Da un po' di tempo a questa parte mi sentivo spesso in colpa per non riuscire a dedicare tempo a 'sto blog. Poi ho realizzato che il problema non è il tempo, poco era e poco rimane, piuttosto si tratta di una questione di frazioni 2.0.
La mia felice propensione allo spippolamento in libertà, infatti, non si è affatto ridotta, ma si è frastagliata andando oltre Splinder, verso altri lidi. Ho provato a sbarazzarmi del superfluo, tipo del mio tumblr, ma non ci sono riuscita.
Tempo fa feci pure un sondaggio per avere un po' di suggerimenti su quali emanazioni sornione sbarazzarmi per sempre. Poi ho capito che l'unica soluzione era un qualcosa che mi aiutasse a raggruppare tutte le mie emanazioni invece di eliminarle.
È per questo motivo che FriendFeed mi piace un monte. Mi ha rimessa in pace con la me stessa tenutaria di blog e di suoi derivati. Ovviamente consiglio di provarlo.
Mi sono comprata una chiavetta usb da 8 Giga, perché quella da 4 Giga non mi basta più. Da non credere, vero? Mi fa impressione perché ricordo che il mio primo computer aveva 300 megabyte di hard disk e all'epoca erano davvero un'infinità: mai si sarebbe riusciti a riempirlo tutto.
Beh, oggi in trecentomega non c'entra nemmemo una puntata di Lost.
Ma non volevo chiaccherare di amenità della età della pietra informatica, piuttosto di una questione di feed rss che non riesco a risolvere.
Allora il problema è questo: vorrei combinare i feed rss di questo blog con quelli del mio tumblr, in modo da fare un feed unico con tutti i contenuti di qui, di là e pure quelli di flickr (ma quest'ultima cosa feedburner la fa già). È possibile una cosa del genere? Oppure pretendo troppo?
Forse questa domanda rimarrà senza risposta perché a quanto ne so da queste parti passano pochi informatici. Proverò a porre il quesito anche a Kurai e alla Catepol che mi paiono ferrati...
Prima di rientrare a casa ho incontrato un'amica. Ci siamo messe a chiaccherare del più e il meno, poi il discorso è finito sui blog. La mia amica, infatti, da poco ha scoperto il mondo dei blog e ne è rimasta folgorata. Mi ha spiegato cos'è un blog, consigliandomi di leggere quello di Beppe Grillo, tanto per iniziare a farmi un'idea della cosa.
Le ho risposto che un pochino so già cosa sono i blog e che ne leggo anche qualcuno, di tanto in tanto. Allora la mia amica s'è illuminata tutta e mi ha detto che sarei proprio la persona giusta per tenere un blog e per raccontare un po' di cazzi miei delle vicende originali che mi succedono quotidianamente...
Beh, mi rincresce ma ho dovuto risponderle di no; il blog non fa per me perché non sono una persona costante e certamente, dopo poco, lascerei perdere il tutto, proprio come fece Prodi qualche anno fa* col suo di blog...
Tuttavia ho promesso alla mia amica che c'avrei senz'altro pensato a questa cosa di aprirmi un blog ché al giorno d'oggi ce l'hanno tutti e può essere interessante tentare 'sta cosa nuova, ecc. ecc.
Allora la mia amica mi ha detto che per farmi venire lo stimolo dovrei leggere il blog di Travaglio, quello di Zoro che era anche alla televisione tempo fa, sempre per via del blog, e quello della Profe che l'è una di Firenze brava e ganza...
Allora anch'io le ho suggerito di leggere la Caterina e la Lia, che son parecchio brave pure loro. Così abbiamo segnato su un pezzetto di carta diviso in due i rispettivi sugerimenti, ci siamo salutate e io sono tornata a casa pensando se sia il caso o meno di aprire un blog tutto per me.
Sono sempre contenta quando escono i libri delle mie blogger preferite, quelle che leggo da tantissimo e a cui mi sono affezionata. Pare un discorso poco concreto, questo, 'na roba sporadica, tanto per dire. Invece no: succede molto spesso al punto che mi ci sono abituata e adesso aspetto le uscite come gli urania: a cadenza regolare. Faccio i nomi? Ok, eccoli, solo i primi che mi vengono in mente adesso: la Mavi, la Susi due volte, la Pulsa, la Giulia con altri, la Profe e naturalmente La Pizia. Ecco, mica roba da poco, vero?
Finalmente e questa signora lista si è aggiunta anche la Cate. Ed era ora! Lei è stata la prima blogger in assoluto che mi ha fatto appassionare alle sue vicende, che seguivo come fossero Un posto al sole o Beautiful. Sto parlando di un bel po' di tempo fa, precisamente il 2003 quando, per caso, ho scoperto il blog della Cate che mi ha coinvolta subito nella sua scrittura e nelle sue storie ambientate nella Bassa. Quello era un altro blog, con un altro nome e che adesso non esiste più, che la Cate ha sostituito con altri blog che via via si sono susseguiti nel tempo, fino a quello attuale che continuo a leggere regolarmente dopo tanti anni: Grassa e Bella.
Dopo questa premessa, forse, sarà più facile capire la soddisfazione che ho provato, giorni fa, nel trovare Le ciccione lo fanno meglio di Caterina Cavina all'Esselunga, circondato dai bestseller.
Tutta orgogliosa e ridacchiante ho preso la copia del libro, l'ho sfogliata un po', odorandola, infine l'ho buttata nel cestino della spesa, tra prugne snocciolate, scatolette di tonno e la bottiglia d'olio d'oliva italiano in offerta. Poi sono andata alla cassa, rovesciando il contenuto del paniere sul nastro, dove, in attesa del mio turno alla cassa, ho potuto ammirare meglio la copertina del libro, sicuramente il frutto di una scelta schizofrenica dell'editore e che non c'entra nulla col contenuto della narrazione (ha ragione la Cate a questo proposito). Infine con somma soddisfazione mi sono fatta accreditare i punti sulla fidaty card. Ecco.
Ma torniamo al libro. L'ho letto in due balletti, approfittando della festa, del weekend, ma soprattutto della mia idiosincrasia esogena per le gite fuori porta. E poi perché la Cate scrive davvero bene, ma questo lo sapevo già da tempo. E mi è piaciuto un monte perché è divertente, amaro e ripropone delle dinamiche della vita di campagna che bene o male ho vissuto anch'io, sebbene in altri luoghi, con altre tradizioni. E poi che c'ho ritrovato le situazioni e le atmosfere tipiche dei racconti della Cate che mi piacciono sempre un casino, a prescindere da tutto il resto.
Confesso che mi frega il giusto della chiusura di Blogbabel. Sono una blogger antiquata e l'unica classifica in cui mi riconosco è quella di BlogItalia. Ecco. Cinemino o aperitivo?
Poco fa ho scoperto che Splinder ha attivato le API, ovvero che da ora in poi è possibile inserire i contenuti sul blog direttamente da altri programmi, come l'odiato Flickr. Comodissimo e... funziona alla prima!
Prima stavo leggendo il mio oroscopo della settimana. Naturalmente non credo né all'oroscopo, né ai tarocchi, è bene che lo precisi. Tuttavia mi piace un monte consultarli entrambi.
Quando ho voglia di farmi le carte vado dalla buona stella e scelgo lo stile di tarocchi che più mi aggrada in quel momento e poi clicco per cominciare la divinazione. Solo che, dopo tanti anni di consultazione assidua, ho più o meno già lette tutte le opzioni disponibili del software che gestisce il giochino e allora ho quasi smesso di farmi le carte online.
Invece per l'oroscopo è tutta un'altra storia: mi piace quello di Internazionale, che leggo tutte le settimane, o quasi. Per esempio questa settimana mi consiglia di dedicarmi a poche cose ma essenziali cercando di ottimizzare le mie risorse. Suggerimento ottimo. Più pragmatismo e meno seghe, ovvìa.
Comincio subito con un sondaggio qui sul blog per scegliere cosa eliminare tra le mie emanazioni sornione (ovvero gli spin off qui a fianco):
Ci si può scordare di avere un blog? A me è successo questa settimana. È da domenica scorsa che non passavo da qui, nemmeno per un'occhiatina veloce. Almeno mi pare. E ho pure saltato il delurking day. Che mi sta succedendo? Mi faccio paura da sola. Beh, vado a fare la spesa...
Concludo questo 2007 senza tante ciance, ché sono in pieno abbiocco post pranzo, ma segnalando tre post che altrettanti blogger che amo hanno pubblicato in questi giorni di festa e che davvero vale la pena leggere:
Tra l'altro proprio su quest'ultimo ho trovato il link al calendario delle casalinghe disperate, probabilmente l'assoluto della tristezza. Mi ha fatto cambiare umore e aumentato fino al livello di guardia la mia solita voglia di emigrare. E pensare che oggi mi ero svegliata allegra e pimpante...
Non si sta mai tranquilli. Specialmente chi ha un blog! Ogni tre per due c'è qualche menata da affrontare. Adesso è il turno della proposta i legge di Ricardo Franco Levi che prevede che qualsiasi tenutario di blog debba segnalarlo al registro dell’Autorità delle Comunicazioni (ROC), in quanto prodotto editoriale. Quandoholetto la notizia ho pensato papale papale: che cazzata. Poi c'ho riflettuto meglio e mi sono ricordata di una certa puntata di Report, intitolata Il finanziamento quotidiano, in cui si parlava dei finanziamenti pubblici alle testate giornalistiche più disparate (*).
Da lì sono arrivata allo Speciale Contributi all'Editoria sul sito del Governo italiano.
Ecco, per farla breve: scorrendo i nomi, per la maggior parte sconosciuti, delle testate giornalistiche a cui vengono elargiti contributi statali mi sono resa conto che Gattasorniona e la quasi totalità dei blog che conosco possono reggere il confronto perfettamente e fare la loro porca figura.
Perciò, per quanto mi riguarda mi iscriverò al ROC volentieri se e solo se avrò la garanzia di un finanziamento pubblico per il mio blog e per tutti i blog che si iscriveranno. Non sono avida: mi bastano un paio di millini di euro all'anno...
Cavolo, leggo adesso che c'è un contrordine. Proprio ora che cominciavo a fare la bocca a quel finanziamento. Beh, pazienza.
Ma non volevo parlare di questo, mi è scappata la mano sulla tastiera. Volevo dire che a me la Fontana di Trevi colorata di Rosso è garbata un monte, sia per la spettacolarità del gesto sia perché mi ha fatto ricordare un momento di alta letteratura.
L'autore del gesto vandalico, infatti, ha usato una secchiata di anilina. Forse non tutti si ricordano che è lo stesso colorante che i componenti della società segreta Uno per tutti, tutti per uno, usarono per smascherare l'orrido procedimento di preparazione della minestra di magro alla casalinga, piatto forte del collegio dove era stato rinchiuso Gian Burrasca (*). Tale minestra veniva preparata scaldando l'acqua sudicia della risciacquatura settimanale dei piatti di tutto il refettorio del collegio. Il rosso dell'anilina servì a smascherare lo scandalo e la minestra venne sostituita dalla celebre pappa col pomodoro, da qui la canzone cantata da Rita Pavone:
A intervalli più o meno regolari, mi vengono due "voglie" in senso blogghistico:
la prima è cambiare questo template. Farne uno uno zinzillino più moderno. Questa voglia, però, mi passa quasi sempre all'istante, perché la sola idea di abbandonare il mio adorato #ffffcc mi atterrisce...
La seconda voglia, invece, è chiudere il blog e riaprirne un altro con un nuovo nick e su una nuova piattaforma. Così, tabula rasa e via, un nuovo inizio ma che ce frega ma che ce 'mporta. E certe volte mi metto pure a pensare a quale sarebbe un nuovo nick più adatto a me. E confesso che in passato ho pure fatto qualche tentativo, aprendo blog nuovi e scrivendoci per brevi periodi di tempo (questo che si ispirava ad una vicenda realmente accaduta è il concorrente di gattasorniona più riuscito, ma oramai sono storie vecchie...). Poi però ci ripenso sempre, perché questo blog è una delle cose che sono riuscita a portare avanti per più tempo in tutta la mia vita e cambiare mi dispiace. E così tutto rimane come prima... Beh, vado al cinema
Aderisco al BlogDay2007 con due giorni di ritardo. Chissà perché vivo in differita e faccio tutto a scoppio ritardato, figuriamoci selezionare una pregiatissima rosa di ben cinque blogger... vabbè. Comunque ecco qua i miei cinque preferiti:
Grassa e bella, leggo la Cate da tanti anni ed è una tra le mie blogger preferite da sempre. Brullo Nulla. O lo ami o lo odi, non sono ammesse vie di mezzo. Io faccio parte della prima categoria. Femminismo al Sud. Per me imprescindibile, l'ho scritto altre volte, l'autrice è bravissima. Trash Food di Gianna Ferretti, ovvero: tutto quello che avresti voluto sapere sul cibo... Tommaso Labranca, ultima versione. Sono una sua fan sfegatata.
Ecco.
[A proposito di Tommaso Labranca. Finalmente sono riuscita a ripristinare in un nuovo spazio web la sua pregevole - e antica - iniziativa: Chi vorresti trovare sotto il cappuccio? a cura della Fondazione Plinio Fernando Per La Difesa Della Crudeltà Umana, di cui sono fiera custode fin dal remoto giugno 2004. Gli appassionati gradiranno...]
Ieri sera, con un amico blogger, siamo andati alla libreria Edison alla presentazione del libro della Profe: Diario di un insegnante con gli anfibi.
Appena entrati abbiamo incontrato la Profe in persona, vestita di bianco, con una borsa della Pucca bellissima e un paio di albicocche in mano.
Ci siamo date la mano e mi sono presentata col mio nome borghese, come al solito vergognandomi come una ladra del nick che mi sono scelta e riproponendomi di palesarmi in modo completo alla fine dell'evento, diluita tra gli altri blogger presenti.
Dal canto suo, la profe era imbarazzata di essere stata riconosciuta da due perfetti sconosciuti. Ma non potrebbe essere altrimenti: sta spopolando su giornali, tivvù e Youtube (anche se in questo caso il tubo non fa testo: per motivi arcinoti è parecchio frequentato da docenti di ogni genere e per loro è più facile esserci che non esserci, ndr).
Siamo saliti al secondo piano affollatissimo della Edison e poco dopo è iniziata la presentazione. La profe ha parlato, con la passione che la contraddistingue, di scuola e del suo approccio didattico ed educativo.
Poi si è soffermata a lungo sui colleghi che "si trascurano", quelli che si lavano poco e puzzano parecchio, per intendersi, e il mio amico ed io siamo ritornati con la mente ai giorni della scuola: anche noi eravamo circondati da insegnanti puzzolenti.
Insomma: la Profe è stata talmente coinvolgente nel suo racconto sugli insegnanti poco propensi all'igiene personale, che alla fine ho deciso di non andare a ri-presentarmi, perché tutto quel caldo aveva impegnato le mie ascelle più del previsto e pur'io avevo cominciato a puzzichiare.
Stanotte ho sognato che dovevo fare un compito in classe di filosofia, ma la profe (non lei, ma un'altra indefinita) aveva sbagliato e invece del compito mi aveva consegnato un pacco di test della scuola guida da svolgere in pochi minuti, pena il ritiro immediato della patente, e io non mi ricordavo più i cartelli stradali basilari... panico noturno.
Bicicletta now.
Questo blog e la sottoscritta partecipano e supportano la manifestazione di Roma per estendere il diritto alle unioni civili a tutti. [manifestazione nazionale per le unioni civili]
Son tutta rincoglionita, «è la stanchezza della settimana» mi vocia qualcuno dall'altra stanza. È che la sera torno a casa sempre tardi e concludo la maggior parte delle mie giornate ribaltandomi sul divano da dove riesco a malapena a dare un'occhiata distratta a un posto al sole che fa sempre chic e non impegna. Perciò il sabato ritengo sia un mio sacrosanto diritto collassare in allegria e passare la giornata a fare il minimo indispensabile, tentando di recuperare le energie per la settimana a venire.
In effetti non è vero che sto facendo nulla: sto scrivendo questo post inutile (tranne per la prima parte in violetto) e sto pure aspettando che il mulo finisca di scaricare l'ultima puntata di Lost. Mi paiono due attività di tutto rispetto. Lost me lo sto pregustando da giorni, ma con un po' di amarezza. Mi hanno raccontato, infatti, che la quarta serie è stata interrotta soltanto dopo aver girato cinque puntate, perché il pubblico cominciava ad avercele piene di tutti quei misteri irrisolti e di tutta quella paranoia che trasuda da ogni singolo fotogramma e che costituisce il motivo principale per cui mi piace tanto. Non so che pensare; io sono scafata perché guardo Beautiful da vent'anni e ho tutta un'altra percezione del "tirlarla per le lunghe". Infatti Lost non mi ha ancora annoiata e tutto il mio interesse è più vivo che mai. Ma forse mi hanno raccontato una bischerata e Lost non verrà interrotto per 'palle piene' ma continuerà fino alla conclusione geniale che ci lascerà tutti di sasso.
Ma non volevo parlare di Lost, bensì di un piccolo blog-esperimento che ho intenzione di fare nei prossimi giorni. Siccome non ho più tempo di scrivere qui quanto e come vorrei, ho deciso di sdoppiare gattasorniona per un breve periodo di prova. Pare un controsenso, in realtà non è così. Ma vado per ordine. Allora dal sempre ottimo Kurai ho appreso dell'esistenza di un'evoluzione minimalista della piattaforma blog: il Tumbleblog. Praticamente il blog sta al tumbleblog come il quaderno di bella sta al taccuino di appunti dove ci si segnano le cose più disparate: dal numero di telefono del dentista fino alla frase bella che si è annotata per non dimenticarla. C'è pure un bottone da trascinare nella barra dei bookmarks che serve un po' come il bottone di del.icio.us. Ho aperto il mio Tumble-gattasorniona e conto di usarlo almeno per un periodo di prova. Per ora non c'è nulla, sono ancora troppo impegnata a ingiallire il template...
Concludo l'argomento internet, notando con piacere che Frappr si è evoluto e adesso l'interfaccia è più gradevole con tutti i partecipanti che vengono visualizzati a turno. Se a qualcuno andasse di firmare la mia mappa, si trova sempre nel solito posto.
Da anni scrivo i miei post su un file che ho chiamato Ugo. Per molto tempoUgo ha abitato in un floppy disk di nome Gino, ma ormai da un paio d'anni s'è trasferito in una simpatica chiavetta usb che invece si chiama Carontina.
Di solito scrivo il post e lo salvo su Ugo e quando lo voglio uploadare su gattasorniona lo copioincollo nell'editor di Splinder, dove lo sistemo alla meno peggio e ci metto i link.
Mi capita spesso di non finire un post, per motivi di tempo, di voglia, di pudore e anche - diciamolo - per cavoli miei. E quando ritorno a scrivere su Ugo spesso non mi va più di riprendere le cose lasciate in sospeso e così ricomincio da capo, lasciando che i frammenti di post abbandonati o scartati si sedimentino gradualmente verso il basso del file, proprio come accade nell'ordine naturale dei 'blogghi'.
Ogni tanto faccio le pulizie e, partendo dal basso, mi metto a eliminare le cose più vecchie che non vedranno mai la luce giallina di questa pagina.
Questo è il classico post di Auguri di Buon Natale dedicato a tutti quelli che bazzicano queste parti più o meno regolarmente, ma anche no.
Sono di buon umore perché oggi è una giornata quasi primaverile e ho passato la mattinata in giro per il centro a fare le cose che mi piacciono di più: pedalare, prendere svariati caffè, chiaccherare del più e il meno, piluccare le bancarelle di libri usati e altre cosette di questo tipo.
Ho fatto anche un po' di foto, così, tanto per "nutrire" l'odiato Flickr:
E ora po' di auguri personalizzati, come si usa fare quest'anno tra blogghi. Prima di tutto auguri a Desimo che ha ricominciato a scrivere sul blog dopo una lunga pausa e spero che continui. Poi auguri alla piccola Antonellina che leggo da anni e mi sento come se fossi una sua "zia anziana". Lo stesso ad Antoniognius: lo leggo da anni anche se nel suo caso non mi sento una affatto una "zia anziana". Poi auguri a Caterina che ha chiuso - cancellato - il suo "Grassa e Bella" e a cui dico anche in bocca al lupo; se conosco i miei polli tra qualche tempo ricomparirà con un nuovo blog, bello da leggere come lo sono stati i precedenti. E Auguri anche ai desaparecidos: Maus ed EdipoRe di cui mi mancano, rispettivamente, le mitiche vignette e i post completamente fuori di testa. Auguri ad altre due blogger che ultimamente latitano: Rachele e Nuez e auguri a Placida Signora che invece è ritornata online con un blog nuovo di zecca, così come tempo fa ha fatto anche Margherita.
Poi auguri ai carissimi Adri e Franco, al quale, mesi fa, ho fregato i sigari ed è stato così signore da non farmi mai pesare il mio furto. Auguri a Kekule a cui penso ogni volta che apro la scatoletta del tonno per buttarla sulla pasta. Auguri a Lia, blogger che adoro e da cui ho imparato un mucchio di cose e auguri anche a Babsi, per gli stessi motivi.
Poi auguri con tutto il cuore a Orlando e a Susi, che sono riuscite in quest'ultimo periodo a realizzare cose importanti e perciò le ammiro abbestia. Auguri ad Anna che in questi gioni pare si sia trasformata in Bree Van De Camp con - lo spero, anzi: ci conto! - tutti i risvolti psicopatici del personaggio e i conseguenti racconti post natalizi. Auguri a Nikita che ci racconta New York, da cui ho preso l'idea per questo post collettivo e non aggiungo altro. Poi auguri a Sifossifoco, alla Profe (e a cui vorrei chiedere la ricetta del risotto alla zucca gialla, se ce l'ha), alla mitica Mavi e all'altro Gatto che ospita i miei deliri para-politici. A proposito di gatti: auguri anche alla saggia Gattarandagia e a Fulvia Leopardi anche se, in effetti, lei non c'entra nulla con i gatti.
Poi auguri a Matteo Pedrosi e spero con tutto il cuore che nel 2007 mi dia la gioia di partecipare a qualche reality, uno qualsiasi non importa: voglio diventare una sua carampana passita. Auguri a Betty Moore che più che un blog gestisce una missione umanitaria e alla Kay che leggo sempre con molto piacere.
Poi auguri ai miei blogger preferiti che si occupano di cibarie trash: Theimpulsivebuy e Gianna (p.s. ho fatto il test che mi dicevi, sono risultata naturalmente "toxic").
Auguri a Kurai e Webgol da cui attingo sempre informazioni preziose e spunti gustosi per aggiornarmi sul web. Auguri a Soloinlinea ed Enza (spero sia il nome giusto) che hanno due blog davvero belli e che consiglio di leggere. Infine tanti auguri a Soupe, Rossana, la Ale (ragazzi, voi un blog no?), Fiodor, Abreast, Diamongdog, Alessio, Lucy, JeffHawk, Fatemelodire, Pannasmontata, Catepol, Dabogirl, Zen, Francesca, Chocoholic, ecc.
Sicuramente mi sarò dimenticata di qualcuno di fondamentale e suscettibile che mi infamerà nei commenti. Mi scuso in anticipo e prometto di aggiornare questo post con gli eventuali esclusi.
Adesso vado un po' di fretta: ho scaricato la puntata numero sette della terza serie di Lost e sto fremendo per guardarla. Credo sia una puntata riassuntiva dei primi sei episodi, come mi spiegò il Bellacci a suo tempo. Spero sia così e non un film porno camuffato come, invece, mi è capitato quella volta che ero convinta di avere per le mani una puntata extra di Desperate Housewives, ma questa è un'altra storia...
Aggiornamento "auguri" del 26/12/2006, in attesa di Beautiful:
Non so come abbia fatto a dimenticarmi di mettere nella lista VotoVacuo, FranFiorini, la Dixie, RockSaloon, Sw4n (certo che ti leggo!) e Disorder79. Ecco.
Stare senza internet è dura: non ci sono né Vanity Fair né Cronaca Vera che possano supplire alla lettura quotidiana dei miei blog preferiti. Per questo motivo il rientro a casa dopo un po' è gradito e in questa fascia oraria, poi, non mi pesa nemmeno troppo.
Perciò rieccomi qua, in attesa di vedere la seconda parte della briaca triste di Taylor che ieri mi ha fatta schiantare dalle risate. Ma non per via della fine della storia d'amore con Ridge. Ci mancherebbe altro. Vent'anni di altalenante anda e rianda tra Taylor, Ridge e Brooke, mi hanno anestetizzato le sinapsi col risultato che, adesso, me ne frega il giusto dei colpi di scena nelle loro vicende sentimentali.
Invece, mi da parecchio gusto l'agonia amorosa della Taylor attuale, irrimediabilmente sfigurata dal ricorso disinvolto ai lifting e con l'imprescindibile labbrone canottato che le fa perdere ogni espressività - ma è cosa nota di quanto l'espressione non serva ad un fico secco per lavorare in Beautiful, ndr - che si dispera bevendo calici di prosecchino e ripensa ai bei tempi andati con Ridge.
Ecco, son proprio quei flashback dell'amore che fu - dove si può riconoscere una Taylor normale, non ancora devastata dall'uso improprio della chirurgia estetica, alternata alla triste attualità di silicone e collagene - che sono spassosissimi e impongono una visione accurata e accorata.
Ma sto divagando... infatti non volevo scrivere di Beautiful, ma di un'altra soap opera: Splinder. Avrei bisogno di un consiglio. È da mesi che su Splinder appare il messaggio dell'immagine e tutto il baraccone funzionicchia a spizzichi e bocconi...
Noto con perplessità che l'atteggiamento dei titolari di Splinder è esattamente lo stesso che assumo tutte le volte che mi si scassa qualcosa in casa. Perciò un po' capisco le loro reticenze...
Il sedicente blog di servizio (soluzioni.splinder.com) oramai è diventato un triste sfogatoio delle magagne degli utenti che cercano di darsi conforto tra loro.
Io ci vado a cadenza regolare a lamentarmi del fatto che Technocrati ha smesso da mesi di aggiornare regolarmente i blog di Splinder e ancora non sono riuscita a capirne il motivo. Nel frattempo ho letto notizie inquietanti di splinderinvendita per cifre miliardarie al gruppo Dada (peraltro suffragate dall'apparizione dei loro banner proprio sulla home page di Splinder). Spero di sbagliarmi, ma ho un brutto presentimento. In effetti i precedenti sono allarmanti: non mi sono dimenticata che in passato Dada ha ucciso Clarence (non metto il link, mi si stringe il cuore quando ci vado).
È così che negli ultimi tempi mi sono trovata sempre più spesso a spippolare tra le varie piattaforme blog, per non farmi cogliere impreparata se (quando) succederà il guaio grosso e ci sarà da abbandonare la baracca Splinder in tutta fretta.
E ho cominciato a valutare i pro e i contro di Wordpress, Blogsome, Mioblog, Myspace, ecc. Accetto volentieri suggerimenti su piattafome alternative e quant'altro. Non mi piace Iobloggo (non mi piace il nome di dominio, ma la piattaforma a quanto ne so è validissima) ed eviterei anche Blogger perché l'ho usato per un bel po' prima di Splinder e non mi va di ritornarci (anche se nel frattempo è diventato "cosa di Google")...
Gabriele è uno studente che mi aveva contattata lo scorso settembre, dopo aver letto - se non sbaglio - questo post dove parlavo di Cronaca Vera. Stava, infatti, scrivendo la sua tesi di laurea proprio su Cronaca Vera ed era in cerca di informazioni. Rispose gentilmente ad alcune domande che non potei fare a meno di porgli sull'argomento per me molto interessante, non c'è bisogno che lo dica... Poi gli mandai il pdf di Andy Warhol era un coatto, opera meravigliosa di Tommaso Labranca che un paio d'anni fa pubblicò suo sito, liberamente scaricabile da tutti (della serie: non solo Wu Ming).
Adesso Gabriele s'è laureato e "brandelli" della sua tesi di laurea: Estetica popolare e giornalismo: indagine sul pubblico e sulla storia di Cronaca Vera, sono pubblicati su Carmilla (con un'intervista a T-La) e sul sito di Giuseppe Genna (con un'intervista a GiuGenna stesso), rispettivamente il saggista e lo scrittore italiani contemporanei (e più o meno coetanei!) che in questo momento amo di più. Bello, vero?
Inoltre Gabriele mi ha mandato una copia della sua tesi che leggerò presto e volentieri. Congratulazioni e grazie mille, è stato un pensiero veramente carino e l'ho apprezzato un sacco.
Poi c'è Lia che è tornata in Egitto e il suo post del ritorno mi ha commossa. Non emozionata, no, proprio commossa. E come ha messo piede in terra egiziana è tornata subito in splendida forma (in senso "blogghistico"), come ai vecchi tempi!
Infine un grazie ad Antonio che ha scritto questo post molto bellino su di me, che mi ha ringalluzzita tutta e ora mi sento anche parecchio interessante.
Ultimamente leggo spesso Vita da Blogger, il blog che raccoglie i racconti sul come, quando, dove e perché si è iniziato a scrivere il proprio blog. E così mi sono messa a pensare alla mia esperienza coi blogghi. Ecco, io non mi ricordo un cavolo. Ma proprio nulla. Mi rendo conto che faccio cacare come memoria storica, ma tant'è.
Prima di questo ne ho avuto un altro, che ho perso nei meandri di Blogger, complice un account di hotmail che è scaduto ormai da diversi anni e che ha reso impossibile recuperare ciò che ormai è morto e sepolto.
Dopo Blogger e prima di approdare su Splinder, ho fatto un tentativo su uno spazio free di Altervista, con la pretesa di farmelo da me il blogghe, con tante pagine colorate: giallino, rosino, verdino, azzurrino, ecc., che mi pareva più bello. Ma poi che palle gli aggiornamenti a mano. Se un giorno mi c'imbatterò per caso, durante le mie consuete operazioni di spulciamento del web, posterò il link. Sempre che sia ancora on-line e che lo riconosca, sennò pace.
Un po' mi vergogno ad ammettere che si esauriscono qui le mie esperienze pre-gattasorniona, che dura nel tempo solo perché è giallo (altre motivazioni non saprei darne, qui su due piedi e col cervello alla puntata di Beautiful che sta per cominciare, ndr).
Allora non mi rimane altro che leggere con interesse le storie altrui su Vita da Blogger, ammirandone la precisione e l'accuratezza filologica e magari ritrovandoci cose che avevo dimenticato.
Tuttavia le storie di blogghi che ho preferito in assoluto sono quelle contenute nel libro della Pizia, che mi è piaciuto un sacco, perché è stato il primo che ho letto e poi perché parla di persone e solo dopo di web, e che a suo tempo ho letto e poi riletto con molto piacere.
Comunque io non faccio testo e per queste cose sono abbastanza cialtrona. Sui blogghi e le loro dinamiche, intendo.
C'è una mia amica che tempo fa mi ha detto di aver aperto un blogghe, e io tutta entusiasta ed interessata mi sono trovata a chiederle: - davvero? ma che ganzata! - per poi realizzare, solo dopo, che ne ho uno anch'io e che è un balocco bellino, ma non è il caso di preoccuparsene più di tanto. Infatti, fuori dalla pausa pranzo, non ci penso quasi mai.