Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

lunedì, 22 settembre 2008

Sapore di mare

Prima di tutto cerco di ridurre il font ché mi sono spaventata quando ho riaperto il blog senza ricordarmi del cambiamento. Provo a diminuire il tutto. Vediamo un po'.
Ma non volevo addentrarmi in questi tecnicismi perché sta per cominciare Un posto al Sole e ho poco tempo. Ecco.
Volevo raccontare della fine dell'estate. Oggi mi sento così. Allora, tempo fa ho comprato un completo di finto lino, camicia e pantalone, alla bottega/mercatino dei cinesi sulla passeggiata di Lido di Camaiore. Ora, c'è da specificare che una parte della mia famiglia passa le vacanze a Viareggio da sempre. Per quanto mi riguarda al compimento del sedicesimo anno di età mi sono ribellata a questo status quo e da allora sono autorizzata a trascorrerci soltanto un paio di giorni all'anno. La calura fiorentina, o il paesello stantio della nonna mi sono più congeniali.
Ma quei due giorni in Versilia, cascasse il mondo, mi toccano per forza. E sono sempre scanditi da rituali consolidati a cui non è possibile apportare alcun cambiamento.
Così ogni anno devo andare a 'sto mercatino dei cinesi, tutto a due-tre euro, e acquistare qualcosa. La zia sovrintende al mio acquisto, mormorando, sottovoce, brevi direttive del tipo: «no quel colore no,» oppure «no, quella camicia è rovinata, prendi l'altra.» E cose così. Ora mi chiedo a quanti trentottenni succedono queste cose? Ho provato a corrompere la zia con un aperitivo al porto, così da saltare i cinesi del Lido. Ma non c'è cascata. La seconda parte di questo rituale è che per fattori congiunturali, gli abiti acquistati rimangono sempre alla zia. E lei me li riporta sempre quando oramai l'estate è finita ed è troppo freddo per poterli indossare. Così come ha fatto ieri col mio completo in finto lino. E questi esemplari sartoriali finiscono sempre in fondo all'armadio e spesso spariscono nel nulla per ricomparire, quando va bene, lustri dopo, talmente stazzonati da servire soltanto come cenci da spolvero.
Di gattasorniona in situazioni alle: 20:50 | plink | commenti (5)

Commenti
#1   22 Settembre 2008 - 21:37
 
Riguardo al nuovo font: a video un font sans-serif tipo Helvetica o Verdana e' molto piu' facile da leggere e piu' riposante. Il Times invece e' migliore per la carta stampata. Io lascerei tutto com'era prima con l'Helvetica sul giallo maionese.
utente anonimo

#2   22 Settembre 2008 - 21:42
 
grazie anonimo, mi sa che seguirò il tuo consiglio. anche se io col pc vedevo verdana e non ho idea di come sia helvetica...
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#3   23 Settembre 2008 - 19:12
 
http://fuffa

[..] Sapore di mare: segnali personalissimi della fine dell'estate [..]
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#4   25 Settembre 2008 - 06:27
 
cenci da spolvero?
gatta mia, allora sono cineserie di qualità!
qui si trasformano invariabilmente in ragnatele di pietra.
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#5   25 Settembre 2008 - 18:54
 
cara Gatta, ora che mi ci fai pensare mi sa che son pochi quelli che riescono a diventare cenci senza disintegrarsi prima.
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