venerdì, 15 giugno 2007
Blogger in tivvù
Ieri sera sono tornata a casa, distrutta, demotivata e stressata, dopo aver passato la seconda parte del pomeriggio dai Carabinieri a sillabare con molta calma una denuncia per furto su cui non mi soffermerò perché mi sarei anche rotta di raccontare solo le mie sfighe.Sono rientrata a casa sfinita e avvilita, ho aperto una Moretti gelata e mi sono afflosciata sul divano, moccolando mentalmente contro il fato che mi è - evidentemente - avverso. Vaffanculo fato e vaffanculo karma.
Con distrazione ho acceso la tele cercando Rai Tre per tirarmi un po' su il morale con Un posto al sole che è quasi sempre una garanzia quando si è spompati e piuttosto giù come lo ero io ieri.
Ma c'è una regola universale: quando una giornata inizia di merda, rimane tale fino in fondo e, infatti, al posto dei ragazzi della terrazza ho trovato la solita, squallida partita di calcio.
A quel punto non ho potuto trattenermi e sono sbottata, improvvisando un bouquet di moccoli assortiti e fantasiosi, come solo noi toscani sappiamo fare e che per un momento ha coperto addirittura la solita sessione di karaoke selvaggio in atto nell'appartamento accanto al mio. Non c'è pace, ho pensato, e stizzita ho preso il telecomando cambiando su un canale a caso, senza vedere quale e cosa. Poi ho cominciato a compilare una serie di moduli e scartoffie che mi ero lasciata come pezzo forte per allietarmi la serata.
Intanto alla tele si parlava di scuola e del cosiddetto bullismo, espressione che mi fa imbestialire perché viene usata a quasi sempre a sproposito - e sempre associandola a You Tube - e su cui scrissi anche questo post sui miei ricordi tragici della scuola media.
Lesta ho ripreso in mano il telecomando ed ero lì lì per ri-cambiare canale, sia perché il tema non m'interessava ma, soprattutto, perché i due presentatori che hanno sostituito Ferrara e l'altra tipa, mi fanno paura.
Mi paiono, infatti, due androidi psicopatici e così cambio sempre canale quando mi capita di imbattermi nelle loro facce alla tivvù, pregando di non risognarmeli la notte.
Insomma, per farla breve: stavo per cambiare canale quando è apparsa la faccia di Giuseppe Genna*, che mi piace tanto perché abbiamo tanti incubi in comune e lui li racconta nei suoi libri che leggo sempre con piacere. Allora sono rimasta ad ascoltarlo mentre si becchettava con Buttiglione e raccontava dei ciellini del tempo della scuola.
Ad un certo punto una tipa bionda è intervenuta nel dibattito. Ho pensato: guarda ganza, una giornalista che dice cose sensate sulla scuola, che miracolo. Poi ho capito che non era una giornalista, bensì un'insegnante che spiegava che gli studenti non sono né teppisti né utenti. Un discorso intelligente che spiccava di fronte alle cretinaggini dette da Buttiglione sulla scuola come storico vivaio elettorale della sinistra e altre bischerate del genere. Che ganza questa, ho pensato più volte, tra un modulo da riempire e una forchettata di riso in bianco e peperoncino fresco. Soltanto molto dopo ho capito che quella tipa era niente popò di meno che La Profe in carne ed ossa! Grande Profe, bella prova. Hai fatto una gran bella figura. I miei complimenti. (qui il post della Profe e qui quello di Giugenna sulla partecipazione al programma de La7 di ieri sera).
Di gattasorniona in televisione alle: 22:23 | plink | commenti (2)
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