lunedì, 16 ottobre 2006
Apoxyòmenos
I bronzi di Riace vennero ritrovati nei primi anni Settanta da un sub, Stefano Mariottini - nome che posso citare con disinvoltura soltanto grazie all'indispensabile Wikipedia, ndr - che lì per lì pensò di essersi imbattuto in un cadavere. Mi ricordo perfettamente questo dettaglio macabro perché il sub lo raccontò durante un'intervista al telegiornale e mi colpì tantissimo. Così come mi colpirono le immagini delle due statue ripescate dal mare, tutte incrostate dai secoli passati sotto l'acqua salata.Il restauro venne eseguito qui a Firenze, dove poi furono esposti per un breve periodo prima di essere riportati a Reggio Calabria dove tuttora stanno.
Io ero una bambina, tuttavia mi ricordo perfettamente l'atmosfera della sala dove furono esposti i due Bronzi di Riace. Rimasi affascinata ma soprattutto impaurita da quelle statue con i denti d'argento. E non poteva essere altrimenti perché sono stupende e impressionati. Sono contenta che i miei genitori mi abbiano portata a vederli: fu un'emozione forte che conservo ancora adesso, nonostante siano passati più di venticinque anni (oddìo, non ci credo).
Nei giorni scorsi mi sono regalata un'emozione analoga e sono andata a vedere l'Apoxyòmenos aka Atleta della Croazia aka Bronzo di Lussino aka 'chiappette sode', in mostra a Palazzo Medici Riccardi (qui il sito internet anche se a mio avviso è piuttosto scarso). Maremma santa che bello. Mi sono venuti i brividi anche per l'allestimento che è davvero suggestivo: una stanza tutta bianca con le pareti retroilluminate che paiono leggermente fosforescenti con al centro la scultura. Ci si arriva da una stanza più buia e l'effetto sorpresa è garantito. Prima ci sono altre due sale piene d'informazioni, foto e reperti vari, tra cui, diversi noccioli di vari tipi di frutta, trovati dentro la statua. Il bronzo dell'atleta, infatti, non solo è un'opera d'arte, ma è stato anche l'appartamento di un topolino che c'ha portato dentro le sue vivande e proprio grazie a quei residui di frutta millenaria è stato possibile datarlo con certezza. Davvero bello. E io e me lo sono guardato e riguardato, senza farmi sfuggire il dettaglio che ha notato anche il Bellacci.
Tanto per fare un po' di polemica gratuita, devo dire che i Bronzi di Riace sono infinitamente più belli e cinque euri è un biglietto troppo caro.
Di gattasorniona in arte, firenze, vecchi tempi alle: 13:59 | plink | commenti (10)
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