Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

sabato, 05 aprile 2008

Nostalgie

Ho trascorso buona parte della mattinata a pulire le finestre di casa. Mi sono fatta un culo così, mi si perdoni il francesismo, e alla fine i miei vetri sono più o meno come prima che li lavassi: tutti aloni e sgorature. Poi sono venuta a casa dei miei per il pranzo. Ho fatto caso ai vetri di mia madre: perfetti, come sempre. Ho pure passato il dito sulla cornice della finestra, tanto per coglierla in fallo. Niente. Pulitissimo. È frustrante...
I miei complessi da casalinga monca si sono dissolti in un attimo, grazie al solito Phonk, quando anch'io ho abbracciato il meme del momento e mi sono dedicata a un'attività che non facevo da almeno una ventina d'anni:

compilation sorniona
Adesso: caffè.
Di gattasorniona in musica, anni 80 alle: 15:05 | plink | commenti (7)

domenica, 22 aprile 2007

Ricordi del tempo che fu tra il dopopranzo e la pennica...



YouTube, oltre ad avermi provocato una preoccupante dipendenza dai suoi video, ha il potere di farmi commuovere continuamente. Anche la ricerca più neutra può trasformasi in un amarcord strappalacrime. Adesso ho l'occhio lucido per il video qui sopra. All'epoca invece m'incazzai: ero una fan della Evert.
Di gattasorniona in video, anni 80 alle: 14:39 | plink | commenti (9)

lunedì, 09 aprile 2007

Fuga dalla scuola media*


Ho trascorso la Pasqua in campagna, al solito pranzo familiare a cui ho dovuto partecipare per forza, perché il concetto di sentirsi poco bene nella mia famiglia non viene compreso nelle occasioni come questa.
C'è da dire che oramai da qualche anno a questa parte ci siamo arresi collettivamente all'idea di essere atei e che ci va bene così, perciò ci siamo risparmiati il solito rito del transito delle uova sode nella chiesa del paese per carpire una parvenza di benedizione.
La nonna si è sempre rifiutata di prendere parte a questa pantomima, ma poi l'uovo benedetto se lo mangiava eccome; ma non per fede, bensì spinta dalla convizione, decisamente pagana, che in fin dei conti le portasse bene.
E con questo spirito conserva in casa un bel po' di icone sacre solo per motivi scaramantici, tra cui le due della foto a cui faccio la posta da tanto tempo. Vabbè, una non è sacra dal punto di vista strettamente religioso, anche se prima di affermare una cosa del genere dovrei approfondire meglio i rapporti tra Chiesa Anglicana e famiglia reale inglese, materia su cui, purtroppo, sono carente. Lo farò senz'altro nella prossima vita.
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Ma non volevo raccontare del pranzo pasquale in famiglia ma dell'incubo della scuola media. È bastato leggere questo post di Giuseppe Genna su Carmilla per farmi ritornare in mente degli episodi dei miei undici anni o giù di lì che mai mi scorderò.
In questo periodo va parecchio di moda parlare di bullismo a scuola e di professori fuori di testa finiti nel database di Youtube e pare che queste cose abbiano cominciato ad accadere solo da quando si sono diffusi i cellulari dotati di mini-videocamere in grado di documentare ciò che invece prima accadeva lo stesso, ma rimaneva confinato alle quattro mura dell'aula scolastica. E dalle reazioni che sento e che leggo in giro, sembra che nessuno sia mai andato a scuola. Tutti cadono dal pero. Eppure credo siano davvero in pochi quelli che non hanno subito soprusi durante gli anni della scuola.
Quando andavo alle medie c'erano due tipe nella mia classe, chiamiamole Vanessa e Maria, due nomi abbastanza simili a quelli veri. Queste due povere imbecilli al giorno d'oggi sarebbero considerate delle vere e proprie 'bulle da YouTube' e avrebbero già spopolato a Studio Aperto con qualche filmatino sgranato e coi volti criptati in cui si sarebbero viste vessare, in modo fantasioso, qualche povero compagno sfigato.
Insomma, queste due fave erano parecchio violente e si vantavano di fare uso di droga e, nota bene, erano gli anni Ottanta, periodo in cui aveva ancora un senso parlare di droga al singolare perché l'eroina era diffusissima e di aids ancora non se ne parlava. Ma queste due bischere non si bucavano mica: si vantavano solo di farlo perché probabilmente le faceva sentire più ganze.
A scuola erano l'incubo collettivo: minacciavano e picchiavano tutti. Una cosa terribile che non mi faceva dormire la notte. Non c'era merenda che non venisse assaggiata e in caso requisita dalle due deficienti; la colletta obbligatoria degli spiccioli scattava tutte le sante mattine e credo di avere mio malgrado finanziato la nascente tossicodipendenza di almeno una delle due. E poi rubavano tutto, anche le cose più inutili, così per il gusto di rompere i coglioni alla vittima di turno. Mi ricordo che una volta la Maria mi fregò gli scaldamuscoli rosa e poi quell'altra volta in cui mi prese una penna a quattro colori di metallo pesantissima a cui ero davvero affezionata e che non ho mai più ritrovato uguale.
Spesso, in classe, intervenivano i carabinieri del quartiere per calmare la situazione. Per loro era comodo: arrivavano a piedi perché la caserma era proprio dietro l'angolo.
Una volta la Vanessa venne portata in caserma perché aveva versato un barattolone di Vinavil™ in testa ad una ragazza di un'altra classe rea di non averla cagata con sufficiente deferenza. Mi ricordo, come se fosse adesso, il vecchio e pingue brigadiere che la teneva a braccetto cercando di abbozzare, senza successo, una paternale e lei che gli sbraitava contro: «non mi mettere le mani addosso, io t'ammazzo, capito? t'ammazzo...» ecc. ecc. Un'altra volta stessa situazione con un'unica variante: niente Vinavil™ ma accendino Bic™, i capelli della vittima di turno completamente bruciati e puzzo di zampa di pollo in tutta la scuola. Mi ricordo che ogni volta ho sperato che le incarcerassero entrambe almeno fino all'esame di terza media, invece se la sono sempre cavata con una ramanzina e qualche giorno di sospensione.
E te le ritrovavi in classe, più stronze di prima e di nuovo pronte a cagare il cazzo a tutti.
I professori facevano finta di nulla in un mutuo accordo di vivi e lascia vivere. Le due delinquentelle avevano minacciato quella di artistica e gli altri insegnanti non volevano noie e preferivano fregarsene. Come tutti anch'io gli stavo sul cazzo e ogni tanto mi minacciavano di aspettarmi fuori e di riempirmi di botte. Terrorizzata facevo parte della bassa manovalanza della Maria: dovevo copiarle i compiti, che ovviamente non faceva mai. Il suo quaderno di matematica conosceva solo la mia calligrafia e quell'imbecille di professoressa non ha mai detto nulla. D'altronde la Maria non aveva tempo di copiare: se ne doveva stare sempre nel cortile di fronte alla scuola seduta sul suo Ciao bordò - incredibile, me lo ricordo ancora! - a giobbare con la cricca dei pisquani ripetenti cronici. Io non avevo il motorino perché non avevo ancora l'età per guidarlo. Invece quelle due stronze erano segate innumerevoli volte e entro breve avrebbero potuto guidare anche la macchina.
Per anni si sono divertite a tormentare una povera ragazza con problemi di mobilità, buttando oggetti a terra e facendoglieli raccogliere perché vederla mentre faceva uno sforzo pazzesco per piegarsi le divertiva molto.
Quando volevano dare un avvertimento a qualcuno che in quel momento non gli garbava, aspettavano che fosse solo e poi si mettevano a girargli intorno con i motorini e gli urlavano in faccia di tutto, dagli insulti alle minacce. Un'esperienza terrorizzante a viverla.
All'ennesima bocciatura la Vanessa, con gran sollievo di tutti, si ritirò e non l'ho più vista ne ne ho più avuto sue notizie. Maria, invece, rimase ancora un po' e poi non mi ricordo bene, però mi pare che interruppe gli studi anche lei.
Dopo anni ho saputo che la Maria, da perfetta imbecille qual era, era entrata davvero in quel tunel di eroina di cui si vantava tanto di far parte. Ho avuto amici che l'hanno vista per strada in condizioni pietose a elemosinare qualche spicciolo o un passaggio. E pensare che mi sono odiata per anni di non averle mai spaccato la faccia o comunque di non aver tentato di farlo. Col senno di poi sono sicura che qualche ceffone dato bene sarei riuscita ad ammollarglielo. Ancora adesso, quando mi capita di pensarci mi pento di non aver mai reagito. Ma per dirla con Giuseppe Genna, non tornerei a quei tempi nemmeno morta.

*Il titolo del post è il titolo italiano del film del '95.
Di gattasorniona in anni 80, vecchi tempi alle: 18:24 | plink | commenti (16)

lunedì, 31 luglio 2006

Tormentoni d'altri tempi

Sono stanca. Da queste parti s'affoga dall'afa. In ufficio, poi, ho un mucchio di cose da fare e stasera, tanto per cambiare, finirò ad un orario indecente. Perciò approfitto di questa pausa pranzo - del genere che preferisco, ovvero: "blog & beautiful" - per rilassarmi un attimo e ritornare, con la mia fantasia contaminata e recidiva, nel passato remoto per raccontare la storia che segue.


Negli anni Ottanta Guido Angeli promuoveva il Mobilificio Aiazzone. Impossibile non ricordarsi il suo provare... per credere!
E altrettanto difficile da dimenticare è la canzone dello spot del 1986 (che è si può scaricare da qui) cantata da Guido Angeli affiancato da un coro di bambini:

 

Vieni vieni vieni da Aiazzone
quanti mobili troverai
Vieni vieni vieni da Aiazzone

ed a casa tua li avrai
Vieni vieni vieni da Aiazzone

vieni e non ti pentirai, vieni in bici o in carrozzella ma vieni a Biella, ma vieni a Biella
vieni in auto o in torpedone perché Aiazzone ti piacerà, perché Aiazzone ti piacerà
Aiazzone è la scelta più Biella del mondo


Ma Aiazzone aveva un grande concorrente: Semeraro Arredamenti le cui televendite erano presentate da Walter Carbone su Rete A.

Anche Semeraro aveva il suo spot a cartoni animati (scaricabile da qui) con la sua canzone cantata da una voce femminile:

Se Se Se Semararo cos'è
Se Se Se Semararo per te
È nel grande firmemento
Semeraro arredamento

Se Se Se Semararo cos'è
Se Se Se Semararo per te
Semeraro una gran festa
Semeraro punto e basta

Semeraro, l'arreda mondi.


Grazie a Spot80 dove ho trovato le informazioni che ho riportato. Attenzione: Spot80 può creare dipendenza. Assumere con cautela.

Di gattasorniona in anni 80 alle: 13:35 | plink | commenti (8)

giovedì, 05 gennaio 2006

1987: PC portatile o no? L'imbarazzo della scelta..

Cpmaq Portable III
Compaq Portable III. Tutto qui.

Da oggi tutto ciò che si può chiedere ad un Personal Computer è tutto qui. Nel nuovo Compaq Portable III.
Finora nessun portatile così piccolo è stato anche così completo ed avanzato, tanto che confrontarlo con i suoi colleghi da tavolo è facilissimo. Anche rispetto ai migliori, l'unica differenza è nelle dimensioni. E nel peso, ovviamente. "
Di gattasorniona in anni 80, vecchi tempi alle: 14:30 | plink | commenti (6)

mercoledì, 01 giugno 2005

1985 - 1995 - 2005

1985 - Periferia di Firenze, estate. Interno di un appartamento. Tapparelle abbassate. "Money for Nothing" dei Dire Straits in sottofondo. In casa due ragazzine quindicenni grandi amiche e il cuginetto di una di loro di 8 anni:

[ragazzina 1 rivolta al bambino]: Sì, ora puoi andare in bagno, vai pure...
[ragazzina 2]: I pipistrelli/vampiro che ci vivono però ti succhieranno il sangue...
[bambino]: I pipistrelli? Non mi scappa mica la pipì
[ragazzina 1]: Non è vero, si vede che non ce la fai più...
[ragazzina 2]: Vai in bagno, non far caso a questi rumori... li senti questi rumori, vero?
[ragazzina 1, con un bicchiere con uno strano liquido in mano]: Puoi bere questa pozione magica e i pipistrelli/vampiro spariranno...
[ragazzina 2]: Sì dai, bevi la pozione...
Il bambino titubante beve dal bicchiere che contiene un intruglio a base di: acqua, laniccio, cenere di sigaretta, sale e chissà cos'altro.
[ragazzina 1]: Ecco ora puoi andare in bagno senza pericolo...
[bambino quasi piangente]: No, ho ancora paura, io in bagno da solo non ci vado...

1995 - Periferia di Firenze, estate. Interno di un appartamento. Tapparelle abbassate. "Nevermind" dei Nirvana in sottofondo. In casa due venticinquenni amiche e il cuginetto di una di loro di 18 anni:

[ragazzino]: Allora noi vi raggiungiamo al mare, con la moto e i sacchi a pelo, e dormiamo a casa vostra. Va bene, vero? Ci sistemiamo in terra, non c'è problema! Così si risparmiano i soldi del campeggio.
[ragazza 1]: Sì, ma vedete di non romperci tanto le palle. E di giorno noi andiamo in spiaggia per cavoli nostri..
[ragazza 2]: E anche la sera noi abbiamo i nostri giri...
[ragazzino]: Tranquille, non vi disturberemo, però io e il mio amico non ci s'ha una lira..
[ragazza 1]: L'affitto della casa al mare lo paghiamo noi e perciò si decide tutto noi due!
[ragazza 2]: Con voi si divideranno soltanto le spese per il mangiare e per gli alcolici.
[ragazzino]: Occhei! Noi si porterebbe anche i'fumo. Ve le fate le canne, vero?
...

2005 - Periferia di Firenze, estate. Interno di un appartamento. Tapparelle abbassate. In casa una trentacinquenne che si prepara ad uscire per andare a trovare la sua amica storica. Sotto casa il cugino ventottenne di una di loro, sulla moto, che l'aspetta:

[giovane uomo]: Ce la fai a salire? Ti aiuto?
[donna 2] : Ce la faccio, grazie! Ma te vai piano, per l'amor del cielo!
[giovane uomo]: Sì, tranquilla! Però reggiti forte.

Viaggio di pochi chilometri fuori città. Arriviamo. "Hotel" di Moby come sottofondo musicale che esce dalle finestre della casa.

[donna 1]: Oh, finalmente! Ce l'avete fatta!
[giovane uomo]: Siamo in ritardo, ma ho dovuto andare piano per tutto il viaggio perché lei c'ha paura.
[donna 2]: Macché paura, ma ti pare?
[donna 1]: Hai mal di schiena?
[donna 2]: Sì, porca miseria.
[giovane uomo, ridendo]: Sei vecchia!
[donna 2]: Vaffanculo, macché vecchia e vecchia! Vi ricordo che l'estate scorsa l'ho passata viaggiando per l'Europa in moto... E che cavolo!
[giovane uomo, ridendo]: Sì, e si è visto con che risultato*...
[donna 1, ridendo]: Vabbè lasciamo perdere. Venite dentro, vi faccio un caffè.
[giovane uomo]: Avviatevi, intanto chiamo mia moglie per dirle che siamo arrivati e poi vi raggiungo in casa.
Di gattasorniona in situazioni, anni 80, vecchi tempi, anni 90 alle: 13:33 | plink | commenti (9)

mercoledì, 02 marzo 2005

1983 - Un milione di VIC 20 venduti nel mondo


VIC 20 è il computer più diffuso nel mondo, oltre un milione di esemplari venduti. Perché?

1. VIC 20 è facile da usare: lo colleghi alla TV e premi i tasti. Tutto qui.
2. Ci puoi giocare: dagli scacchi agli invasori spaziali, e puoi inventarti i tuoi giochi.
3. Lo usi per la scuola, per risolvere problemi e compiti.
4. Lo impieghi a casa, per la contabilità entrate-uscite, ma anche per le ricette e per il bioritmo.
5. Costa solo 423.000 lire + iva.
6. Puoi imparare a programmare in Basic, la lingua del futuro.
7. E' stato scelto come "computer dell'anno" dalle migliori riviste internazionali di informatica.
8. E' della Commodore, la N° 1 in Europa e in Italia nel campo del Personal Computer.
9. Perché non farti un regalo intelligente?

Caratteristiche:

VIDEOGIOCHI: disponibili varie cassette videogame
PERIFERICHE: si possono collegare direttamente: registratore dedicato, floppy, stampante, joystick
TASTIERA: professionale con 66 tasti, 256 combinazioni di colori, 512 segni diversi per creare grafici, disegni, videogiochi.
SOFTWARE: una vasta gamma di programmi per tutte le necessità.
SUONO: 3 toni e 9 ottaven disponibili per creare la tua musica e effetti speciali.


Non so perché, ma oggi sono particolarmente nostalgica...
Di gattasorniona in anni 80, vecchi tempi alle: 13:48 | plink | commenti (7)

mercoledì, 25 agosto 2004

Son vent'anni che c'ho 'sta cosa sullo stomaco...

Quando ho letto la notizia del licenziamento dalla Rai di Pippo Baudo sono stata contenta. Non perché sarebbe l'ora che Pippo andasse in pensione, né perché è antipatico o strapagato o sposato con la Ricciarelli (pare ancora per poco, però). No, no, per nessuna di queste ragioni.

Il mio rancore verso Pippo ha radici ancora più antiche e risale ad una ventina d'anni fa (o poco meno). E precisamente da quando, negli anni Ottanta, vennero i Duran Duran in Italia per partecipare come ospiti al Festival di Sanremo.

All'epoca, come tutte le ragazze d'Italia, passavo il mio tempo in adorazione davanti alla tele, guardando i quattro Duran. Rimanevo ipnotizzata davanti a DJ Television aspettando qualsiasi notizia che li riguardasse.
Il telefono di casa era diventato di mia proprietà e mi serviva per la raccolta/diffusione in tempo reale di notizie sui Duran Duran (eravamo ancora molto in epoca pre-cellulari).

La loro partecipazione a Sanremo fu una sorta di evento mediatico senza precedenti. Tutti seguivamo con trepidazione le vicende della gamba rotta di Simon Le Bon, che si esibì in un orrendo playback sul palco dell'Ariston proprio con la gamba ingessata.

Ebbene: come c'entra Pippo Baudo in tutto questo?
Dunque, Pippo Baudo, forte del suo ruolo alla Rai, portò sua figlia (più o meno della mia età) a incontrare, in carne ed ossa, i Duran Duran... e davanti alle telecamere! Un caso di nepotismo sfacciato e ostentato: inaccettabile! Un affronto a tutte le adolescenti d'Italia...
"Lei", l'unica fortunata in Italia, solo perché figlia di Pippo, "pezzo grosso" della Rai. Quando ci ripenso mi girano ancora le scatole...

Beh, son contenta che alla fine alla Rai l'abbiano licenziato.
Di gattasorniona in personaggi, anni 80 alle: 12:50 | plink | commenti (12)

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