lunedì, 04 febbraio 2008
Vita da single
Ecco, colpa mia per carità. Ho sparso la voce che devo comprare una poltrona all'ikea più altre cosette. Ora, più che spargere la voce, ho lanciato un grido d'aiuto. C'è da dire che ho grossi problemi a cambiare il sacchetto dell'aspirapolvere, figuriamoci a trasportare e montare delle cose di legno che poi dovrò usare per un tempo indefinito...Così, da un paio di mesi a questa parte, almeno una volta a settimana e in orario rigorosamente lavorativo, qualcuno mi chiama perché proprio in quel momento sta andando all'ikea e ha pensato a me e alla mia richiesta di aiuto.
«Grazie, ma sono al lavoro, sarà per la prossima volta...» è la risposta che do ogni volta. I miei colleghi hanno cominciato a prendermi per il culo con 'sto tormentone ikea.
Venerdì scorso, finalmente, il caro e vecchio amico compagno di ikea, decide di andarci dopo l'orario di lavoro. Mi spiega che anche lui ha bisogno di comprare alcune cose. «Ci vuole un furgone per trasportare tutto», rispondo allarmata dopo aver ascoltato la sua lista. «Ma quale furgone, chiedo la macchina a Marisa», ovvero l'unica persona nella nostra ampia cerchia di amicizie a poterci prestare qualcosa di simile a un furgone: il suo suv ultimo modello, grosso come un autoarticolato iveco, buzzurrissimo, nonché antiecologico appalla.
Così torno a casa dal lavoro e mi metto ad aspettare l'amico e il suv per andare a fare acquisti. Dopo poco l'amico, puntuale, telefona: «tieniti pronta, sto arrivando, cinque minuti e sono lì!» Ottimo. «Ok», gli rispondo mentre mi schiodo dal divano, posando urania e birrretta sul tavolino. Poi non ho capito che sia successo. Quando l'amico è arrivato a casa mia era già molto tardi e l'ikea aveva tirato giù il bandone già da un po'. Ho cercato di fagli confessare di essere andato a scoattarsela in giro col macchinone, non c'è mica nulla di male. L'amico, si è molto risentito di una tal accusa «ma stai scherzando, cosa ti viene in mente? ecco la tipica acidità fiorentina», mi ha risposto irritato. «Se devi fare il terrone moralista, allora va' a Napoli a sindacare sulla spazzatura o sui falsi invalidi, please.», ho risposto a mia volta molto incazzata e con una leggera nota polemica dettata più che altro dalla fame che dalla mancata gita. «Vaffanculo.» «Ok, ma ora che si fa?» «Apertivo, naturalmente.» «Sono già pronta.» «Andiamo.» «Aspetta non vorrai mica uscire con quel catamarano tamarro?» «No, di certo, prendiamo il mio motorino e andiamo in due.» Fine del pomeriggio ikea e inizio della serata leggermente alcolica. Aspetto ancora un passaggio per andare a comprare la potrona e altre cosette, tutte rigorosamente col nome impronunciabile.
Di gattasorniona in vita da single alle: 18:58 | plink | commenti (7)
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