Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

lunedì, 23 luglio 2007

Arnobeach

Questo blog è fiaccato dal caldo e se ne va in ferie. Del resto era ora. Naturalmente posterò anche dalle vacanze e leggerò i miei blog preferiti. Se gli dei della tecnologia mi assistono, posterò anche qualche foto. Vabbè, forse mi sto allargando troppo.

Prima di partire vorrei solo far notare un piccolo dettaglio tutto fiorentino per mostrare al mondo come si evolve questa città. Quelli del comune sicuramente leggono il mio blog perché:

Estate 2006 - Arnobeach:
Arnobeach

Estate 2007 - Arnobeach un anno dopo: le cose in grande:
Arnobeach un anno dopo: le cose in grande

Adesso mi aspetto pure il restyling della pescaia...
Di gattasorniona in foto, firenze alle: 21:36 | plink | commenti (11)

domenica, 22 luglio 2007

Seguire alla lettera i consigli dei più saggi

I corpi mandano segnali a prova d'equivoco: dobbiamo riposare, nudi come vermi, sulle amache, accanto a pile di vecchi "Urania"
[Wu-Ming, newsletter estiva]
Di gattasorniona in alle: 15:51 | plink | commenti (1)

martedì, 17 luglio 2007

Assurdo quotidiano

Allora, poco fa stavo ritornando a casa dal lavoro, stanca morta perché fa un caldo cane, le ferie sono dietro l'angolo e gli ultimi giorni sono quelli più duri, le grane rognose sono capitate tutte oggi, ecc. ecc.
Ero sul mio fido motorino che ho cambiato di recente -dettaglio, questo, utile alla comprensione del resto del racconto, ndr - su una strada poco trafficata di periferia e stavo andando a una velocità di crociera del tipo "a spasso con daisy", intorno ai 35 all'ora, per intendersi.
Ero immersa nel solito pensiero che ho tutti i giorni quando ritorno a casa dal lavoro, ovvero se sia possibile morire di aria condizionata: scaraventata dalla banchisa polare all'estate modello saigon in tre secondi.
Uno sbalzo termico che potrebbe uccidere un mammouth, figuriamoci una come me che regge l'anima coi denti.
Insomma ero sulla strada che guidavo in tutta calma, pensando alla mia salute e sentendomi un po' come Nanni Moretti durante il suo giro in vespa in Caro diario, quando, all'improvviso, sono stata affiancata a sinistra da un tipo in bicicletta.
Con la coda dell'occhio ho visto che mi stava osservando, sorridente. Allora mi sono girata e mi sono trovata con la faccia a trenta centimetri da quella del mio ex. Lui ha capito che ero io, gli è morto il sorriso sul viso e ha cominciato a pedalare come un pazzo, con gli occhi fissi sull'asfalto rovente. In pochi secondi la sua bici era già lontana.
L'ho guardato allontanarsi, i calzoncini che gli lasciavano scoperto un pezzo di culone, le gambe bianchissime e grassocce e la pelata al vento. Ci sono rimasta di sasso. Lì per lì ho pensato: opperché? Icché voleva? Per chi mi ha scambiata?
Ma la cosa che mi ha stupita di più non è stato l'assurdità di quel momento, né la sua reazione demente, ma un dettaglio su cui sto ancora ridendo e che lo renderà riconoscibile, ma devo scriverlo assolutamente.
L'ex, infatti, indossava senza vergogna una radio in cuffia, di quelle degli anni Ottanta, le cuffie belle grosse, con tanto di antenna dritta per sentire meglio la stazione radio preferita.
Ora, in epoca di ipod iphone e finezze ipertecnologiche come queste, come si fa? Vabbè, lo confesso. un po' lo stimo per questo...
Di gattasorniona in situazioni, vita da single alle: 19:58 | plink | commenti (7)

sabato, 14 luglio 2007

Il sabato, da me

In questo momento sono piuttosto nervosa. Due zanzare, all'unisono, mi hanno appena punto i gomiti. Un gomito a testa e punture multiple. Ho tentato di ucciderle con agilità e cattiveria ma non ce l'ho fatta. 'Ste stronze. Lo zampirone al geranio posizionato sotto la sedia mi proteggerà da attacchi ulteriori.

Stamani mi sono alzata con la voglia di aprirmi un twitter o un anobii o tutti e due, perché mi sento una blogger stagionata, poco propensa verso le nuove tecnologie... A dire il vero l'avrei già aperti entrambi, solo che non c'ho mai scritto nulla, né messo libri. Figuriamoci. Questi due strumentini, infatti, mi mettono in soggezione perché mi fanno prendere atto che la mia vita è dimolto pallosa e che leggo poco e tante bischerate. Tutti gli altri blogger, invece, mi paiono più colti e dinamici di me.

Nei giorni scorsi ho seguito sui vari media (beh, suona bene...) la frenesia, per ora tutta newyorkese, da Iphone. Qua l'impredibile reportage fotografico dell'ottima Nikita, con la gente felicemente accampata sul marciapiede della metropoli che non dorme mai, in paziente attesa dell'ordigno oggetto del desiderio collettivo.
Beh, a me dell'Iphone mi può fregar di meno, che palle. Tuttavia non so che darei per avere questo cell-transformer assolutamente meraviglioso:

Cell transformer

Infine una comunicazione "di servizio". Dunque, l'account che avevo su quell'antipatica di Supereva, in altre parole il luogo dove tenevo tutte le immagini di questo blog, è sparito di punto in bianco. Cancellato. Non sono riuscita a capirne il motivo né ho trovato spiegazioni sui loro siti.
Eppure bastava che avessero avvertito con un messaggio semplice e chiaro, del tipo: si chiude bottega perché il nostro core business sono gli inciuci, le suonerie e il gossip morboso e tutte le altre menate di internet non c'interessano.
E sapendolo con un po' di anticipo, avrei traslocato i miei file d'immagini altrove, senza traumi. Per questo motivo la maggior parte delle immagini che stavano nei post sono sparite.
Tra l'altro, tanto per gettare benzina sul fuoco, ricordo che Dada è proprietaria della baracca Splinder. Beh, c'è poco da stare tranquilli.
Di gattasorniona in cazzeggio, situazioni alle: 14:14 | plink | commenti (6)

lunedì, 09 luglio 2007

Pensieri sparsi del lunedì sera

Non è che trascuro il blog, ci mancherebbe. Perl'amordiddio. Non ci scrivo, certo, tuttavia ci penso spesso. Suisserio. Anche prima ho pensato: ecco, questa cosa stasera la scrivo sulla mi' pagina giallina... Adesso, però, il buio. Per quanto mi sforzi, infatti, non riesco a ricordarmi che cavolo fosse quella cosa che volevo scrivere.
Ora, non che sia una gran perdita, era la solita bischerata, ma il problema è un altro: ho la mente azzerata. Una delle tante manifestazioni dell'amnesia con cui oramai convivo placidamente, il frutto della micidiale combinazione di: caldo/stress/scazzo.
Ovvero: il simpatico tris che accompagna la maggior parte delle persone in questo periodo dell'anno e che ogni tanto fa uscire allo scoperto il serial killer che si nasconde in ognuno di noi. E vabbè.
Perciò son qui, in attesa che il riso per la cena finisca di bollire, incaponita a pensare a che cavolo fosse "quella cosa" che avrei voluto raccontare... Ma nulla, non mi viene in mente. Ed è un problema, perché in effetti non ho altro da spippolare sulla tastiera con cui imbastire il post quotidiano.
Ho trascorso, infatti, un fine settimana squallidino fuori città, terminato ieri sera con una passeggiata "forzata" notturna dalla stazione centrale fino a casa mia, che non è proprio dietro l'angolo.
Diciamolo: il servizio di autobus notturno in questa città fa cacare. Inutile ricorrere a eufemismi edulcoranti. Fa cacare di brutto, ecco. Di notte le fermate degli autobus sono piene di gente giustamente incazzata in attesa un autobus di merda che non arriva. Bisogna avere la faccia come il culo per chiedere la bellezza di un euro e venti di biglietto, offrendo, in cambio, un servizio così scadente. E all'Ataf ce l'hanno.
Insomma ieri notte ho passato un paio d'ore buone a scarpinare per il centro di Firenze, con lo zaino pesante sul groppone, in cerca di un autobus qualsiasi che mi portasse almeno dalle parti di casa mia. Ma nulla. Allora, per pura disperazione, sono salita su un "6" che solo per un paio di fermate mi avvicinava alla mèta. Ho chiesto all'autista se mi poteva suggerire il modo migliore per arrivare nella mia zona. L'autista non sapeva un tubo della città, e aveva pure delle grosse difficoltà a ricordarsi il percorso dell'autobus che stava guidando. O mamma mia. Sono scesa di corsa, lasciandolo che borbottava tra sé e sé, i nomi delle strade. Un ragazzo giovane, già ridotto in quello stato, 'na tristezza...
Così sono tornata a casa a piedi, sudando come una matta e lasciandomi il taxi come ultima spiaggia. Sono troppo cari per le mie tasche. Oggi ho i muscoli indolenz
Stop.
Porca miseria, sta cominciando Un posto al sole, puntate intense quelle di questo periodo, con dei risvolti thriller che riguardano quei due tonni di Franco e Giovanna... devo andare
Di gattasorniona in situazioni alle: 20:54 | plink | commenti (14)

domenica, 01 luglio 2007

Blogger in libreria

Ieri sera, con un amico blogger, siamo andati alla libreria Edison alla presentazione del libro della Profe Diario di un insegnante con gli anfibi.
Appena entrati abbiamo incontrato la Profe in persona, vestita di bianco, con una borsa della Pucca bellissima e un paio di albicocche in mano.
Ci siamo date la mano e mi sono presentata col mio nome borghese, come al solito vergognandomi come una ladra del nick che mi sono scelta e riproponendomi di palesarmi in modo completo alla fine dell'evento, diluita tra gli altri blogger presenti.
Dal canto suo, la profe era imbarazzata di essere stata riconosciuta da due perfetti sconosciuti. Ma non potrebbe essere altrimenti: sta spopolando su giornali, tivvù e Youtube (anche se in questo caso il tubo non fa testo: per motivi arcinoti è parecchio frequentato da docenti di ogni genere e per loro è più facile esserci che non esserci, ndr).
Siamo saliti al secondo piano affollatissimo della Edison e poco dopo è iniziata la presentazione. La profe ha parlato, con la passione che la contraddistingue, di scuola e del suo approccio didattico ed educativo.
Poi si è soffermata a lungo sui colleghi che "si trascurano", quelli che si lavano poco e puzzano parecchio, per intendersi, e il mio amico ed io siamo ritornati con la mente ai giorni della scuola: anche noi eravamo circondati da insegnanti puzzolenti.
Insomma: la Profe è stata talmente coinvolgente nel suo racconto sugli insegnanti poco propensi all'igiene personale, che alla fine ho deciso di non andare a ri-presentarmi, perché tutto quel caldo aveva impegnato le mie ascelle più del previsto e pur'io avevo cominciato a puzzichiare.
Stanotte ho sognato che dovevo fare un compito in classe di filosofia, ma la profe (non lei, ma un'altra indefinita) aveva sbagliato e invece del compito mi aveva consegnato un pacco di test della scuola guida da svolgere in pochi minuti, pena il ritiro immediato della patente, e io non mi ricordavo più i cartelli stradali basilari... panico noturno.
Bicicletta now.
Di gattasorniona in blog, situazioni alle: 12:31 | plink | commenti (17)

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