Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

sabato, 05 aprile 2008

Nostalgie

Ho trascorso buona parte della mattinata a pulire le finestre di casa. Mi sono fatta un culo così, mi si perdoni il francesismo, e alla fine i miei vetri sono più o meno come prima che li lavassi: tutti aloni e sgorature. Poi sono venuta a casa dei miei per il pranzo. Ho fatto caso ai vetri di mia madre: perfetti, come sempre. Ho pure passato il dito sulla cornice della finestra, tanto per coglierla in fallo. Niente. Pulitissimo. È frustrante...
I miei complessi da casalinga monca si sono dissolti in un attimo, grazie al solito Phonk, quando anch'io ho abbracciato il meme del momento e mi sono dedicata a un'attività che non facevo da almeno una ventina d'anni:

compilation sorniona
Adesso: caffè.
Di gattasorniona in musica, anni 80 alle: 15:05 | plink | commenti (7)

giovedì, 11 gennaio 2007

My Prairie Friends

The Half Pints
Forse arrivo dopo i fòchi, ma li ho scoperti soltanto da poco e già li adoro: The Half Pints. Un giorno spero di poterli ammirare dal vivo; nel frattempo mi accontento di vedere i video su MySpace e imparare i testi delle canzoni a memoria...
Di gattasorniona in musica, internet alle: 18:59 | plink | commenti (5)

sabato, 24 giugno 2006

Se Ulan Bator avess lu mer...

Morin Khuur Ensemble + la De Sio

Ho appena fatto una ricca colazione a base di caffèlatte e un tot di Rigoli del Mulino Bianco inzuppati a due a due che mi ha messa dell'umore giusto di spippolare un po' al pc.
Ieri sera sono andata fino al Forte Belvedere per il concerto della Morin Khuur Ensemble, un'orchestra di musicisti mongoli che suonano e cantano in modo incredibile la musica nazionale del loro paese.
Abbiamo lasciato le bici alla rastrelliera davanti al Rifrullo e poi siamo andati su a piedi. Lungo la salita, complice il caldo atroce e il mio sovrappeso, ho avuto delle allucinazioni mistiche tali e quali a quelle di Fantozzi durante la partita scapoli-ammogliati della megaditta, compreso l'avvento in posa plastica dell'Arcangelo Gabriele sul carrellino e la stessa colonna sonora del film.
Quando sono arrivata su in cima, al Forte Belvedere, mi sono stupita di essere ancora viva e di riuscire a sudare così tanto.
Avevano montato il palco con lo sfondo su Firenze: una vista meravigliosa. Tuttavia sono riuscita a rovinarla facendo delle foto orribili, tipo questa di cui un po' mi vergogno anche se rende bene l'idea della situazione.
Poi è cominciato il concerto. Bello, bellissimo, suggestivo. La musica era così affascinante che mi ha trasportata in altri luoghi e in altri tempi. Il canto della Mongolia è particolarissimo, simile alla vibrazione di uno strumento antico, stupendo. Ero completamente rapita da quella musica e da quei musicisti in bianco, al punto che avevo bypassato con disinvoltura l'hic et nunc e stavo volando su altopiani lontani.
La magia e l'evocazione sono finite di botto, quando la Teresa De Sio, vestita come Madonna di vent'anni fa in piena fase Like a Virgin, è zompata sul palco iniziando a cantare in napoletano e leggendo un paio di testi deliranti. La De Sio nell'enfasi della recitazione e senza alcun pudore ha parafrasato il detto: Se Parigi avess lu mer sarebb una piccola Ber, applicandolo, senza alcuna ironia, a Ulan Bator e Napoli. Molti nel pubblico ridevano, mentre i disciplinatissimi musicisti della Mongolia l'accompagnavano suonando e pensando chissà che cosa. Alla fine la deriva trash e massimalista (cfr. T-La) ha prevalso in ambo le parti e il direttore d'orchestra mongolo ha fatto eseguire ai suoi musicisti mongoli, con gli strumenti mongoli un'inopportuna Marcia Radetzky, a cui il pubblico ha contribuito come da tradizione, battendo le mani a tempo e facendo buon viso a cattivo gioco.
Ma tutto sommato il concerto è stato molto bello e ho passato una bella serata.
Oggi, domani e lunedì sarò al seggio per il referendum. Dimenticavo: voterò no, anche se con qualche se, con qualche ma e con un numero non indifferente di boh.
Di gattasorniona in musica alle: 11:20 | plink | commenti (18)

mercoledì, 22 febbraio 2006

Miscellanea: Pandora e Google, ecc.

Allora, per "colpa" di Giancarlo Mola ho una nuova internet-dipendenza: Pandora. Secondo me è un sito fenomenale. Funziona così: si inserisce il titolo di un brano e Pandora ci restituisce una playlist di canzoni simili a quella prescelta, tutte da ascoltare subito. Ho scoperto così musicisti e pezzi che non conoscevo e che ho apprezzato perché selezionati in base al sound di mio gusto. Praticamente è come avere una radio "ad personam", tarata sulle mie preferenze musicali. Bellissimo, ne sono entusiasta.

Poi ho scoperto un paio di funzioni di Google che non conoscevo e che condivido subito con chi passa da queste parti. Allora, se si digita nel boxino di ricerca: "movie: titolo di un film" (senza virgolette) vengono fuori tutte le recensioni on-line sul film scelto. Invece se si scrive: "define: più una parola qualsiasi", Google restituisce il significato di quel vocabolo. Adesso mi è venuta la curiosità di conoscerne altre di queste funzioni di Google. Cercherò in giro.

Infine, un commento lasciatomi dalla Ross due post fa, mi ha fatto venire in mente per par condicio (visto che siamo in tema, ndr) un articolo che avevo letto tempo fa su Internazionale.it, Il culto del sacro pomodoro,  dove la giornalista americana Trisha Thomas racconta il suo impatto con la vita in Italia, tutta chiacchere su politica e cibo italiano e l'innevitabile suocera invadente.  Mentre cercavo l'articolo per rileggerlo, ne ho trovato un altro più recente, questa volta sui politici italiani: Spinelli, transgender, sputi e lifting.  Qui Trisha Thomas invece racconta le sue interviste ad alcuni politici italiani e come ai suoi editor statunitensi, la politica italiana interessi pressoché zero.
Di gattasorniona in musica, internet alle: 13:53 | plink | commenti (16)

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