Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!
sabato, 22 marzo 2008
Ho sognato di essere nel 1998. Più precisamente nell'ufficio in cui ho lavorato fino al 1998. Ero lì da sola, di fronte al grosso computer che usavo all'epoca, collegato a internet da un'ottima linea isdn (o forse si stava ancora sui 56k?, boh...). Insomma: ero lì di fronte a Netscape 4, indecisa tra il fare una capatina da Bruzzi
* o aprirmi un blog.
Poi ho optato per il blog. Però all'epoca Splinder non era ancora nato e allora decidevo di farmelo da sola, il blog, con l'orrendo Front Page (cosa che ho in effetti fatto davvero per un breve periodo, ma questa è un'altra storia e perciò un altro post).
Ho cominciato a pensare al layout adatto a contenere i miei pensieri e continuava a venirmi in mente solo il sito di
Luca Sofri, forse perché ha un layout decisamente anni Novanta, un po' come il mio.
Allora creavo 'sta pagina, non
begiolina, ma blu scura, fitta fitta di Verdana in corpo 10 bianco: una gioia per chi ci vede poco bene, come me.
Mi sono svegliata questa mattina e ho pensato che il mio inconscio mi avesse comunicato di non trascurare più questo spazio...
lunedì, 15 maggio 2006

Ho trascorso un fine settimana piuttosto casereccio e in preda ad una nostalgia degli anni Novanta che mi sta accompagnando da
diversi giorni. Allora ho cercato di lenire il magone che mi aveva afferrato la bocca dello stomaco ascoltanto: Garbage, Underworld, Dido, Skunk Anansie, quei bonazzi dei RHCP e gli stupendi Mano Negra. Ho trattato l'ascolto di questi dischi come se fosse stata una prescrizione medica: con rigore, serietà e senza mischiare i medicinali tra loro.
Durante tutto il weekend, infatti, ho evitato la musica che non fosse di quel periodo, compresa la mia amata Janis Joplin, che di solito brutalizzo ogni fine-settimana, karaokizzandola mentre faccio le pulizie in casa e facendo uno scempio sistematico dei suoi pezzi, di cui
dopo mi vergogno sempre un po'.
Sabato sera, poi, in pieno spleen nostalgico, sono andata a cena da un amico, una serata tranquilla in casa. Per continuare il trend che mi aveva accompagnata per tutto il giorno, mi sono portata dietro i cd da ascoltare:
Older di George Michael ché fa tanta atmosfera e
Dummy dei Portishead che però è stato cassato dal mio ospite a cui avevo sfracellato i cosiddetti e che non ne poteva più del mio revival a tutti i costi. Oggi mi sento meglio.
Non so il perché di tutta questa nostalgia o forse sì. Gli scandali del calcio di questi giorni (su cui condivido il
punto di vista di Babsi Jones, ndr) mi hanno ricordato di quando, dalla fine degli anni Novanta, nei guai c'era Vittorio Cecchi Gori, che allora era proprietario e presidente della Fiorentina calcio, nonché Senatore della Repubblica, nonché proprietario delle defunte TMC e
TMC2.
Per farla breve: ad un certo punto Vittorio cominciò ad avere una serie di problemi legali, la Fiorentina si ritrovò retrocessa in campionati di basso lignaggio e TMC e TMC2 vennero chiuse, vendute e trasformate in La7.
TMC2 era una rete giovane, l'alternativa italiana a MTV, che aveva gran parte del suo palinsesto dedicato alla musica. La sede e gli studi si trovavano proprio qui a Firenze. Erano gli anni Novanta e ho conosciuto un mucchio persone che ci lavoravano e che incontravo in giro, nei locali che frequentavo più assiduamente di quanto non faccia adesso. Mi ricordo di tante belle serate alcoliche a chiaccherare e far casino con tecnici e impiegati di quella
tivvù per i giovani che si era installata qui in città portando un po' di movimento. Quando Vittorio fu costretto a chiudere bottega, molte di quelle persone che avevo conosciuto e con cui avevo condiviso allegramente serate e aperitivi, lasciarono la città che aveva smesso di offrirgli quelle opportunità lavorative di cui avevano bisogno per poter rimanere. E così Firenze si ritrovò un po' più vecchia e un po' più morta, anche se in pochi se ne accorsero perché l'attenzione generale era catalizzata dalle vicende travagliate della Fiorentina calcio che se la stava passando piuttosto male.
Mi ricordo che fu proprio in quel periodo che sono stata allo stadio per vedere la prima e per ora unica partita dal vivo della mia vita. Si giocava Fiorentina-Non so cosa e la tifoseria era in tumulto perché Vittorino stava mandando tutto a puttane. Passai buona parte della partita ignorando il gioco, ma leggendo gli striscioni della curva tutti dedicati a Vittorio e alla sua fidanzata, Valeria Marini. Mi ricordo di un meraviglioso: "Valeria: sculaccialo", un capolavoro di comunicazione al cui confronto il sopravvalutato e loffio "Videochiamami" si eclissa all'istante, senza se e senza ma.
Valeriona difendeva Vittorino a spada tratta e vennero pure beccati dalla GDF, durante una perquisizione, provvisti dell'immancabile cocaina (in queste situazioni un must tra i vip, ndr), mentre si divertivano
'a modo loro'. Avrei dato qualsiasi cosa per essere presente alla scena dell'irruzione che sarà stata senz'altro memorabile.
Oggi la Marini e Cecchi Gori non stanno più insieme: al loro posto c'è una coppia di quel Jet Set, scalcinato e tamarro che affolla le cronache mondane, che involontariamente li emula in modo squallido e più che altro nelle proporzioni fisiognomiche: la Falchi e Ricucci. Ma non c'è confronto, una tristezza...
venerdì, 28 ottobre 2005
A casa di amici, ho ritrovato un videoregistratore Sony
betamax e dei laser disc. In particolare mi ha colpita una copia di
Blade Runner, acquistata a Londra nei primi anni Novanta. I miei amici mi hanno detto che il loro figlio non sapeva cosa fosse un laser disc e hanno dovuto spiegarglielo. Tanto per cambiare mi sono sentita vecchia.
"
mercoledì, 01 giugno 2005
1985 - Periferia di Firenze, estate. Interno di un appartamento. Tapparelle abbassate. "Money for Nothing" dei Dire Straits in sottofondo. In casa due ragazzine quindicenni grandi amiche e il cuginetto di una di loro di 8 anni:
[ragazzina 1 rivolta al bambino]: Sì, ora puoi andare in bagno, vai pure...
[ragazzina 2]: I pipistrelli/vampiro che ci vivono però ti succhieranno il sangue...
[bambino]: I pipistrelli? Non mi scappa mica la pipì
[ragazzina 1]: Non è vero, si vede che non ce la fai più...
[ragazzina 2]: Vai in bagno, non far caso a questi rumori... li senti questi rumori, vero?
[ragazzina 1, con un bicchiere con uno strano liquido in mano]: Puoi bere questa pozione magica e i pipistrelli/vampiro spariranno...
[ragazzina 2]: Sì dai, bevi la pozione...
Il bambino titubante beve dal bicchiere che contiene un intruglio a base di: acqua, laniccio, cenere di sigaretta, sale e chissà cos'altro.
[ragazzina 1]: Ecco ora puoi andare in bagno senza pericolo...
[bambino quasi piangente]: No, ho ancora paura, io in bagno da solo non ci vado...
1995 - Periferia di Firenze, estate. Interno di un appartamento. Tapparelle abbassate. "Nevermind" dei Nirvana in sottofondo. In casa due venticinquenni amiche e il cuginetto di una di loro di 18 anni:
[ragazzino]: Allora noi vi raggiungiamo al mare, con la moto e i sacchi a pelo, e dormiamo a casa vostra. Va bene, vero? Ci sistemiamo in terra, non c'è problema! Così si risparmiano i soldi del campeggio.
[ragazza 1]: Sì, ma vedete di non romperci tanto le palle. E di giorno noi andiamo in spiaggia per cavoli nostri..
[ragazza 2]: E anche la sera noi abbiamo i nostri giri...
[ragazzino]: Tranquille, non vi disturberemo, però io e il mio amico non ci s'ha una lira..
[ragazza 1]: L'affitto della casa al mare lo paghiamo noi e perciò si decide tutto noi due!
[ragazza 2]: Con voi si divideranno soltanto le spese per il mangiare e per gli alcolici.
[ragazzino]: Occhei! Noi si porterebbe anche i'fumo. Ve le fate le canne, vero?
...
2005 - Periferia di Firenze, estate. Interno di un appartamento. Tapparelle abbassate. In casa una trentacinquenne che si prepara ad uscire per andare a trovare la sua amica storica. Sotto casa il cugino ventottenne di una di loro, sulla moto, che l'aspetta:
[giovane uomo]: Ce la fai a salire? Ti aiuto?
[donna 2] : Ce la faccio, grazie! Ma te vai piano, per l'amor del cielo!
[giovane uomo]: Sì, tranquilla! Però reggiti forte.
Viaggio di pochi chilometri fuori città. Arriviamo. "Hotel" di Moby come sottofondo musicale che esce dalle finestre della casa.
[donna 1]: Oh, finalmente! Ce l'avete fatta!
[giovane uomo]: Siamo in ritardo, ma ho dovuto andare piano per tutto il viaggio perché lei c'ha paura.
[donna 2]: Macché paura, ma ti pare?
[donna 1]: Hai mal di schiena?
[donna 2]: Sì, porca miseria.
[giovane uomo, ridendo]: Sei vecchia!
[donna 2]: Vaffanculo, macché vecchia e vecchia! Vi ricordo che l'estate scorsa l'ho passata viaggiando per l'Europa in moto... E che cavolo!
[giovane uomo, ridendo]: Sì, e si è visto con che risultato
*...
[donna 1, ridendo]: Vabbè lasciamo perdere. Venite dentro, vi faccio un caffè.
[giovane uomo]: Avviatevi, intanto chiamo mia moglie per dirle che siamo arrivati e poi vi raggiungo in casa.