martedì, 30 giugno 2009
L'apocalisse di Viareggio
La tragedia a Viareggio, luogo per me così familiare, è come una doccia fredda. Ripenso alle innumerevoli ore trascorse su quella banchina della stazione ad aspettare il treno locale che mi riportasse a casa, dopo aver passato la giornata sulla spiaggia affollata, con la pelle cotta dal sole e dal sale. E quando alla tivvù ho visto quelle immagini di devastazione di quei luoghi che ho percorso mille volte in giornate libere da pensieri e dedicate solo alle frivolezze della balneazione coatta, mi sento strana. E, banalmente, mi sembra tutto così strano ed effimero. Eppure sono fortunata: le persone che conosco in zona sono tutte sane e indenni. Il mio pensiero va alle vittime che adesso stanno lottando per la vita negli ospedali di tutta Italia e a chi ha perso una persona cara in questo modo così assurdo.Di gattasorniona in situazioni alle: 16:06 | plink | commenti (4)
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