mercoledì, 23 novembre 2005
Umarells nel pallone
Poche cose mi stanno sulle palle quanto il calcio. Non il gioco in sé, che è anche divertente, ma tutto il resto. Perciò ne sto alla larga. Ma non sempre mi è possibile farlo. E il calcio ci mette del suo: infatti è permaloso e vendicativo e, puntualmente, mi fa pagare il mio disinteresse. Ho passato, per esempio, la settimana scorsa in stato di allerta per via della partita Fiorentina-Milan.Prima di tutto sono dovuta andare alla biglietteria dello stadio di calcio di Firenze a ritirare dei biglietti per degli amici che abitano fuori città e che volevano vedere la partita. Ovviamente non ci sono riuscita. Dopo aver fatto un bel po' di fila, mi sono trovata di fronte un pensionato isterico e spiritato, addetto alla biglietteria, che mi gridava: "Il presidente! Il presidente!" E io mi sono girata all'istante, perché credevo che fosse arrivato Cecchi Gori e lo volevo salutare. Invece mi stava comunicando che i biglietti dei miei amici li avrebbe potuti ritirare solo il presidente del loro viola club, in persona. Per farmi capire questo semplice concetto è dovuto intervenire un altro tizio che mi ha tradotto in italiano corrente gli strilli di quello isterico e ha cercato poi di blandirlo, forse temendo che gli scoppiasse un'arteria di quelle decisive. Ma non c'è riuscito e il pensionato isterico ha continuato a strillare contro le altre persone che erano nella stanza. Secondo me quest'anno non arriva a mangiare il panettone.
Poi, domenica, ho dovuto accompagnare in macchina due delle mie cugine e rispettivi fidanzati allo stadio e andarli a riprendere, perché è un casino parcheggiare allo stadio quando c'è la partita e camminare è molto/troppo faticoso.
Nel frattempo mio padre, che era andato a vedere questa benedetta partita in campagna con i suoi amici, emozionato dall'imminente tenzone, ha chiuso nel bagagliaio della macchina tutte le sue chiavi e pure quelle di mia madre. Perciò sono dovuta partire da Firenze per andare in campagna a portargli le chiavi di riserva.
Mio fratello, quella cara creatura, ha dormito tutto il giorno in casa sua e col telefono staccato. Si rifiuta di dirmi quando ci sarà la prossima partita importante e in casa della Fiorentina. Teme - a ragione! - che mi venga l'idea di sparire e che tocchino a lui tutte queste incombenze. Mica bischero.
Rimpiango solo di non aver avuto con me la macchina fotografica, altrimenti avrei immortalato per loro sia il grullo dello stadio, sia i miei genitori. Pazienza, sarà per la possima volta. Anzi, speriamo di no.
Di gattasorniona in situazioni alle: 13:52 | plink | commenti (14)
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