Il precario equilibrio tra: la dieta, il panino alla porchetta e un sano desiderio di fuga... tutto questo pedalando per la mia città!

sabato, 26 gennaio 2008

totò e i cannoli

totò e i cannoli

Vista l'aria che tira in questi giorni, pensavo che fossero panini alla mortadella, invece sono cannoli siciliani alla ricotta di pecora e riescono a raggiungere risultati che nemmeno la magistratura italiana...
Beh, interessante.

[Ne ho parlato anche in passato di Cuffaro e dei i suoi "modi " mafiosi ]
Di gattasorniona in punti di vista alle: 10:24 | plink | commenti (8)

domenica, 30 dicembre 2007

tre perle e...

Concludo questo 2007 senza tante ciance, ché sono in pieno abbiocco post pranzo, ma segnalando tre post che altrettanti blogger che amo hanno pubblicato in questi giorni di festa e che davvero vale la pena leggere:

 

- Falsi (falsi?) movimenti di Lia (Harmlik)

- dio e il signor everett di Brullo Nulla 

- Il fantasma del Natale e le donne di FikaSikula (Femminismo al Sud)

Tra l'altro proprio su quest'ultimo ho trovato il link al calendario delle casalinghe disperate, probabilmente l'assoluto della tristezza. Mi ha fatto cambiare umore e aumentato fino al livello di guardia la mia solita voglia di emigrare. E pensare che oggi mi ero svegliata allegra e pimpante...

Di gattasorniona in blog, punti di vista alle: 14:59 | plink | commenti (10)

domenica, 21 ottobre 2007

Iscrizione al ROC e fontana di Trevi, considerazioni della domenica mattina

Non si sta mai tranquilli. Specialmente chi ha un blog! Ogni tre per due c'è qualche menata da affrontare. Adesso è il turno della proposta i legge di Ricardo Franco Levi che prevede che qualsiasi tenutario di blog debba segnalarlo al registro dell’Autorità delle Comunicazioni (ROC), in quanto prodotto editoriale. Quando ho letto la notizia ho pensato papale papale: che cazzata. Poi c'ho riflettuto meglio e mi sono ricordata di una certa puntata di Report, intitolata Il finanziamento quotidiano, in cui si parlava dei finanziamenti pubblici alle testate giornalistiche più disparate (*).
Da lì sono arrivata allo Speciale Contributi all'Editoria sul sito del Governo italiano.
Ecco, per farla breve: scorrendo i nomi, per la maggior parte sconosciuti, delle testate giornalistiche a cui vengono elargiti contributi statali mi sono resa conto che Gattasorniona e la quasi totalità dei blog che conosco possono reggere il confronto perfettamente e fare la loro porca figura.
Perciò, per quanto mi riguarda mi iscriverò al ROC volentieri se e solo se avrò la garanzia di un finanziamento pubblico per il mio blog e per tutti i blog che si iscriveranno. Non sono avida: mi bastano un paio di millini di euro all'anno...
Cavolo, leggo adesso che c'è un contrordine. Proprio ora che cominciavo a fare la bocca a quel finanziamento. Beh, pazienza.

Ma non volevo parlare di questo, mi è scappata la mano sulla tastiera. Volevo dire che a me la Fontana di Trevi colorata di Rosso è garbata un monte, sia per la spettacolarità del gesto sia perché mi ha fatto ricordare un momento di alta letteratura.
L'autore del gesto vandalico, infatti, ha usato una secchiata di anilina. Forse non tutti si ricordano che è lo stesso colorante che i componenti della società segreta Uno per tutti, tutti per uno, usarono per smascherare l'orrido procedimento di preparazione della minestra di magro alla casalinga, piatto forte del collegio dove era stato rinchiuso Gian Burrasca (*). Tale minestra veniva preparata scaldando l'acqua sudicia della risciacquatura settimanale dei piatti di tutto il refettorio del collegio. Il rosso dell'anilina servì a smascherare lo scandalo e la minestra venne sostituita dalla celebre pappa col pomodoro, da qui la canzone cantata da Rita Pavone:
Di gattasorniona in blog, punti di vista alle: 12:31 | plink | commenti (3)

martedì, 11 settembre 2007

Momento stocastico

Mi godo questa serata calda di fine estate con la finestra aperta e con un ottimo zampirone "gusto classico" acceso tra i piedi. Stranamente da fuori arrivano pochi rumori, solo qualche macchina che passa ogni tanto e poche voci in lontananza. Mi sa che tutta la città si trova al concerto di Vasco allo stadio. Tutto il casino dev'essere lì, non c'è altra spiegazione... Almeno così pare.
Oggi ho lavorato tutto il giorno e ho finito da poco. Tuttavia all'ora di pranzo sono riuscita a passare davanti a una tele accesa e a carpire un paio di battute dal mio amato Beautiful. Sono rimasta scioccata. Ho capito male o davvero la mamma di Stephanie è ancora viva? Stephanie avrà tremila anni, ma com'è possibile? Stiamo scherzando? Susi, se passi di qui, tu ne sai qualcosa?

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Oggi è anche l'11 settembre. Ne approfitterò per linkare la teoria del complotto sull'attentato alle Twin towers che preferisco: quella di Roberto Quaglia su Delos.
Di gattasorniona in punti di vista alle: 22:15 | plink | commenti (13)

giovedì, 23 agosto 2007

...ma son soltanto degli stitici gelosi...

Negli ultimi giorni scoperto - all'inizio con un po' di sconcerto e poi con tanta goduria - che se una se ne va da sola in giro per il mondo a fare quello che le pare durante le meritate ferie, al suo ritorno sarà oggetto di tutta una serie di reazioni di malcelata invidia che faranno scadere ulteriormente il già desolante parco conoscenze.

Così pare che per me sia tutto facile: detto fatto, ovvìa! Invece gli altri sono ostacolati da difficoltà e problemi insormontabili che io non mi posso nemmeno immaginare, altrimenti avrebbero già compiuto chissà quali grandiose imprese...

Beh, in verità vi dico che non vi credo, neanche un po'.
Di gattasorniona in punti di vista alle: 18:53 | plink | commenti (12)

lunedì, 26 marzo 2007

Veltrondipity

Come direbbero a Roma: sto a rosicà.
Solo una mesta riflessione mentre divoro questo delizioso panino al prosciutto cotto davanti al monitor dell'ufficio in una pausa pranzo solitaria e purtroppo lontana dal mio amato Beautiful.
Pensavo a Veltroni, sì a Walter. Ma come cazzo fa? Io con un lavoro normalissimo di otto ore quotidiane faccio fatica a tenere in piedi questo misero blog. Lui con tutte le responsabilità e gli impegni d'altissimo livello che si ritrova non solo è un arguto critico cinematografico e uno storico della televisione, ma anche un fine romaziere e, dulcis in fundo, adesso anche un innovativo sceneggiatore.
Sono davvero impressionata.
Di gattasorniona in pensieri, punti di vista alle: 14:07 | plink | commenti (15)

lunedì, 12 marzo 2007

La tele prima di andare a letto non concilia il sonno...

Ieri sera, prima di andare a letto, ho acceso un po' la tele e su Rai Tre c'era W L'Italia, Pane e politica. Il bravissimo Riccardo Iacona stava intervistando il Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, sul bordo della sua piscina hollywoodiana circondata da un giardino straordinariamente rigoglioso.
Iacona incalzava Loiero per aver piazzato un suo uomo di fiducia, ma sprovvisto delle qualifiche necessarie al ruolo, a gestire una potenziale area di sviluppo industriale in Calabria che sarà catalizzatrice di finanziamenti statali e di investimenti futuri.
Loiero, messo alle strette con garbo sornione dalle domande di Iacona, cercava di sminuire e soprassedere, facendo il simpatico, ovviamente senza riuscirci.
Poi ad una domanda più incalzante, Loiero riprende il giornalista dicendo: «eh, non mi faccia domande pedagogiche». A Iacona scappa da ridere, ma il Pres. della Calabria non si accorge di nulla e continua a sostenere le sue ragioni. Anche a me lì per lì mi è venuto da ridere e ho spento la tele. Poi, ripensandoci mi è venuta una gran tristezza addosso e ho pensato che personaggi così toccano davvero il fondo.
Ma mi sbagliavo: in giro c'è di peggio. Stamani, da Antonio ho letto esterrefatta dell'ultima trovata parasecessionista di Totò Cuffaro, Pres. della Reg. Sicilia. Roba da far venire la nausea... Antonio cita questo articolo (pdf) di M.Gramellini su La stampa. P.s. a me Cuffaro non piace per nulla, in passato ne ho già parlato [male] qui.
Di gattasorniona in punti di vista, televisione alle: 14:03 | plink | commenti (8)

sabato, 03 marzo 2007

Pausa pranzo

Io sono una persona piuttosto pacata (almeno negli ultimi anni) ma ci sono delle "notizie" che mi tappano la vena e mi devo frenare per non dare in escandescenze. Tipo quella di ieri che ha fatto il giro dei telegiornali ed è finita sulle pagine dei quotidiani, che mi fa incazzare di brutto e che non linko per pudore.
Mi riferisco alla mamma-di-Ilary-Blasi-suocera-di-Totti-laif-is-nao che è diventata viglilessa a Roma. Possibile che le troupe televisive di tutti i canali dello scibile dell'etere si siano messe in moto per catapultarsi sul luogo e documentare questa stronzata? Ecco, io non me ne capacito. Opperché porca miseria?
E i giornalisti - magari precari e sottopagati - a chiedere alla signora: «e ora chi ci pensa al nipotino?»
Chi ci pensa al nipotino?! Il figlio di Ilary e Totti avrà a sua disposizione babysitter e governanti a iosa e di sicuro risorse economiche che la maggior parte delle famiglie con figlioli nemmeno si sogna. Ma per favore. E la signora interpellata, invece di far notare quanto sia da fave porre una domanda del genere proprio a lei, risponde che finalmente avrà il tempo di pensare a sé stessa, ché alla creatura ci pensa Ilay, bla bla bla... Una palese presa per il culo della maggior parte delle famiglie dove devono lavorare tutti, tutto il giorno, dove ci sono pochi soldi e zero tempo. Ma per favore.

Ecco, ho divagato, invece volevo scrivere di un altro argomento, decisamente positivo, che mi sta senz'altro più a cuore. A questo punto lo farò domani perché adesso ho da fare una cosa importante: scandagliare YouTube. Infatti, ieri sera a Sanremo c'era come ospite Elisa e io colpevolemente ero a cena fuori e me la sono persa. In effetti anche se fossi stata a casa non avrei certo guardato Sanremo - ci mancherebbe! - perché faccio parte di quella categoria di persone che Sanremo lo snobbano a priori, per poi pentirmene quando ci transitano personaggi come Elisa che invece mi piace molto. Meno male che c'è YouTube, sempre che qualcuno abbia registrato e messo online il pezzo, ma sono fiduciosa... mo guardo.
Di gattasorniona in punti di vista alle: 12:52 | plink | commenti (6)

domenica, 25 febbraio 2007

Domenica mattina: due passi e un caffè

Camminare solitaria per le vie del centro di Firenze, respirando l'atmosfera invernale, grigia, fredda e piovigginosa, con l'adagio di Albinoni negli auricolari e crogiolandosi nell'immancabile spleen domenicale, è senza dubbio un esperienza Sublime.
Peccato che basti solo un caffè al bar e un paio di sms cazzoni per riportare tutto nelle debite proporzioni...
Di gattasorniona in punti di vista, cazzeggio, rituali alle: 13:59 | plink | commenti (12)

sabato, 24 febbraio 2007

Basta minestre riscaldate...

Col passare del tempo, alcune amicizie si evolvono, spesso prendendo direzioni inaspettate e riescono così a durare e rigenerarsi. Molte altre, invece, muoiono di morte naturale: entropia, incapacità di adattamento, trasferimenti, ecc., le ragioni possono essere molteplici e tutte valide.
Perciò rimango sempre perplessa quando mi capita di rivedere i vecchi amici, quelli con cui l'amicizia si è, per così dire, interrotta. Niente litigi né traumi, ma un semplice allontanamento fisiologico e per certi versi salutare. Mi capita sempre più spesso, forse è colpa dell'età.
Con la mia migliore amica ho condiviso tanti anni della mia vita. Si parlava continuamente, per ore, fumando di nascosto come due tossiche all'ultimo stadio. Si condivideva tutto: sogni, speranze, progetti e soprattutto i giramenti di coglioni che così ci parevano meno gravi. Fino ai trent'anni e anche oltre, non prendevo una decisione senza sentire che ne pensasse. E viceversa.
Oggi non ci vediamo quasi più, ci sentiamo due, massimo tre volte all'anno e dopo un minuto, non sappiamo più che dirci. E siamo quasi imbarazzate dai silenzi che si creano durante quelle brevi telefonate. Mi pare così strano, non riesco a farci l'abitudine.
Quando finisce la telefonata, con un certo sollievo, ritorno alla mia quotidianità e scopro che ho più cose da dire e da condividere con qualcuno che conosco da pochissimo tempo e che sa pochissimo di me, piuttosto che con questa persona con cui ho trascorso una bella fetta della mia vita.
Mi da come un senso di vertigine rendermi conto che quella persona, un tempo così presente, adesso è solo un'ombra sbiadita che, insieme ad altre ex amicizie importanti, si colloca alla periferia della mia cerchia di conoscenze e le persone a me più vicine e importanti sono altre.
E sia chiaro: sto parlando solo di alcune amicizie. Con gli ex amori, per esempio, subentrano altre cose: gelosie, vecchi astii e cose rimaste in sospeso e pare più normale (spesso più salutare!) non trovare punti di contatto e andare oltre tagliando i ponti.
Con le amicizie, invece, mi sembra più difficile superare il distacco. Inutile cercare di forzare le cose e ostinarsi a mantenere o a ricostruire le vecchie dinamiche. Non funziona così. Se un'amicizia deve rinascere e tornare bella lo farà su altre basi che non siano la nostalgia di ritrovare il passato.
Può succedere, succede. Mi fa un effetto strano constatare che con una persona con cui si sono condivisi tanti anni della vita, non ci sia rimasto più nulla, se non i ricordi, di cui palare. Da la misura e la percezione del passare del tempo, dello scorrere della vita e dei cambiamenti che ci accadono continuamente e inesorabilmente. E meno male che le cose cambiano. Sennò che palle!
Perciò non capisco perché continuo a ricevere sms assillanti, per farmi partecipare a una cena/rimpatriata con della gente che non vedo da anni, di cui non mi frega nulla e con cui non ho più nulla da spartire. Che sia giunta l'ora di cambiare il numero di cellulare?
Di gattasorniona in amici, punti di vista alle: 12:43 | plink | commenti (14)

venerdì, 09 febbraio 2007

Senza far nomi, riflessioni del dopolavoro

Succede che una aspetti per anni di trovare il lavoro che desidera e, soprattutto, nell'ambiente e alle condizioni che merita. Succede che dopo mille tentativi, delusioni, vicissitudini e problemi, una si adatti a fare qualcos'altro che non le piace, che non c'entra nulla con quello che ha studiato e ancora meno con quello che sa fare. Succede a molti, fa parte della vita e non c'è nulla di cui stupirsi.
Succede che una si convinca che la sua vita professionale è un po' di cacca però, in confronto alla disoccupazione che c'è in giro e che ha sperimentato per diverso tempo, è inutile lamentarsi ma andare avanti, ché siamo più o meno tutti sulla stessa barca e se son rose fioriranno, trallallero trallallà...
Succede che una vada davvero avanti: prenda un nuovo ritmo di vita, nuovi orari, nuovi compiti, nuove menate, ecc. e che si adatti alla meno peggio ad una vita professionale che non ha scelto, che non le piace ma che poteva essere molto peggio. Si chiama fare buon viso a cattivo gioco e, prima o poi, tocca a tutti.
Succede che all'improvviso il lavoro ad hoc, esattamente quello che la tipa in questione sa, desidera e vuole fare, si presenti come l'amore quello vero: quando meno ci s'aspetta e manco a dirlo nel momento meno opportuno.
Sì, proprio senza cercare nulla, senza scomodare nessuno, senza inviare una riga di curriculum. Bello, lusinghiero, gratificante, appagante, meritato e... pericolosissimo. Succede, infatti, che prima di lasciare il primo lavoro una, dopo così tanto tempo di disoccupazione, precariato e lavoretti frù frù, si faccia degli scrupoli e cerchi di portare avanti la doppia attività in attesa di chiarirsi perbene le idee, perché è sufficientemente scafata e cinica per capire che non è tutt'oro quel che luccica e che le cose ci mettono un attimo a cambiare e convertirsi in delusioni e nulla di fatto.
Succede che, dopo mesi e mesi di un doppio lavoro estenuante e totalizzante, una sia ancora con i piedi in due staffe su cui, nel frattempo, ha imparato a stare ben salda e disinvolta.
Succede che una non abbia nemmeno il tempo di andare dal dentista, perché è troppo impegnata a destreggiarsi tra le due attività. Succede che una si senta pure in colpa quando pensa a tutta la disoccupazione che c'è in giro.
Succede che una cominci a stancarsi di questo gioco-forza che le ruba energie che sarebbe molto meglio che impiegasse per altri scopi, uno tra tutti: ricostruirsi una vita sociale ché quella attuale è piuttosto disastrata e stantia.
Succede che una, lavoro o non lavoro, abbia voglia di mandare tutti affanculo e scappare il più lontano possibile. Un sano desiderio di fuga...
Di gattasorniona in punti di vista, situazioni alle: 18:58 | plink | commenti (9)

martedì, 30 gennaio 2007

Sogni rivelatori

Stanotte ho sognato che un amico imprecisato mi regalava: la sua enorme collezione di vhs, tutti etichettati perbene e registrati senza le pubblicità, poi una grande televisione Radiomarelli, vecchio modello con i colori sbiaditi e col fascino d'altri tempi e infine un mobile da salotto, bello massiccio, in stile "Anni Ottanta" per tenerci tutto quanto. Poi mi spegava che col dvd e il dvx, gli schermi piatti e gli arredamenti Ikea non ne voleva più sapere nulla del vecchiume e mi cedeva tutto volentieri.
E io ero contentissima del regalo e pensavo che con quel bendidio di film in videocassetta avrei sfangato alla grande un mucchio di serate invernali divané©.
Stamani appena sveglia, ho pensato di dover fare urgentemente qualcosa di drastico per rimpolpare la mia vita sociale. Comincio stasera con un cinemino estemporaneo, ma sono consapevole di avere ancora  molto lavoro da compiere...
Di gattasorniona in punti di vista alle: 19:07 | plink | commenti (21)

mercoledì, 24 gennaio 2007

I gineprai di Haramlik

Una non si può allontanare un attimo dal magnifico mondo dei blogghi che subito succede di tutto. Poco fa sono passata dal blog di Lia e son rimasta prima affascinata e poi basita dal ginepraio in cui suo malgrado è stata invischiata da Magdi Allam. Una cosa da non credere e che mi spaventa anche un po', per la leggerezza che ha dimostrato il giornalista in questione rivelando, in un articolo becero e senza alcuna autorizzazione, i fatti privati di Lia e della sua famiglia. Una versione condensata di tutta la vicenda e i link principali si trovano qui, sul Barbiere della Sera.
Mi ha dato parecchio fastidio leggere sul sito di un quotidiano come il Corriere della Sera, che in teoria dovrebbe avere un certo prestigio e tenere a mantenerlo, i fatti e i dati personali di una blogger che leggo da anni e a cui sono anche affezionata. Porca miseria.
È successo altre volte che i dati personali di Lia venissero diffusi in rete, in seguito a discussioni tra lei e interlocutori evidentemente non in grado di sostenere con argomenti il loro punto di vista e pronti a ricorrere a questi mezzucci - illegali - pur di ottenere un proprio tornaconto. Su due piedi, mi vengono in mente altre due vicende di gente che in passato ha intortato Lia in questo modo squallidino. Ma finché lo fanno degli sfigatoni finto-sinistroidi con le idee confuse o una povera psicopatica, vabbè, ma qui si tratta di un giornalista di una testata nazionale che dovrebbe tenere alla propria credibilità e non sputtanarsi in questo modo meschino, dai. E poi c'è una legge sulla privacy, porca miseria. La mia solidarietà (un po' tardiva, lo so) a Lia.
Di gattasorniona in punti di vista alle: 19:25 | plink | commenti (6)

domenica, 21 gennaio 2007

Beautiful, Grande Fratello e pornoscetticismo



Sono stata assente dal blog per una settimana, tonda tonda. Quasi un record dopo tanti anni di fedele e più o meno regolare spippolamento fuffato. Per me si è ufficialmente conclusa l'era del blog della pausa pranzo e adesso gattasorniona deve per forza trovarsi un equilibrio nuovo e diventare il blog dell'aperitivo o del fine-settimana. Adattarsi ai nuovi orari o scomparire, non c'è altra soluzione.
Ed è molto dura cambiare le vecchie e radicate abitudini. Devo confessare che la cosa che mi scombussola maggiormente è il non poter più vedere Beautiful. Un trauma che cerco di sublimare, alla meno peggio, guardandone brevi spezzoni nelle lingue più strane, pescati senza alcun criterio da YouTube.
E ho apprezzato tantissimo Lupina e NonSoCosa che nei commenti al post precedente mi hanno avvertita della scomparsa di Darlene Conley aka Sally Spectra. Una grossa perdita, mi dispiace. Adesso il mio personaggio preferito diventa Brooke, senza se e senza ma. Ecco.
Insomma, è stata una settimana in cui ho letto poco i blog e ho visto anche poca tele perché ho approfittato delle meravigliose temperature primaverili che ci sta regalando lo sconvolgimento climatico in atto e sono uscita quasi tutte le sere. Mi sono pure persa l'ennesimo esordio del Grande Fratello; ma è meglio così, tanto ci sono la cronaca di Lupina e la videocronaca di Zoro. Imprescindibili.
Così oggi ho cercato di rimettermi un po' in pari leggiucchiando i miei blog preferiti e sbirciando la "discussione pornoscettica", a cui mi aveva gentilmente chiesto di partecipare FikaSicula giorni fa (sempre nei commenti al post precedente, ndr).
Sul blog di Grazia ho letto la posizione pornoscettica di Ulisse Sifossifoco e poi il suo post dove parla delle donne vessate dagli uomini e dalla società sessista VS le superdonne 2.0 "che non devono chiedere mai", categoria, questa, che pare sia tanto facile incontrare su Internet e in cui non mi riconosco affatto, perché faccio fieramente parte della categoria delle zitelle bruttine, stagionate e apparentemente asessuate, che non viene mai presa in considerazione in questo tipo di discussioni (siamo socialmente destabilizzanti e pericolose, ne sono consapevole!).
Comunque anch'io sono piuttosto pornoscettica e considero - forse superficialmente, ndr -la pornografia una "roba da maschi" e piuttosto noiosa. Ma a pensarci bene considero anche il calcio nello stesso modo. Parallelismo interessante, di cui mi rendo conto solo adesso e su cui prima o poi dovrò riflettere. Vabbè.
Ma questa è soltanto la mia opinione personale. Conosco donne che apprezzano questo genere d'intrattenimento e non le vedo affatto succubi dei loro compagni. Tutt'altro. Mi fanno senz'altro più impressione le mie amiche (e purtroppo ne ho diverse) impelagate in matrimoni e rapporti dove non si tromba - o bianchi che dir si voglia - senza senso, che trascinano per anni con gran pena anche di chi gli sta intorno. Ma tronco qui il discorso, perché sto divagando e invece urge che vada a farmi un caffè.
Per esperienza ho imparato (e mi pare di averlo già scritto anche in passato), che tutti i rapporti umani, e specialmente quelli di coppia, sono caratterizzati da un livello di osmosi altissimo e incontrollabile. A me è sempre successo così. E questo discorso vale anche nella sfera erotica. Il discorso è un po' fumoso, me ne rendo conto, ma altre cose più intime non le racconto ché non è nelle mie corde farlo. Mi sfango dall'impasse citando un pezzo dal bel post di FikaSicula:
«In ogni caso la mia cultura mi dice anche che l'immaginario erotico è una cosa talmente soggettiva, vasta e per niente codificabile che dargli confini significa inserirlo di volta in volta nella lavatrice del "questo non si può" "questo invece si può". Tutta roba buona per rintracciare i "cattivi" o le "cattive" che offendono il partito, il pensiero filosofico-politico del momento, i preti, le madonne e la morale cattolica di questo bigotto e per nulla laico paese.»
Di gattasorniona in punti di vista, beautiful alle: 15:40 | plink | commenti (14)

domenica, 31 dicembre 2006

Post di fine anno

Corno Rosso, potente amuleto antisfiga! Questo è l'ultimo post del 2006 che avrei voluto dovuto scrivere col computer nuovo di zecca che mi sono regalata per Natale. Invece il cervellone nuovo è qui accanto a me, rigorosamente spento.
Sto scrivendo, infatti, dal vecchio scassone, che stento ad abbandonare perché mi piange il cuore. Ci si può affezionare ad un catamarano, residuato della preistoria della New Economy, che quando è acceso pare un phon?
Io sì, mi ci sono affezionata parecchio, specialmente al suono della tastiera e poi mi da pensiero trasferire tutti i miei file sul nuovo ordigno. Perché io ho questo rapporto morbosetto con tutte le mie cose, in particolare con quelle che uso spesso, come la bici, il motorino, il computer, lo stereo, la tele, ecc. ecc. E quando è ora di cambiarle mi maschero da finta ecologista e mi rifiuto di sbarazzarmi dei rottami a cui mi sono affezionata e che oramai ho imparato ad usare senza alcuno sforzo di meningi. Ecco, volevo scrivere solo  du' righe di auguri e son partita per la "tangente rottame"...

Stasera sarò a cena a casa di amici, una cosa molto intima e molto alcolica. Stamani sono andata all'Esselunga a prendere un po' di bottiglie di un certo vino che vendono lì e che mi piace molto e con cui volevo finir l'anno. C'è un'ottima scelta di vini all'Esselunga di Via di Novoli. Ho comprato anche un bigoncio di olive in offerta, perché son buone e non si può finire l'anno senza le olive (tradizione che ho inventato questa mattina).

Non faccio né bilanci dell'anno passato, né propositi per l'anno a venire. Mi basta rileggere il post che scrissi l'anno scorso e mi rendo conto - anche se lo sapevo già - che quest'anno è andata decisamente meglio rispetto al passato e sono abbastanza soddisfatta. Ho risolto un po' di cose materiali che mi avevano angosciato la vita negli ultimi tre-quattro anni e solo questo mi pare un grosso passo avanti. Gli obiettivi che vorrei raggiungere il prossimo anno per adesso me li tengo per me, tanto avrò occasione di riparlarne.

Auguro a chiunque legga queste righe, un 2007 sereno, divertente e appagante. Sono auguri brevi, lo so, ma mi sono già "allargata" abbastanza negli auguri di Natale e adesso non vorrei essere recidiva.
Di gattasorniona in punti di vista alle: 17:15 | plink | commenti (21)

venerdì, 15 dicembre 2006

Blog-sfogatoio

"Su questo pianeta ci sono miliardi di persone e comincio ad avercele un po' piene di vedere sempre i soliti venti o trenta stronzi"
[Irvine Welsh, pp 258-9*]


Ho bisogno di un set di amici nuovi. Ricambio, urge il ricambio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Sono stata appena bidonata, senza spiegazioni e con un ma-le-du-ca-tis-si-mo sms, un'ora prima dell'appuntamento di stasera per: aperitivo, chiacchere e cinemino. Ma si può?
La cogliona che mi ha dato buca sapeva che avevo spostato un po' di cose per conciliare i nostri impegni. O più esattamente: per andare incontro ai suoi orari. Ecco.
Mi piace avere il blog per questi microsfoghi estemporanei, dovrei approfittarne più spesso.
Ora devo scappare: ho una serata da zitella solitaria - e a questo punto pure acida, ndr - da organizzare in extremis e non mi ricordo dove ho messo il plaid di pile...
Di gattasorniona in punti di vista alle: 17:56 | plink | commenti (14)

sabato, 25 novembre 2006

Malvestiti: la testata di Zidane a Materazzi diventa una linea d'abbigliamento


Secondo me su quell'episodio sarebbe stato meglio stendere un velo pietoso da subito. Sui giornali ho letto di tutto: atto gravissimo, gesto inqualificabile, offesa allo sport... Boh, io ho visto solo un miliardario griffato calvo dare una testata a un miliardario tatuato e altrettanto griffato. Tutto qua. Punto e basta. Perché, diciamolo, tutta la faccenda era ben poca cosa e anche un po' triste. Invece se n'è parlato - e se ne continua a parlare - più che della vittoria dell'Italia ai mondiali e un episodio così gramo si è ipertrofizzato e epopeizzato (neologismo del dopopranzo ad hoc, tiè) oltre ogni limite e previsione.
Quando è apparsa l'odiosa canzoncina/suoneria per cellulari ispirata alla craniata ho storto il naso, ma ho pensato: vabbè. Poi, Materazzi stesso ha fatto pubblicare l'immancabile libro sulla faccenda. Sì, anime pure e belle, c'è in giro un libro su questa cosa. E anche qui mi sono intristita ma non stupita (in fondo di e su Totti sono stati pubblicati la bellezza di sette - sì, proprio 7 - libri, ndr).
«Desolante» è stato il laconico commento di Zidane intervistato per l'occasione e, anche se è una fava, in questo caso sono stata d'accordo con lui. Si potrà obiettare che il ricavato dell'acquisto del libro viene devoluto in beneficienza. Vabbè, e allora? Meglio dare direttamente dieci euro all'ente o all'associazione che si preferisce e ci si fa anche una figura migliore. Dai.
Poco fa ho scoperto che la cosa è ben lontana dall'essere finita: a breve, infatti, uscirà pure la linea d'abbigliamento ispirata alla craniata. E mi è quasi andato di traverso il caffè. E che cavolo.
Tuttavia ho trovato "interessanti e pure istruttive" le parole con cui l'imprenditore, Alessandro Ferrari, ideatore del marchio in questione e che si chiamerà Xqua - ovvero "pourquoi" nel gergo degli sms, ndr - presenta il suo progetto: «L'idea mi è venuta sull'onda emotiva della vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio. Dopo la testata di Zidane a Materazzi ho pensato di utilizzare quel fatto spiacevole per un'iniziativa indirizzata ai giovani, per dare messaggi sociali positivi offrendo nel contempo un prodotto di elevata qualità e di grande tendenza. Il nome del marchio nasce dall'esclamazione reiterata dal telecronista francese. Xqua si pronuncia come il francese pourquoi. E perchè è l'interrogativo che ci si pone dinanzi a un qualsiasi atto di violenza».
Non ho parole. Prendo solo atto che Betty Moore ha ancora tanto, tantissimo "duro e sporco lavoro" da compiere...
Di gattasorniona in punti di vista alle: 16:30 | plink | commenti (26)

venerdì, 24 novembre 2006

Ehi, tra un po' è Natale...

«Voi icché vu fate l'ultimo dell'anno?» Ha esordito così la collega modaiola, stamani mattina, mentre con la consueta nonchalance scodellava sul tavolo i suoi quattro cellulari ultimo modello. «Boh», ho risposto con un filo di voce sentendomi mancare le forze. «...io e i' mi omo s'è prenotato...» ha continuato quella bischera e poi, grazieaddio, uno dei suoi telefonini ha squillato e, con l'auricolare bluetooth fuso all'orecchio, è andata a chiudersi nel cesso dove ha litigato a voce alta - non si sa con chi - per i successivi dieci minuti.
Ecco, io mi son depressa all'istante e mi è pure venuto un accenno di emicrania (che continuo ad avere ancora adesso, ndr). Ho deciso di uscire a prendere il caffè al bar, bypassando per una volta la macchinetta dell'ufficio. E mentre scendevo le scale mi sono venute alla mente le immagini del Natale, del pranzo familiare, del cenone, delle riunioni con i parenti, dei quintali di zampone e lenticchie, delle bicchierate di Diger Selz, dell'apertura dei panettoni, della deplasticatura dei torroni e dei panforte. Non credo che ce la farò a superare tutto questo. Aiuto.
Di gattasorniona in punti di vista, natale, rituali alle: 14:40 | plink | commenti (26)

lunedì, 30 ottobre 2006

La “Smalt”


«Credo di averla vista soltanto una volta. Proprio ad Afragola mentre stava entrando in un supermarket. Le sue guardiaspalle erano due ragazze. La scortavano seguendola con una Smart, la piccola auto biposto che ogni donna di camorra possiede. Dallo spessore delle porte però quella Smart sembrava blindata.»
[R. Saviano, parlando della boss camorrista Immacolata Capone, Gomorra, p. 161]



Non ho ancora capito se la Smart mi piace o no. In effetti non è un grosso problema e posso continuare a vivere benissimo anche senza avere un opinione in merito.
Mia madre la chiama Smalt, sì, proprio con la elle, perché è convinta che i progettisti nel realizzarla si siano ispirati allo smalto per unghie. Mistero sull'origine di questa sua convinzione che nessuno ha mai avuto il coraggio di smentire e lei, infatti, continua tranquilla e beata a chiamare Smalt ogni macchina bicolore su cui le capiti di posare lo sguardo.
Invece, il mio bolscevismo congenito mi ha fatto sempre guardare la vettura in questione con sospetto. Al contempo, la mia senilità congenita mi ha sempre regalato degli attacchi di panico ogni volta che mi capitava di metterci il culo sopra, anche per brevi tragitti.
Fino all'altra sera. Ecco, ho un'amica molto più giovane di me, più dinamica di me e più magra di me che da poco ha acquistato proprio una Smart che fa pendant con tutti i suoi accessori, come ho notato subito e lei è stata d'accordo con la mia osservazione.
Qualche sera fa, ridendo e scherzando a bordo di quel cubo con le ruote, siamo arrivate fino in Versilia, per poi tornare indietro dopo aver fatto due passi sulla passeggiata e sul molo di Viareggio.
E l'ho pure guidata, la sua Smart, beh, devo dire che mi sono ricreduta: non è malaccio.
Di gattasorniona in punti di vista alle: 13:56 | plink | commenti (12)

giovedì, 05 ottobre 2006

Serate alcoliche

La vecchiaia incipiente comincia a darmi dei segnali strani che mi preoccuperebbero abbestia se non li condividessi con quasi tutte le mie amiche coetanee. Come si suol dire: mal comune mezzo gaudio.
È da qualche tempo a questa parte, infatti, che ogni volta che passo una serata "tra donne" si finisce inevitabilmente con lo psicanalizzarci a vicenda. Roba seria, mica pizza e fichi: analisi sistematiche e approfondite con tanto di catarsi empatica para-freudiana, che ci viene particolarmente bene quando gliene abbiamo date secche col vino.
Se "per combinazione" l'amica della serata è davvero una psicoterapeuta, beh, allora la conversazione diventa totalizzante e al secondo bicchiere di prosecco si parte per la tangente finché tutto ci appare chiarissimo.
Oggi mi pare di vivere in un mondo migliore, solo perché ieri sera con l'amica di turno ci siamo attardate davanti ad una napoli con tante acciughe alla Luna in via Gioberti*, a tramestare tra princìpi primi e ragioni ultime personalissime e piuttosto alcoliche. E come al solito stamani, al mio risveglio, è stato tutto più chiaro.
Invece le mie amiche più grandi, anche solo di pochi anni, sono oltre tutto ciò e si godono la vita senza menarsela più di tanto. Non vedo l'ora di svortare i quaranta: mi pare che tutto diventi più semplice. Dal punto di vista esistenziale, intendo... O sbaglio?

*Tra un mesetto finisco col dentista e, come da programma, mi offrirò in ostaggio del dietologo; fino ad allora lascio perdere la dieta...
Di gattasorniona in punti di vista alle: 22:18 | plink | commenti (18)