi di Riace sono infinitamente più belli e cinque euri è un biglietto troppo caro.
Di gattasorniona in arte, firenze, vecchi tempi alle: 13:59 | plink | commenti (10)

mercoledì, 11 ottobre 2006

La Iole

Sono giù di morale perché è morta la Iole. Era malata da tempo e non riconosceva più nessuno, figli compresi. Da quando si era aggravata era facile trovarla in paese, sempre in tuta da ginnastica e pantofole felpate, mentre la badante rumena, dall'inspiegabile accento tedesco, la spingeva sulla sedia a rotelle. Durante quegli incontri la Iole mi faceva grandi sorrisi sdentati, nonostante avesse smesso di riconoscermi già da una decina d'anni, ossia dagli albori di quella malattia che l'ha consumata inesorabilmente fino a pochi giorni fa. E io la ricambiavo con baci, abbracci e, quando era possibile, con un boero della casa del popolo.
La Iole e tutta la sua famiglia hanno abitato per tanti anni nella casa di fianco a quella di mia nonna, in campagna. Adesso quella casa è stata restaurata e divisa in tanti appartamenti, ma fino a pochi anni fa era un edificio enorme, su tre piani, fatiscente e in cui viveva soltanto la famiglia della Iole, appunto. Da piccola li adoravo: erano una specie di famiglia Addams, ma più ruspante e variegata e passavo un mucchio di tempo là da loro.
Avevano questa casa enorme, composta da una quindicina di grandi stanze buie e umidissime, che si estendevano ramificandosi su tre piani all'interno del borgo dove abitiamo anche noi, con le finestre che sbucavano dappertutto, mischiate a quelle delle altre abitazioni.
All'interno il puzzo di piedi era una costante, al punto che mi stupivo quando mi rendevo conto che in casa mia non c'era e mi pareva pure una mancanza - la nostra - di cui preoccuparsi.
Tra i vari componenti della famiglia mi ero affezionata sopratutto alla Iole e a suo marito Vittorio. Lui era un uomo bellissimo e pieno di fascino, ma anche la Iole sarebbe stata una donna molto bella se solo non fosse stata logorata dalla vita e dall'alcol. La Iole, infatti, lavorava in fabbrica come un mulo per mantenere tutta la famiglia, perché suo marito aveva da fare la 'bella vita' e spesso spariva con la sua Lancia Beta coupé per lunghi periodi, senza dare notizie.
Durante quelle assenze, per me inspiegabili ma consuete, la Iole era sempre parecchio nervosa e si veniva a sfogare con mia madre e mia zia, bevendo bicchieroni di Martini bianco e fumando una sigaretta dopo l'altra.
Quando Vittorio ritornava - e ritornava sempre - portava alla moglie la biancheria da lavare, pretendendo di rientrare in casa come se nulla fosse accaduto.
La Iole ovviamente non ne voleva sapere e scoppiavano delle litigate furibonde che tutto il paese ascoltava con curiosità morbosa da dietro le finestre. A volte lei lo minacciava con il fucile da caccia, mai puntandoglielo addosso, solo agitandolo nell'aria come spesso si vede fare nei film di cow boy. Poi, per punirlo efficacemente di aver abbandonato il tetto coniugale, gli impediva di vedere il cane. E lì scoppiavano le liti peggiori. L'accesso ai figli rimaneva libero - e sono sicura che nessuno dei due si sia mai posto il problema dei figli - invece il cane era la creatura più preziosa della famiglia e perciò il fulcro di qualsiasi contesa.
I figli di Vittorio e della Iole, a loro volta, se ne fregavano: praticamente vivevano abbandonati a loro stessi e quelli più grandicelli erano già in fabbrica a lavorare e non avevano certo tempo da perdere con le 'scaramucce amorose' dei genitori. Dopo aver consumato la tragedia e il dramma con le loro grida che riempivano il borgo assolato e deserto dei pomeriggi d'estate, la Iole e il marito ritornavano sempre d'amore e d'accordo, fino alla fuga successiva.
In particolare la Iole diventava una moglie straordinariamente devota quando al marito toccava trascorrere dei periodi in 'gattabuia'. Nulla di grave, piccoli furti, bracconaggio e 'cosette' così. I miei genitori si vergognavano e non mi dicevano che Vittorio era finito in galera. E dal canto mio, non capivo perché Vittorio se ne fosse andato lasciando la macchina sotto casa, ma in fondo mi faceva piacere perché la lasciava sempre aperta e potevo giocarci tutto il giorno insieme ai suoi figli più piccoli. Soltanto pochi anni fa i figli della Iole mi hanno raccontato dei 'soggiorni obbligati' del padre presso la casa circondariale, prendendomi pure per il culo perché non mi ero mai accorta di nulla.
Mi dispiace che la Iole non ci sia più.
Di gattasorniona in personaggi, vecchi tempi alle: 13:49 | plink | commenti (15)

domenica, 08 ottobre 2006

Pigro e screziato post domenicale

«Compiti per tutti.
Dimostra la seguente ipotesi: "Sai quello che devi fare e sai quando farlo".»

[Oroscopo 6/12 ottobre 2006]

Giorni fa sono andata a vedere un film che mi è piaciuto e perciò lo voglio consigliare a "cani e porci": Little Miss Sunshine, veramente carino.

Ieri ho fatto colazione nel bar sotto casa e ho scoperto che la mitica barista si è fatta fare un lifting o qualcosa del genere. Uno spettacolo. Non è ringiovanita nemmeno di un minuto, in compenso adesso ha la faccia tutta tirata ed è ringalluzzita un casino. Mi ha accolta con grandi sorrisi invece che col solito mugugno incazzoso. Stupenda. Son cose, queste, che fanno bene al cuore.

Da Matteo Pedrosi ho letto che negli USA è ricominciato Lost, la terza serie; occhio a leggere il suo post perché spoilerizza senza pietà. Ho cominciato subito a scaricare la prima puntata con E-mule e sto fremendo perché non vedo l'ora di vederla, ma con la connessione adsl scrausa che mi ritrovo, ad essere veramente ottimisti, se ne riparla tra una settimana. Però che bello! Per dieci minuti buoni mi sono pure dimenticata che l'autunno è cominciato. In questi giorni sto cercando con tutte le mie forze, d'ignorare il cambio di stagione e continuo, come se nulla fosse, ad accendere spirali di zampirone, a bere birra gelata e a dormire con la finestra aperta. Tanto di cervicale non si muore mica. Almeno lo spero...

Google si vuole comprare You-Tube per una cifra di soldi. Nel frattempo sto meditando se comprarmi o no un cellulare nuovo, di quelli con la videocamera così posso fare i filmini da mettere su YouTube. Dopo aver riletto quest'ultima frase a voce alta ho deciso di tenermi il mio vecchio telefonino finché non schiatterà d'onorato servizio (broadcast yourself, più in là).
Di gattasorniona in weekend alle: 13:22 | plink | commenti (8)

giovedì, 05 ottobre 2006

Serate alcoliche

La vecchiaia incipiente comincia a darmi dei segnali strani che mi preoccuperebbero abbestia se non li condividessi con quasi tutte le mie amiche coetanee. Come si suol dire: mal comune mezzo gaudio.
È da qualche tempo a questa parte, infatti, che ogni volta che passo una serata "tra donne" si finisce inevitabilmente con lo psicanalizzarci a vicenda. Roba seria, mica pizza e fichi: analisi sistematiche e approfondite con tanto di catarsi empatica para-freudiana, che ci viene particolarmente bene quando gliene abbiamo date secche col vino.
Se "per combinazione" l'amica della serata è davvero una psicoterapeuta, beh, allora la conversazione diventa totalizzante e al secondo bicchiere di prosecco si parte per la tangente finché tutto ci appare chiarissimo.
Oggi mi pare di vivere in un mondo migliore, solo perché ieri sera con l'amica di turno ci siamo attardate davanti ad una napoli con tante acciughe alla Luna in via Gioberti*, a tramestare tra princìpi primi e ragioni ultime personalissime e piuttosto alcoliche. E come al solito stamani, al mio risveglio, è stato tutto più chiaro.
Invece le mie amiche più grandi, anche solo di pochi anni, sono oltre tutto ciò e si godono la vita senza menarsela più di tanto. Non vedo l'ora di svortare i quaranta: mi pare che tutto diventi più semplice. Dal punto di vista esistenziale, intendo... O sbaglio?

*Tra un mesetto finisco col dentista e, come da programma, mi offrirò in ostaggio del dietologo; fino ad allora lascio perdere la dieta...
Di gattasorniona in punti di vista alle: 22:18 | plink | commenti (18)

domenica, 01 ottobre 2006

I piccoli piaceri della vita

Nella pausa pranzo di qualche giorno fa ho fatto le corna a Beautiful e sono stata per bancarelle di libri, guadagnandone un ricco bottino. Per poco meno di tre euri, infatti, mi sono portata a casa ben cinque libri niente male, tra cui uno che ho acquistato per "la bellezza" di 30 centesimi solo perché il titolo mi attirava: La prima sorsata di birra.
L'autore racconta delle piccole cose che gli fanno più piacere nella vita, tipo: l'odore delle mele, il croissant per strada, andar per more, bere la prima sorsata di birra - appunto -, l'autostrada di notte, leggere sulla spiaggia, ecc. Purtroppo ne parla in modo troppo melenso per i miei gusti e infatti, sbadigliando, ho mollato il libretto che è stato immediatamente risucchiato per sempre dai cuscini del mio divano. Però l'idea di fondo mi è garbata e così mi sono messa a pensare alla lista di piccoli piaceri che, secondo me, rendono bella la vita.
Eccola:
Un bicchiere di vino rosso in compagnia di amici quando fuori fa freddo.
Una birra in compagnia di amici quando fuori fa caldo.
Pedalare per Firenze quando non ci sono né traffico né turisti (sembra impossibile, ma a volte succede).
La biblioteca Nazionale nelle mattine d'inverno.
La colazione al bar sotto casa, col giornale letto sul frigo dei gelati.
La penombra nella casa dei miei genitori in estate.
L'arrosto nel camino acceso.
Il bagno alle terme di notte.
Scartabellare nelle bancarelle di libri usati.
Passeggiare sulla spiaggia la mattina presto o la sera tardi.
Un sacco di punti sulla tessera Feltrinelli da scaricare.
Il tè con i biscotti salati.
Le mie serate divané ©
Nuotare in mare, ma anche in piscina.
La sosta all'Autogrill.
Dopo aver fatto sport, la tavolata in pizzeria...
Uscire dalla Toscana per andare 'altrove' (ovunque sia altrove).

Ecco, ieri mi sono concessa l'ultimo "piacere" della lista e sono stata davvero bene in compagnia di persone che per motivi geografici vedo di rado, ma a cui sono affezionata. Ho pure mangiato carne d'asino senza saperlo, per poi rimanere sconvolta quando mi è stato detto. Ora che l'ho assaggiato, posso dire che l'asino non mi piace. Mi è stato preannunciato che la prossima volta mi toccherà il cavallo, ma credo che mi organizzerò per conto mio, con un bel po' di rosticciana. A ognuno le sue usanze culinarie...
Di gattasorniona in letture, situazioni alle: 19:16 | plink | commenti (27)

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