Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

sabato, 15 luglio 2006

Tempus fugit, cazzarola

Devo avere pasta pronta: mi risolverebbe un sacco di problemi.
Di gattasorniona in culinaria alle: 11:09 | plink | commenti (7)

giovedì, 16 febbraio 2006

Super simple: a quick & easy guide

Attraverso questo post di Gianna Ferretti finalmente ho trovato la risposta americana alla Prova del Cuoco della Clerici, ovvero: Everyday Italian della famosa chef-vip Giada De Laurentiis.
In rete, su Youtube, c'è una puntata del suo programma televisivo di cucina chic dove ho imparato una finezza culinaria, tutta italiana, che colpevolmente non conoscevo. Ma andiamo per ordine.
In questa puntata, Giada De Laurentiis parla del ruolo della cioccolata nella cucina italiana. Dopo aver fatto una breve ed istruttiva introduzione, la nostra chef inizia a preparare con la pasta della pizza, dei cazzoni (sic!) ripieni di ricotta e Nutella e un frullato di fragole surgelate (perché sono più convenienti, ndr) per accompagnamento.
Poi, come da tradizione italiana, la chef Giada è raggiunta in trasmissione da sua madre. Però, a differenza di una madre italiana qualunque, questa non solo non sa cucinare ma, cosa ben più grave e dissacratoria, non gliene può fregar di meno. Così le due in un attimo stravolgono una dinamica familiare che qui da noi ha origine nella notte dei tempi e che nessuno osa mettere in discussione.
Allora, la figlia/chef Giada spiega alla madre quel che deve fare per preparare dei cestini al cioccolato bianco. E sua mamma esegue svogliata, ridacchiando e scazzando: le si legge in faccia che preferirebbe essere in una beauty farm qualsiasi piuttosto che stare lì a pastrocchiare in cucina con la figlia.
Poi la signora, quando il discorso cade sulla Nutella, si rianima e riacquista il ruolo di "madre saggia" e, tutta fiera, tira fuori una perla di saggezza: svela un trucco di cucina italiana che ha imparato a Roma dove, spiega alla figlia e al pubblico americano, c'è la pizza bianca con il sale sopra.
E la sua ricetta è semplice e geniale: s'inzuppa la focaccia salata nella Nutella. Fine. La cosa migliore che si possa provare, parole sue. E io le credo.
Intanto la figlia/chef annuisce complice. Un'Anna Moroni, un Beppe Bigazzi o un Mengacci qualsiasi avrebbero come minimo dato in escandescenze nel sentire una cosa del genere...
Finalmente ho trovato un programma di cucina che propone delle ricette alla mia portata e che m'intrigano.
Di gattasorniona in culinaria alle: 13:40 | plink | commenti (20)

giovedì, 26 gennaio 2006

Cucinando s'impara

cucinando s'impara
Giorni fa sono capitata a casa dei miei genitori in un orario diverso da quelli delle mie visite abituali. Verso le sette di sera mia mamma ha interrotto bruscamente la conversazione con la sottoscritta e si è precipitata ad accendere la tele, su RTV38. Dopo un po' è iniziato quello che ho appreso essere il programma cult dei miei genitori (e mi dispiace per chi non vive in Toscana perché credo che non possa vederlo): Cucinando s'impara.
La mamma ha chiamato il babbo:
- vieni, presto: c'è i' coco...
- che coco? - ha chiesto dall'altra stanza il mio babbo, come al solito preso alla sprovvista.
- quello bravo, che ci piace a noi!
Il babbo è arrivato subito, ciabattando allegramente nel corridoio. A quel punto ero incuriosita abbestia e, nel contempo, anche iritata perché ero stata scacata di brutto dalla genitrice. Un conto è quando vanno in trance davanti alla Clerici, capisco che è più forte di loro, ma tanto entusiasmo per un anonimo programma su una tivvù locale mi pareva a dir poco esagerato. Perciò ho detto, tanto per provocare:
-ma che è, la brutta copia della prova del cuoco dell'Antonella Clerici?
-sìe, un dire bischerate. Questo coco l'è dimolto bravo: fa delle ricette bone, 'n pochi minuti...
Poi il cuoco ha mischiato qualcosa in una padella e questo gesto, eseguito con piglio deciso, ha avuto un effetto ipnotico istantaneo nei miei: si sono chetati e non hanno detto più nulla fino alla fine del programma.
Il cuoco in questione si chiama Franco Breschi, è un omone un po' burbero con delle mani grosse e tozze. Lui non spiega le ricette che esegue in tivvù: le borbotta sommessamente. Tocca all'antipatico presentatore/sguattero ripetere tutto ciò che lo chef fa e dice, altrimenti non si capirebbe un cavolo. Ogni tanto il presentatore si rivolge allo sparuto pubblico in sala imponendogli di dire a voce alta il titolo del programma. E tutti ripetono in un coro svogliato e melenso: cucinando s'impara!
In rete ho trovato un archivio delle ricette proposte da Franco Breschi; in effetti sono molto semplici. Se mi viene l'ispirazione giusta ne proverò qualcuna.
Di gattasorniona in televisione, culinaria alle: 13:02 | plink | commenti (16)

venerdì, 16 dicembre 2005

Troiai


Dal bel blog di Gianna Ferretti sono venuta a sapere dell'esistenza delle patatine Pringles disegnate e di quelle colorate (forse natalizie?). Due schifezze che non mancherò di assaggiare non appena se ne presenterà l'occasione. Anche The impulsive buy, altro blog che adoro sui troiai mangerecci, si è soffermato diverse volte sull'argomento Pringles e su alcune varietà qui dai noi sconosciute.
Ma non volevo parlare di Pringles, mi distraggo sempre quando c'è di mezzo la roba da mangiare. Ieri ho appreso che, negli anni Novanta, l'odontotecnico/faccendiere Stefano Ricucci ha dichiarato al fisco molto meno di me. E poi una la notte fa fatica a dormire... Ma vaffanculo.
Di gattasorniona in punti di vista, culinaria alle: 15:05 | plink | commenti (16)

giovedì, 17 novembre 2005

Il pusher delle mozzarelle

Pochi anni fa, in una piazzola di sosta, appena fuori l'uscita dell'Autostrada Firenze-Sud, si poteva trovare una Volvo familiare grigia parcheggiata e col motore sempre acceso. Dentro un tizio napoletano distinto. Nel bagagliaio della macchina c'erano stipati diversi contenitori di polistirolo bianco. E dentro ai contenitori: mozzarelle.
Il tizio era il pusher delle mozzarelle. Una volta mi fermai per caso nella piazzola e mi misi a chiaccherare con lui, incuriosita perché lo vedevo lì tutti i giorni e volevo sapere che cosa ci facesse. Mi raccontò che faceva la spola con non mi ricordo quale località del napoletano, dove si producono le mozzarelle più buone del mondo.
Sosteneva, sornione, che nella scala mondiale delle mozzarelle di qualità le sue si collocavano direttamente al secondo posto, dopo quelle di una certa azienda, sempre della stessa località, che però riforniva direttamente e solo personaggi importanti, come la regina d'Inghilterra. Questo era il suo biglietto da visita: recitava la stessa cosa a tutti i potenziali clienti.
E dopo questo esordio non potevi non rimanere affascinata dal personaggio e ti compravi le sue mozzarelle per assaggiarle. Ed erano veramente buone. Ti faceva pure lo scontrino, con una macchinetta che teneva sul cofano della sua Volvo familiare dal motore perennemente acceso ("per tenere le mozzarelle in temperatura", spiegava cortese).
Io e il mio ex ne avevamo una passione, ma più che altro ci piaceva interagire col tizio.
- Esco, vado a prendere le mozzarelle.
E pareva una variante del classico: "vado a prendere le sigarette". Invece il fidanzato ritornava sempre, con un sacchetto di mozzarelle e qualche aneddoto nuovo che gli aveva raccontato il nostro pusher del raccordo. Da lui ho imparato che: la mozzarella non andrebbe messa in frigo e che sarebbe opportuno immergere il sacchetto nell'acqua tiepida per qualche minuto, prima di aprirla e servirla.
Poco fa, mentre aprivo una mozzarella Coop fredda di frigo, pensavo che sono diversi anni che non vedo più il tizio, lì alla piazzola. Chissà che fine ha fatto. Forse ha cambiato zona.
Di gattasorniona in personaggi, firenze, culinaria alle: 13:56 | plink | commenti (16)

mercoledì, 05 ottobre 2005

Un gradito ritorno

Con tutte le cose brutte che stanno accadendo nel mondo in questo periodo ecco la notizia positiva che tutti aspettavano: la fiorentina (la bistecca alta tre dita e con l'osso) non è più fuori legge. Il divieto è stato, infatti, revocato. Era ora, cavolo.

La fiorentina venne messa al bando il 31 marzo 2001. Data traumatica, soprattutto per chi vive dalle mie parti. In quel periodo mi ricordo di aver partecipato a parecchi "funerali della bistecca": ci si ritrovava, si mangiava solo quella e si brindava col Chianti alla fine del divieto.
Poi la fiorentina venne bandita, fino a data da stabilire, per proteggerci dalla diffusione del morbo della mucca pazza.

Allora, come in qualsiasi periodo di proibizionismo, iniziarono le cene "clandestine", dove il fascino del proibito rendeva la bistecca con l'osso ancora più appetitosa e gli amici-pusher che riuscivano a procurarsela diventarono ambiti e richiestissimi.

Col passare del tempo, anche l'entusiasmo e il gusto della ribellione all'autorità si sono, a poco a poco, sopiti e il bando della fiorentina ha smesso di essere argomento di conversazione.
E poi, personalmente, preferisco di gran lunga la rosticciana...
Di gattasorniona in culinaria alle: 14:31 | plink | commenti (12)

lunedì, 19 settembre 2005

Cose gustose

konopizza
Anche se rimarrò per sempre fedele alla pizza ortodossa, questi Konopizza mi sembrano un'invenzione geniale e li sto cercando disperatamente in supermercati e discount, per assaggiarli...

Inizio la settimana ringraziando Rossana, che vive negli USA, guarda Beautiful, pardon The Bold and the Beautiful, tutti i giorni e mi ha mandato un po' di anticipazioni di quello che succederà nei prossimi mesi. Mi suggerisce, poi, di leggere direttamente nel sito della cbs i riassunti delle puntate, ma preferisco incollare qui sotto le sue anticipazioni che sono senz'altro più essenziali e divertenti. Dunque:
qui è tornata la siliconata Taylor. Dopo vari tira e molla Ridge, indeciso su chi scegliere tra le due, viene sbattuto fuori di casa da Taylor. Brooke, scaricata da Ridge (stronzissima Brooke), dichiara amore folle a Nick (di nuovo) nonstante la notizia che Bridget è incinta di Nick.
Brooke, che è davvero una gran troiona, cacchio, getta l'amo a Nick, che lo coglie alla grande, ma poi lei decide di sedurre un nuovo arrivato, DANTE (molto carino il tipo), un italiano (o almeno quella è la sua parte), più o meno imparentato con la razza Marone.
Dante in principio fa la corte a Taylor (in effetti è lui che la libera da Omar) ed ora flirta un po' con Bridget un po' con Brooke. Insomma si passano e ripassano le donne e gli uomini vicendevolmente.
Stephanie è isolata da tutti dopo che ha finto alla grande un attacco cardiaco che rasentava la morte, solo per convincere Ridge a risposare Taylor, riuscendoci! Ma poi viene sgamata e quindi tutti la allontanano compreso Eric che, incazzato, decide di chiedere a Brooke di sposarlo!!
Che meraviglia. Son cose che fanno bene al cuore. Spero.
Di gattasorniona in beautiful, culinaria alle: 13:28 | plink | commenti (13)

mercoledì, 31 agosto 2005

Quesito nutrizionale

Due Sanbittèr*, due fettine di limone* e mezzo pacchetto di Fonzies*, possono sostituire degnamente un pasto completo?
Di gattasorniona in culinaria alle: 13:40 | plink | commenti (15)

mercoledì, 13 luglio 2005

Greasy goodness


Un commento lasciato da Neo al post di ieri, mi ha fatto ricordare di questo bellissimo blog americano: The Impulsive Buy, dove il geniale autore recensisce e critica tutto quanto gli capiti di comprare, soprattutto roba da mangiare, ovviamente del genere junk food. Su questo blog ho trovato la recensione del panino meno sano che si possa trovare nei fast-food americani, il Burger King Enormous Omelet Sandwich:
No vegetables. Aside from the bun, this is a carb counters delight. Just meat, cheese, bacon and mayo.
In particolare questo panino contiene: due frittate, pancetta fritta, salsiccia, formaggio e l'immancabile maionese. E vai! Non c'è alcunché di vegetale, nemmeno una fogliolina di quella lattughina asfittica che si trova di solito nel cibo dei fast food. Pazzesco, roba da far venire un infarto solo a guardarne la foto, che non riporto qui proprio per questo motivo. L'autore, inoltre, ci informa che c'è un altro panino che ha più calorie di questo: il Monster Thickburger.

Segnalo un paio di recensioni, tra le mie preferite: quella dei coloratissimi Star Wars Cereal e quella dei dei miei biscotti preferiti, gli Oreo, in un orribile variante al burro di arachidi, di cui condivido la saggezza di questo passaggio:
Now I’m an Oreo purist, so I really love regular Oreos and that’s all I usually eat. However, just like ethnic restaurants and sexual positions, I felt trying something different wouldn’t hurt, unless it’s either live snake cuisine or the Standing Oral Yin Yang position.
Poi ho trovato un altro blog americano interessante, Cheap Eats, dedicato ai consigli e alle ricette per mangiare tanto spendendo pochissimo. Bellissimo.
Mi viene la curiosità di sapere che ne penserebbero certi signori!
Di gattasorniona in internet, culinaria alle: 14:40 | plink | commenti (10)

mercoledì, 23 marzo 2005

Il mio "kit di sopravvivenza"

Ieri sera ho avuto bisogno di ricorrere al mio kit di sopravvivenza.

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Premessa
Negli anni Ottanta c'era un gadget che andava di moda e che si vedeva spesso in giro. Una sigaretta e un fiammifero incorniciati in un quadretto da appendere, con una scritta: in caso di emergenza rompere il vetro.
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Ecco, io ho un kit di sopravvivenza analogo nel mio frigorifero. Mi serve per gestirmi le situazioni particolari, quelle che potrebbero sopraffarmi, del tipo: ritorno a casa alle 21,30 dopo aver passato una giornata schifosa persa in discussioni di pseudo-lavoro, improduttive e su cui è inutile soffermarsi. Mi ritrovo a casa mia stanca, infreddolita e anche molto incazzata. Ed è a questo punto che entra in gioco il mio kit di sopravvivenza, che mi rimetterà in sesto e che è composto così:

1) una “baguettina” congelata
2) una lattina della mia bibita analcolica ipocalorica e con edulcoranti preferita: Cola light Esselunga, real American taste (informazioni nutrizionali per 100 ml. prodotto: valore energetico 0,2kcal/1kj, proteine 0,03g, carboidrati 00,2g, grassi 0,00g).
3) Patasnella surgelate, dal 1926 Pizzoli patate 70% di grassi in meno, in forno come fritte senza l'aggiunta di olio (tanto sono pre-fritte e di olio ne hanno già visto abbastanza...)
4) Wurstel piccoli, pollo e tacchino (paiono più sani rispetto a quelli di maiale...), di solito Coop, senza pelle e senza polifosfati aggiunti.
5) Ketchup e senape, di quella molto piccante che fa arrossare gli occhi e starnutire...

Mentre le patate cuociono nel forno, metto un paio wurstel sulla piastra. Apro la mini-baguette, prontamente scongelata nel forno, e ci metto la senape. Poi aggiungo i wurstel e il ketchup. Tolgo le patate dal forno, metto tutto nello stesso piatto e mi godo il momento. Mi passano tutti i giramenti (almeno quelli derivanti dal tran-tran quotidiano)...
Di gattasorniona in culinaria alle: 09:46 | plink | commenti (22)

domenica, 20 febbraio 2005

La domenica che piace a me

Fan trippa
Mi sono svegliata tardi e mi sono alzata da letto ancora più tardi per via di questo tempo uggioso. Quando sono uscita di casa era tardissimo.
Col mio motorino, ho attraversato questa città fredda, grigia, piovosa e semi-deserta a tempo di record per arrivare al pranzo dei miei.
Sono entrata in casa pronta a prendermi una partaccia in stereofonia per il mio ingiustificabile ritardo. Invece ho trovato la casa dei miei deserta. Bello.
Un biglietto sul tavolo della cucina mi ha avvertita che se ne sono andati a vedere la partita della Fiorentina alla Casa del Popolo del paese dove abita mia nonna.
La mamma poi, mi ha scritto che avrei potuto mangiare l'avanzo della cena del giorno prima e che aveva lasciato apposta la pentola sul fornello.
Ho tolto il coperchio e, meraviglia, ho trovato un magnifico tegame di trippa al sugo. Me lo sono gustato in santa pace. Ora caffè. Che bello.
Di gattasorniona in situazioni, culinaria alle: 14:21 | plink | commenti (7)

mercoledì, 01 dicembre 2004

Una ricetta sorniona e l'annosa questione dell'olio bono

Tra i commenti a un post precedente (mi fa fatica ritrovare il link) c'è stato Vita in collina che mi ha proposto uno scambio di ricette. Lui ha lasciato la ricetta della bagna cauda sul suo blog e io, in cambio, avrei dovuto scrivere una buona ricetta toscana. Ecco, lo scrivo senza vergogna, non so cucinare.
Riesco ad improvvisare e inventare abbastanza bene, merito di anni di esperienze abitative frammentarie e incasinate, ma purtroppo no, non so cucinare cose elaborate. E non mi interessa nemmeno farlo: grazie a Dio sono zitella e non devo cucinare per nessuno!
Però, per ricambiare il favore di Vita in collina, descriverò come faccio la polenta immaialita® che piace molto ai miei amici.

Ingredienti della polenta immaialita:
- del sugo qualsiasi , possibilmente avanzato da un'altra cena, per esempio: ragù, funghi, piselli, carciofi, verdure varie e, volendo, anche pesce (ma solo per i palati più estremi)
- un panetto di polenta già pronta,
- un cartone di besciamella, anche questa già pronta

Preparazione:
Tagliare la polenta a fettine e farne un primo strato nella pentola. Poi fare un altro strato di sugo, poi uno di besciamella e poi ancora ripetere l'operazione. Mettere tutto nel forno caldo a 180° per una mezz'oretta, quaranta minuti al massimo e, nel frattempo, aprire una bottiglia di vino rosso per ingannare l'attesa.

Ecco, più di questo non posso fare.

Ok, non sono una buongustaia, lo ammetto. Son piuttosto di bocca buona e mi piace più o meno tutto. Quando mangiavo alla mensa universitaria ero contenta perché il cibo mi pareva ottimo, perciò non faccio testo quando si parla di primizie e ghiottonerie.

Anzi, sono piuttosto refrattaria a certi atteggiamenti da buongustaio... per esempio, sull'annosa questione dell'olio bono. Ora, io non so se sia una cosa che succeda in tutt'Italia, anche se ho il sospetto che sia un delirio tutto toscano...Comunque, con olio bono s'intende l'olio extravergine di oliva, quello di prima frangitura, ovvero: il più buono che più buono non si può. Lo so è una definizione vaga.
E proprio qui iniziano i problemi perché ciascuno ha la sua fonte fornitrice privilegiata e l'olio che ci prende è senz'altro il migliore del mondo e tutti gli altri, diciamolo, sono un po' bischeri a fidarsi di comprare il loro olio d'oliva altrove. Si faranno fregare senz'altro dai produttori di olio senza scrupoli.
Uscire dal lavoro il lunedì sera, con una discussione di un paio d'ore nelle orecchie, sui colleghi che hanno passato il fine-settimana in zona Reggello, Vaiano, Monsummano ecc. ad acquistare costose bottiglie d'olio, è molto dura. Ciascuno, poi, sponsorizza il suo cavallo/produttore d'olio e schernisce tutti gli altri in quanto ingenui gonzelloni...
Durante queste conversazioni vengo regolarmente mobbizzata e schernita. Infatti, nessuno dei colleghi mi prende in considerazione perché io, ovviamente e naturalmente, compro l'olio d'oliva soltanto al supermarket, e prediligo quello in offerta (tanto c'è sempre dell'olio d'oliva in offerta).
Ma, come ho scritto sopra, non sono una buongustaia e non mi so godere i piaceri della vita. Del resto cosa ci si può aspettare da una come me, il cui piatto preferito è, oltre alla pizza, il panino con pomodoro e l'ottima spinacina Aia? Maremma santa...
Di gattasorniona in culinaria alle: 10:42 | plink | commenti (18)

mercoledì, 31 marzo 2004

Il panino perfetto

Per spiegare il senso di scombussolamento che stamani si è impossessato di me devo ritornare a ieri sera.
Nel tardo pomeriggio, prima di tornare a casa, mi sono fermata al supermarket per comprare qualcosa per cena. Ero animata da tutte le buone intenzioni: verdure e/o insalatina. Il trionfo della salute. Poi, passando vicino al banco del pane, la mia mano ha sfiorato una baguettina appena uscita dal forno che pareva dicesse: "mangiami - mangiami". A dire il vero alle sette e mezzo di sera qualsiasi cosa mi sembra dire "mangiami - mangiami"... vabbè.

Comunque ho accettato la provocazione della mini-baguette e a quel punto tutta la spesa è stata basata sulla creazione del "panino perfetto", in grado di valorizzare la fragranza di quel pane...
Ho rimesso a posto il cesto di lattuga che avevo scelto con molta cura e mi sono scatenata. Ho comprato Spinacine, non Aia, com'è mio solito, ma di un'altra marca che garantisce di fare una sana pre-cottura al vapore... Poi ho comprato un pomodoro maturo e un barattolo di verdure grigliate: zucchine, melanzane e peperoni.

A casa, ho messo una spinacina nella padella adatta e, mentre cuoceva, ho lavato, tagliato a fettine il pomodoro e c'ho messo sale, pepe e un pizzico di origano. Poi ho aperto le verdure grigliate e ho preso una fetta di melanzana, una di peperone e una di zucchina. Le ho tagliate a pezzettini e ho comunciato a compormi il panino.
Ho tolto la mollica in eccesso dalla baguette, c'ho messo le fettine di pomodoro, i tocchettini (alternati per genere) delle verdure grigliate e poi la spinacina, tagliata in tre strisce verticali per adattarla meglio alla forma del pane. Una meraviglia. Ho gustato il panino più buono che avessi mai mangiato. E poi mi sono vista Un posto al sole in santa pace.

Però, dopo un'oretta, il panino che mi ero appena mangiato si è inspiegabilmente ricomposto nel mio stomaco. All'inizio ho fatto finta di nulla, passerà, ma poi ho iniziato ad avere un forte mal di stomaco e la nausea.
Per farla breve, ho passato metà nottata in bianco a sorseggiare, piano piano, litri di camomilla. Stamani il mio panino è ancora qui, nel mio stomaco, intero, e non ha nessuna intenzione di andarsene.
Penso che ci conviverò per il resto della mia vita.
Di gattasorniona in rituali, culinaria alle: 10:30 | plink | commenti (6)

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