martedì, 17 maggio 2005
Pronto intervento casalingo...
Facendo zapping sul blog di Personalità confusa ho letto questo post che mi ha fatto venire in mente la mia reazione-tipo quando mi si scassa qualcosa in casa.Siccome sono "povera" prima di ricorrere all'intervento di un professionista qualsiasi e sborsare un pacco di euri ho tutta una serie di fasi da passare.
Fase uno: quando si rompe qualcosa in casa mia prima di tutto ignoro il problema. Faccio finta di nulla. Si scassa lo scaldabagno? Faccio a meno dell'acqua calda, tanto chissene frega... La lavatrice non funziona più? Lavo a mano, che ci vuole... e così via.
Dopo qualche giorno, col cesto di panni sporchi che straborda, oppure dopo la prima doccia con acqua gelida, decido di passare alla fase due.
La fase due consiste nel tentare di capire ed eventualmente risolvere il problema. Da quando sono zitel..., ehm single, ho imparato a fare diverse cosette da sola, perciò sono sempre ottimista riguardo alle mie possibilità quando c'è qualche riparazione da fare.
Uno dei primi post che ho scritto era proprio sulla soddisfazione che mi da riuscire a cambiare la candela allo scooter da sola. Comunque anche la fase due dura all'incirca due giorni, il tempo per rendermi conto e accettare il fatto che non sono capace di risolvere il problema solo con le mie forze.
Allora passo alla fase tre: chiedo aiuto ad un amico, rigorosamente di sesso maschile e, possibilmente, accasato da tempo. La mia "teoria" è questa: quando uno mette su famiglia è inevitabile che s'ingegni a fare riparazioni e quant'altro da sé, sia per risparmiare sia perché è un qualcosa insito nella natura della maggior parte degli uomini.
Dunque, l'amico arriva accompagnato dalla moglie/compagna. Mentre preparo la cena e chiacchero con la moglie/compagna, "lui", con serietà e professionalità insospettate, si dedica al problema.
Una volta un amico che normalmente fa l'impiegato, si è presentato a casa mia con una vera borsa da idraulico che si era fatto prestare da un suo zio idraulico, ormai in pensione da tempo, per risolvere la lieve perdita sotto il lavandino della mia cucina. Tutto molto coreografico, ma perfettamente inutile, tant'è che sotto il lavandino ho ancora una bacinella che raccoglie l'acqua che viene fuori dal tubo mai riparato.
Insomma, il "lui" in questione inizia la riparazione e puntualmente non ci riesce. La moglie/compagna di solito approva l'intervento, perché lei non gli permette di fare tutto quel casino in casa loro e così è molto contenta quando lui va a fare le sue riparazioni in casa di altri, così si sfoga.
"Lui" si rende conto presto di non essere in grado di risolvere il problema e molla tutto a metà dell'opera perché si è rotto le palle.
A quel punto si apre il vino e ci si rilassa tutti prima di metterci a tavola.
In casa mi ci sono: una libreria dipinta a metà con alcune assi avanzate in terrazza perché l'architetto improvvisato aveva scazzato le misure. Poi c'è un sacchetto con l'occorrente per dipingere di celeste la mia vecchia vasca da bagno, che è ancora lì da almeno due anni, ecc.
Sia chiaro: non mi sto lamentando, i miei amici sono gentili ad aiutarmi e mi fa piacere, sto solo constatando che le dinamiche di certi atteggiamenti sono ricorrenti.
Insomma è solo a questo punto che decido di passare alla fase quattro: ovvero chiamare il professionista di turno che venga a risolvere il problema.
Allora chiedo a mio padre se mi fa il piacere di stare in casa mia a controllare che tutto vada bene, ma i miei genitori sono i pensionati più impegnati dell'universo e di solito mi tocca prendermi mezza giornata per seguire di persona la riparazione. E, a differenza del buon X§, io ho poca voglia di socializzare perché a questo punto ho già speso tutte le energie che avevo...
P.s. Spero con questo post di aver esorcizzato eventuali guasti in casa mia...
Di gattasorniona in vita da single alle: 13:16 | plink | commenti (6)
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