sabato, 24 febbraio 2007
Basta minestre riscaldate...
Col passare del tempo, alcune amicizie si evolvono, spesso prendendo direzioni inaspettate e riescono così a durare e rigenerarsi. Molte altre, invece, muoiono di morte naturale: entropia, incapacità di adattamento, trasferimenti, ecc., le ragioni possono essere molteplici e tutte valide.Perciò rimango sempre perplessa quando mi capita di rivedere i vecchi amici, quelli con cui l'amicizia si è, per così dire, interrotta. Niente litigi né traumi, ma un semplice allontanamento fisiologico e per certi versi salutare. Mi capita sempre più spesso, forse è colpa dell'età.
Con la mia migliore amica ho condiviso tanti anni della mia vita. Si parlava continuamente, per ore, fumando di nascosto come due tossiche all'ultimo stadio. Si condivideva tutto: sogni, speranze, progetti e soprattutto i giramenti di coglioni che così ci parevano meno gravi. Fino ai trent'anni e anche oltre, non prendevo una decisione senza sentire che ne pensasse. E viceversa.
Oggi non ci vediamo quasi più, ci sentiamo due, massimo tre volte all'anno e dopo un minuto, non sappiamo più che dirci. E siamo quasi imbarazzate dai silenzi che si creano durante quelle brevi telefonate. Mi pare così strano, non riesco a farci l'abitudine.
Quando finisce la telefonata, con un certo sollievo, ritorno alla mia quotidianità e scopro che ho più cose da dire e da condividere con qualcuno che conosco da pochissimo tempo e che sa pochissimo di me, piuttosto che con questa persona con cui ho trascorso una bella fetta della mia vita.
Mi da come un senso di vertigine rendermi conto che quella persona, un tempo così presente, adesso è solo un'ombra sbiadita che, insieme ad altre ex amicizie importanti, si colloca alla periferia della mia cerchia di conoscenze e le persone a me più vicine e importanti sono altre.
E sia chiaro: sto parlando solo di alcune amicizie. Con gli ex amori, per esempio, subentrano altre cose: gelosie, vecchi astii e cose rimaste in sospeso e pare più normale (spesso più salutare!) non trovare punti di contatto e andare oltre tagliando i ponti.
Con le amicizie, invece, mi sembra più difficile superare il distacco. Inutile cercare di forzare le cose e ostinarsi a mantenere o a ricostruire le vecchie dinamiche. Non funziona così. Se un'amicizia deve rinascere e tornare bella lo farà su altre basi che non siano la nostalgia di ritrovare il passato.
Può succedere, succede. Mi fa un effetto strano constatare che con una persona con cui si sono condivisi tanti anni della vita, non ci sia rimasto più nulla, se non i ricordi, di cui palare. Da la misura e la percezione del passare del tempo, dello scorrere della vita e dei cambiamenti che ci accadono continuamente e inesorabilmente. E meno male che le cose cambiano. Sennò che palle!
Perciò non capisco perché continuo a ricevere sms assillanti, per farmi partecipare a una cena/rimpatriata con della gente che non vedo da anni, di cui non mi frega nulla e con cui non ho più nulla da spartire. Che sia giunta l'ora di cambiare il numero di cellulare?
Di gattasorniona in amici, punti di vista alle: 12:43 | plink | commenti (14)
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