ci tengo a sottolinearlo: un anno fa avevo intuito la cosa giusta. solo che, a differenza di quanto avevo scritto allora, non sono affatto delusa. tutt'altro. rimane sempre il mio programma preferito. sto parlando di lost, naturalmente.
piove, governo ladro.
l'altra sera da fazio c'era lapo. certo, quel lapo. l'intervista l'ho vista a spizzichi e bocconi, perché proprio in quel momento ero occupata a cucinare, telefonare e a dar fuoco alla finestra della cucina, ché quando si apre va sempre a posizionarsi esattamente sopra alle fiamme dei fornelli, regalandomi ogni volta delle emozioni niente male. ma questa è un'altra storia, o un altro post. insomma alla tivvù c'era lapo raccontava della sua vita. delle sue esperienze estreme, tipo quella volta che ha fatto l'operaio in incognito alla piaggio, in estate. ecco. lapo ha spiegato che è dura lavorare in fabbrica quando fuori fa caldo. mica bischero, cacchio. ora, se lapo leggesse questo post lo inviterei in un certo capannone alla periferia di firenze dove mi capita di trascorrere tanto tempo per provare anche l'esperienza invernale. ma non volevo polemizzare o rinfocolare una cosa obsoleta come lotta di classe, concetto stantio che non va più di moda da quel dì.
per farla breve: per tutto il tempo dell'intervista sono rimasta rapita da un particolare estetico per me ispiegabile e che ha avuto il potere di mettere in secondo piano la sua weltanschauung imbarazzante. ora, con tutti i soldi che c'ha, ma che gli ci vorrebbe ad andare da un parrucchiere decente? perché così non si può guardare. davvero. qualcuno glielo dica, porca miseria. ma è inutile accalorarsi. meglio abbozzarla qui, tanto il post definitivo sull'argomento l'ha già scritto betty - geniale l'accostamento lapo-fabbrica/zoolander-miniera - da cui saccheggio questo video montaggio splendido che ho pure tumblerato di là.
"È" con windows: alt 0200
"È" con mac: ?
sì, ho già cercato in rete e ho trovato questo. tuttavia continuo a non riuscire a fare questa benedetta "e" maiuscola accentata.
allarghiamoci: mi piacerebbe un casino imparare a fare anche la parentesi graffa, aperta e chiusa. e pure i cosiddetti sergenti.
ma che palle i cambiamenti repentini di tecnologia...
sì, ho un mac. sì, non lo so usare. sì, non so ancora usare le scorciatoie di tastiera.
inutile continuare a nasconderlo: c'ho una fase new age. e non mi vergogno a scriverlo. energia, colori, chakra, aura, karma, frizzi, lazzi, cazzo. ho cominciato a fare una specie di terapia alternativa dove all'inizio di ogni seduta devo scegliere dei colori. lì posso dire impunemente cose del tipo:
- oggi mi sento in sintonia col verde
e alla tipa sembra tutto normale e poi ascolto una musica orientale piena di sonagli, mentre lei m'impone le mani sulla fronte e mi trasmette dell'ottima energia positiva a pagamento.
- ma tu in cambio non ti becchi le mie energie negative? - le ho chiesto questa mattina fracassandole un momento di concentrazione estrema.
- no, so come schermarmi dalle negatività.
bello, ho pensato, questa si sa schermare. e mi sono rilassata col sottofondo di cembali.
poi sono andata in ufficio, dopo un bel bagno di traffico naturalmente, e lì ho trovato il capo in pre infarto perché certe consegne non sono state rispettate e i fornitori, sempre loro, brutti stronzi, hanno fatto casino con gli ordini e siamo tutti nella merda e bla bla e bla bla.
allora ho tentato di concentrarmi e schermarmi pur'io come la tipa new age, ma non è che mi sia venuto tanto bene. beh, tanto ci riprovo domani mattina.
io non sono single, ma sono zitella d.o.c.g. e forse non capisco il senso di questa pubblicità proprio per una differenza ontologica che esclude una bella fetta glamour e patinata da una condizione di solitudine di per sé dignitosissima e sobria. anyway. la domanda che mi pongo è questa: perché dovrei desiderare di partire con persone smili a me? la molla che mi spinge a partire e mi fa pregustare ogni vacanza è il desiderio di incontrare persone diverse da me e in loco. mi perdo in queste riflessioni polemiche e leggermente sociopatiche mentre aspetto che venga su il caffè. è perché cerco di distrarmi da un altro pensiero. infatti mi sono appena resa conto che negli ultimi tempi la mia blogbar (sissignore la uso ancora, ma solo la domenica!) è diventata un cimitero di blog in disfacimento. le ultime perdite illustri? lo spettro e brodo, stento a crederci e mi piange il cuore. a questo punto ho bisogno di un tot di link nuovi a blogger nuovi a cui affezionarmi. qualche suggerimento?
oggi facebook mi fa le bizze, esattamente come le faceva lo splinder dei tempi d'oro, quando cresceva in modo esponenziale, fiaccando quotidianamente la sua webfarm di residenza. ma volevo parlare d'altro:
confesso che da quando hanno messo quest'espositore all'esselunga, non riesco a non fermarmici tutte le sere incredula e interessata allo stesso tempo. evidentemente il cd da solo era troppo poco, così ecco la biografia, dopo nemmeno un anno di carriera e tre canzoni in repertorio. e tutto ciò per me è un richiamo irresistibile. da un paio di giorni, infatti, ho cominciato pure a leggerne dei frammenti, mentre passo dai pomodori ai latticini. credo di aver bisogno di aiuto.
gattasorniona in farmacia:
- scusi, lei è un farmacista obiettore?
- ... beh, no.
- bene, allora vorrei un collirio antistaminico.
- ... ah, imidazyl va bene?
- sì, grazie. quanto le devo?
Ho da fare una confessione: a me la Luciana Littizzetto nelle sue performance domenicali da Fazio, mette sempre una gran tristezza addosso ... Ma senz'altro sono io che non so apprezzare certe prelibatezze televisive, certo.