Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

lunedì, 16 aprile 2007

Riflessioni della pausa pranzo

Una delle cose che mi angoscia di più sulla faccia della terra è il dover andare all'Esselunga il Sabato pomeriggio. Di solito evito di farlo e riesco quasi sempre ad organizzarmi in modo alternativo; altre volte, però, non è possibile e devo per forza andare a fare la spesa in quelle ore, notoriamente le più tragiche della settimana. Così quell'attività che per me dal lunedì al venerdì è sempre un piacere, nonché un momento di relax, il sabato mi diventa un'esperienza stressante e altamente ansiogena. E poi, appena metto piede dentro l'Esselunga affollato di gente incazzosa, mi viene sempre in mente un post di Lia di qualche anno fa quando scriveva dal suo rifugio egiziano: « io ricordo la spesa del Sabato - dopo una settimana di lavoro folle - come un incubo che potrebbe ancora farmi svegliare di notte, urlante.*» Mai parole furono più sacrosante.
Per reagire ed essere attiva ho sviluppato una strategia della spesa che mi aiuta ad affrontare quel macello e che si compone di due semplici step: cestino e musica. Prima di tutto, infatti, niente carrello, ma solo il pratico cestino in plastica resistente. A dire il vero l'ho abbozzata di prendere il carrello da quando sono tornata zitel single l'ultima volta. Non so perché, ma mi ricordo che dopo essermi lasciata, alla prima spesa da donna libera pensai: «adesso vita nuova: niente più carrello, solo il cestino». E mi sentii davvero libera. Quell'episodio ormai lontano dovrebbe farmi riflettere molto attentamente sulla brutta piega che ha preso la mia vita negli ultimi anni e spingermi a tentare di porvi rimedio il prima possibile. Al mio penultimo "lasciamento", infatti, ero corsa a prendermi il brevetto di sub, altro che cestini e supermercato...
Comunque ritorniamo alla spesa del sabato pomeriggio. Il trucco per sopravvivere a questa esperienza notoriamente traumatizzante sta nel prendere solo l'indispensabile, rimandando al lunedì successivo gli altri acquisti. Deve entrare tutto nel pratico cestino che permette di muoversi più agevolmente nella folla e schivare i carrelli alla deriva.
Poi c'è l'altro equipaggiamento indispensabile: la musica in cuffia. Ho una sezione del mio lettorino mp3 dedicata ai 'momenti Esselunga' composta, a sua volta, da due sottosezioni specifiche: 'Weekly lounge' e 'Saturday's Rage', credo che sia inutile la traduzione. Il sabato aziono la musica da carnaio dove la chitarra di Steve Vai la fa da padrone - in particolare trovo Erotic Nightmares e The Animal particolarmente indicate alla situazione - alternata a Santana, Pearl Jam e con dell'ottima Pausini random che ci sta sempre bene. I puristi della musica che si stanno sentendo male possono cliccare sul buon vecchio Google e dedicarsi a milioni di letture più produttive di questa.
Insomma mi faccio trascinare dalla corrente umana per i corridioi dell'Esselunga, cercando di acchiappare quasi al volo le cose che mi servono. E non c'è verso di sottrarsi a quella bolgia formata da: famiglie sempre di pessimo umore, bambini piangenti, coppie a un passo dallo scoppio, pisquani col carrello pieno di birre e coca cola e umarelli assatanati che si contendono l'offerta del momento. Tutta la miseria umana condensata in poche centinai di metri quadrati. Zola c'avrebbe trovato dell'ottimo materiale e, forse, la Maria De Filippi ci attinge davvero per ripopolare la fauna dei suoi programmi... chissà. Tuttavia, in quel luogo infernale, esattamente a metà del cammino, c'è la salvezza: una vera e propria isola di pace, con poca gente che non ha fretta e che ha un umore sereno: il fantastico corridoio dei vini. Lì piano piano, si radunano i single o le coppie di fresca composizione e si aggirano tra gli scaffali di legno verde, scegliendo in tutta calma la bottiglia - o le bottiglie - per la serata. E io mi ci fermo sempre e spesso compro anche una bottiglia di vino da portare a chi mi ha invitata a cena o da offrire a chi verrà a cena da me. Quando i piani per la serata sono diversi, parcheggio la bottiglia appena acquistata in frigo o sotto il lavello della cucina, meglio conosciuto come l'antro di bacco e che custodisce un'accurata selezione dei rossi che sono stati in offerta all'Esselunga negli ultimi due o tre mesi.
Ieri sera, per esempio, sono stata a cena da un amico frikkettone, che non è il solito amico frikkettone, ma un altro molto più 'soft'. Tra l'altro l'amico frikkettone doc non si è fatto più vivo da quando tentò meschinamente di intortarmi con la Amway e non ho punta voglia di chiamarlo perché sono terrorizzata di venir coinvolta in un'altra iniziativa del genere (la prima e seconda puntata di quell'esperienza ai confini della realtà, in caso interessasse). Insomma il mio amico ieri sera mi ha chiesto se per caso avessi in casa del vino bianco da portare da lui, col tono di chi pensa: figurati se questa all'ultimo minuto la domenica sera ha in casa il vino bianco... e l'ho sorpreso quando gli ho risposto: «sì certo che ce l'ho ed è già in fresco: preferisci Gewürztraminer o il Muller Thurgau?» «Portali tutti e due,» ha risposto incredulo. E così ho fatto.
Di gattasorniona in vita da single alle: 13:46 | plink | commenti (18)

Commenti
#1   16 Aprile 2007 - 14:42
 
mia moglie il sabato mi ci trascina alle 13:30, così arriviamo in cassa alle 14 e non c'è troppa coda.
Il fatto che io in genere svenga per la fame è ininfluente.
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#2   16 Aprile 2007 - 14:45
 
segreto per evitare la fila di sabato mattina... recarsi al supermercato all'orario di apertura (tra le 7.30 e le 8, di solito)! se farai così, sicuramente potrai tranquillamente evitare di portarti l'mp3 e prendere il carrello al posto del cestino perchè di gente ce ne sarà ben poca...
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#3   16 Aprile 2007 - 15:01
 
Che dire? I love "Erotic nightmares" too, adoro Steve Vai, odio fare la spesa nei carnai ululanti. Per dirti, sabato mattina mi sono rifiutata di fare acquisti in ben 4 negozi perche' si delineava la situazione: Danger! Caduta massa umana! Buona settimana.
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#4   16 Aprile 2007 - 15:03
 
io vado al gs, vicino a casa, attorno alle 7. spesa da single con poche cose essenziali. tra l'altro, quand'ero accoppiato ho verificato un'inspiegabile moltiplicazione degli acquisti...
utente anonimo

#5   16 Aprile 2007 - 15:03
 
(7 di sera, claro)
utente anonimo

#6   16 Aprile 2007 - 16:16
 
e per la legge di Murphy
capitare sempre nella fila sbagliata
dove la cassiera si è appena assentata per cambiare i soldi
o la tipa davanti a te si è dimenticata di pesare l'ananas
o è appena finito il rotolo per gli scontrini o
ad libitum....
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#7   16 Aprile 2007 - 16:59
 
senti invece la mia esperienza di spesa di sabato scorso. Ci sono dei supermercato biologici (non so se la definizione è corretta) in cui il sabato pomeriggio, a Milano, non c'è fila, anche in pieno centro...Ovviamente per cinque pacchetti di vario cibo dal gusto cartonato, spendi 75 euro...Non ti stressi, ti senti pulito e neppure ti rendi conto di far parte di un segmento di mercato composto da ricchi ansiosi e stronzi.
susi
utente anonimo

#8   16 Aprile 2007 - 17:25
 
sono d'accordo con il buon abreast (io mi presento puntuale al mio cactus ogni sabato alle 8.00).
se ti fa fatica alzarti gatta, ti presto la pupetta che non so per quale strano motivo sabato e domenica si sveglia sempre alle 6.30.
ma che dico presto, ti noleggio la pupetta e mi lancio nel bisnessss delle sveglie umane

soupe à l'oignon
utente anonimo

#9   16 Aprile 2007 - 19:24
 
Cara Susi, io non li sopporto i posti cari dove per avere qualcosa di più sano devi pagare uno sproposito... Caro Soup io il sabato mattina di solito lavoro o sono in biblioteca sempre per lavoro perciò non potrò mai andare a fare la spesa in quelle ore. Comunque parlavo di situazioni eccezionali, di solito , infatti, la spesa la faccio durante la settimana. Ma gli imprevisti ogni tanto capitano... però se mi presti la "pupetta-sveglia" la porto a fare un giro in bici per la città, son sicura che si divertirebbe tanto, ai bambini di solito piace! mutandeecalze all'esselunga di via di novoli, dopo anni di onorata frequentazione, ho imparato quali sono i cassieri/le cassiere più efficienti. Ma le sorprese capitano sempre!
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#10   16 Aprile 2007 - 22:12
 
neanche io li sopporto, sono ancora sotto shock...
susi
utente anonimo

#11   17 Aprile 2007 - 14:37
 
Io condivido in pieno la tua filosofia e lo stile "cestino": tutto quello che non ci sta è inutile. Uso il carrello solo per le casse dell'acqua e la sabbia del gatto.
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#12   17 Aprile 2007 - 23:08
 
All'Esselunga di via di Novoli ci sono andato per anni pensando le stesse cose che pensi te.
Ma non avevo ancora visto niente.
Dopo il Fiordaliso di Rozzano o il Carrefour di Carugate ti sentirai improvvisamente nostalgica verso via di Novoli.
Per non parlare dell'IKEA la Domenica.
Un salutone.
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#13   18 Aprile 2007 - 16:23
 
ciao Gatta, passo spesso da qui perché trovo delizioso il tuo modo di scrivere, e i tuoi racconti di vita vissuta sono a volte spassosissimi. vorrei lasciare un commento anch'io riguardo la spesa all'esselunga. supermercato che adoro e che frequento quasi giornalmente alla pausa pranzo. trovo sia meglio passeggiare tra i vari reparti del supermercato che chiudermi in un bar che puzza di piastra surriscaldata e formaggio bruciato. quindi mi aspetto che prima o poi l'esselunga si accorga di me e mi faccia socia ad onorem. l'esselunga mia preferita è quella di viale dei missaglia a milano, vicino al fiordaliso citato da diamonddog. oppure quella di via ripamonti. ancora più grande. con bar per socializzare e reparto libri molto assortito. ma quella più famosa a milano e senza dubbio in via papiniano, vicino al carcere.. questa a differenza delle altre è piccolina brutta e vecchiotta, tenuta malissimo, avrebbe davvero bisogno di una restaurata generale.. ma pare sia frequentata da single in cerca. tutti col bluetooth acceso e con sguardi assassini.. quindi prima dell'happyhour un saltino all'esselunga è consigliato a tutti quelli che vogliono "cuccare". ciao e saluti a tutti. manuela.
utente anonimo

#14   18 Aprile 2007 - 19:41
 
Cara Susi, hai detto bene: anch'io rimango basita quando devo pagare un mucchio di soldi per qualcosa che in fin dei conti è solo più sana della media... mi viene tristezza. E poi ho avevo un'amica che era fissata con un posto del genere (che si poteva permettere) e storceva la bocca quando la invitavo a cena offrendole i miei modesto prodotti industriali e a basso costo. Vabbè, storie vecchie!
ariet64 un altra fedelissima del cestino! bene potremmo fondare un club con tanto di blog collettivo... pensiamoci! Caro diamonddog, ti credo sulla parola. Sono stata ospite da un'amica di milano che abita nella versione milanese grande, brutta e degradata di viale guidoni. Non pensavo fosse possibile peggiorare certi panorami... ciao manuela, grazie e benvenuta! Hai toccato un tema interessante: l'imbrocco (o rimorchio che dir si voglia) al supermercato. Secondo me il corridoio dei vini è una cornice ideale... farò degli esperimenti di socializzazione, a scopo scientifico, naturalmente posterò qui sul blog...!
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#15   18 Aprile 2007 - 20:50
 
non vedo l'ora di leggere il tuo post sull'argomento! domani farò due vasche tra i vini e guarderò meglio e con occhio critico da chi è frequentato...
utente anonimo

#16   22 Aprile 2007 - 14:08
 
da quando vivo in alto adige ho piacevolmente constatato che la gente del posto va a fare la spesa dal lunedi al venerdi.. cosi al sabato quando vado a fare la spesa trovo pochissima (e felicissima) gente che come me viene da altri posti o è solo di passaggio! non avete idea di che bello è il supermercato vuoto.. ci passo ore e ore!!!
p.s. ottima scelta il Gewürztraminer!!!
utente anonimo

#17   22 Aprile 2007 - 14:45
 
mi permetto di intervenire seguendo il bouquet del Gewürztraminer.
ottima scelta dei vini ma l'ospite non aveva nulla? Mica ti ha invitato perchè era finito il vino? ti aveva seguito all'esselunga e aveva scoperto l'alcolico acquisto, per caso?
omaggi.
utente anonimo

#18   23 Aprile 2007 - 12:38
 
...ti lascio un bacio.
Sei sempre troooppo forte.
Leggerti è un piacere.
Sapere che esisti pure di più.
Ciao!

:-)*
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